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mercoledì | 11-02-2026

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Ambiente

Via Fabio Filzi, il cantiere abbandonato diventa un lago. Residenti esasperati tra ratti, zanzare e rischio sanitario: partono esposti a Comune e Asl

AREZZO – Dove doveva sorgere la nuova sede del comando della Polizia Municipale oggi c’è un cantiere abbandonato, trasformato in una distesa di acqua piovana e di falda che ha riempito gli scavi fino all’orlo. In via Fabio Filzi, nel quartiere di Saione, la situazione è diventata, secondo i residenti, «insostenibile».

Da mesi l’area appare in stato di abbandono: scavi allagati, transenne aperte, biciclette rotte e segni evidenti di degrado. A preoccupare maggiormente sono i continui avvistamenti di ratti di grosse dimensioni e il timore che, con l’arrivo della stagione più calda, l’acqua stagnante diventi terreno fertile anche per zanzare.

I residenti hanno già presentato due esposti al sindaco e alla ASL, segnalando il persistere del problema e chiedendo un intervento urgente, ma – denunciano – «ad oggi ancora nulla si è mosso».

Paolo Moneti, residente nella zona, usa parole dure:

«Questa è una startup, un’incubatrice di ratti e di zanzare fra poco. È un fosso profondo di questa amministrazione, che ha fatto della sicurezza un mantra. Sono passati anni – e ho anche qualche capello bianco in più – e questa amministrazione non risponde più ai cittadini. A Saione ha creato e sta creando un problema sociale, civile e anche igienico».

Moneti descrive una situazione di pericolo concreto:

«Siamo dentro all’area e vediamo transenne aperte, biciclette rotte. Non è certo un parcheggio di biciclette. C’è il rischio che entrino bambini e si facciano male, oppure adulti o delinquenti che possono entrare, farsi male e rimanere qui senza che nessuno li veda. Questo è un luogo di fango per Saione».

Il problema, secondo i residenti, non è soltanto estetico o legato al degrado urbano, ma riguarda la salute pubblica. L’acqua stagnante negli scavi viene descritta come «acque sorgive impure, putride», con un potenziale rischio sanitario per chi abita nelle immediate vicinanze.

A rendere ancora più delicata la situazione è la presenza della scuola 4 Novembre, che si affaccia proprio sul cantiere abbandonato.

«Mentre facciamo questa intervista – prosegue Moneti – ci sono ragazzi col monopattino a due metri da una rete di confine e a due metri da questo lago. Come localizzazione per la Caserma è il punto più sbagliato».

I residenti ricordano come in passato il progetto della nuova sede dei vigili fosse stato accompagnato da una forte campagna mediatica legata alla sicurezza del quartiere.

«Dopo la grande campagna sui vigili di quartiere e sulla caserma a Saione, trovato il problema progettuale, la questione è scomparsa dai radar. Nonostante le lamentele dei cittadini e dei comitati, l’amministrazione non sta rispondendo a un problema oggettivo, non inventato».

«Basta che qualsiasi persona venga qui – conclude Moneti – per rendersi conto di come vivono le persone che abitano nei palazzi vicini. È una condizione peggiorativa rispetto a quando l’asilo era chiuso».

Intanto il cantiere resta fermo, gli scavi pieni d’acqua e il quartiere attende risposte concrete su tempi e modalità di intervento, in una vicenda che intreccia sicurezza urbana, salute pubblica e qualità della vita.