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martedì | 10-02-2026

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Politica

Punto nascita della Gruccia, il sindaco scrive al Ministro per la revisione del parere del CPNN

Montevarchi – “Un giudizio basato su dati errati e incompleti forniti da Asl e Regione Toscana. La deroga è possibile in base alle distanze olografiche e i tempi di percorrenza”.

Il Sindaco Silvia Chiassai Martini ha inviato una richiesta al Ministro della Salute, Prof. Orazio Schillaci, al Sottosegretario On. Marcello Gemmato e al Direttore della Programmazione Sanitaria, di revisione del parere negativo espresso dal Comitato Percorso Nascita Nazionale sulla deroga al Punto Nascita dell’Ospedale SM alla Gruccia, al di sotto della soglia dei 500 parti annui, basato sui dati trasmessi dalla Regione Toscana e dalla ASL Toscana Sud Est nel giugno 2023.

La richiesta è motivata da una verifica della documentazione inviata che – come evidenziato dal Sindaco – “presenta dati non corretti e incompleti, suscettibili di interpretazioni fuorvianti, sia per quanto riguarda il bacino di utenza reale e potenziale, sia per l’analisi di georeferenziazione dei tempi di percorrenza verso il presidio ospedaliero di prossimità dell’Ospedale San Donato di Arezzo”.

“Ho innanzitutto fatto presente – afferma Chiassai Martini – che come Sindaco sono venuta a conoscenza della chiusura del punto nascita di Montevarchi prevista per gennaio 2027, tramite gli organi di stampa. Infatti, né la Regione né la ASL avevano mai informato in questi tre annidi aver fatto richiesta di deroga nel 2023, del parere negativo espresso dal CPNN nel maggio del 2024, né del fatto che lo scorso 30 dicembre la Giunta regionale, a voti unanimi, avesse recepito tale parere, con la delibera n. 1784,  attivando un processo di riorganizzazione in vista della chiusura,  finalizzato a garantire continuità, sicurezza e uniformità dell’assistenza al percorso nascita, attraverso l’emergenza urgenza e i presidi ospedalieri limitrofi.

Nel documento inviato ho evidenziato che, rispetto a 3 anni fa, la situazione è profondamente cambiata. Già a partire dal 2024 il reparto è pienamente operativo, con un completo reintegro del personale mancante e la nomina di un nuovo Primario di Ostetricia e Ginecologia, rispondendo così agli standard di sicurezza ed efficienza previsti dalla normativa vigente, come confermato anche dal riconoscimento UNICEF di ‘Ospedale Amico del Bambino’, ottenuto proprio nel 2024”.

Il Sindaco è poi entrata nel dettaglio della relazione presentata al Ministero nel 2023, indicando errori ed inesattezze:

“Per quanto concerne il bacino di utenza attuale e potenziale, la ASL decide, senza che se ne comprenda la motivazione, di riportare i parti effettuati nel 2022 suddivisi per Comune di residenza, solo per valori pari o superiori a cinque parti. Inoltre, come bacino potenziale sono stati considerati esclusivamente i Comuni del Valdarno aretino, escludendo quelli del Valdarno fiorentino e indicando erroneamente Castel Focognano appartenente alla ASL Toscana Centro anziché alla ASL Toscana Sud Est. Dei 493 parti per i quali era stata richiesta la deroga, la ASL e la Regione Toscana hanno quindi considerato solo 388 parti, escludendo dal conteggio complessivo 105 parti.

Nel 2025, sono nati complessivamente 836 bambini tra Valdarno aretino e Valdarno fiorentino, 536 nella parte aretina e 300 in quella fiorentina. Per questo motivo – prosegue il Sindaco – ho avanzato la proposta concreta di realizzare un distretto sanitario unico, con politiche sanitarie omogenee e condivise, così da formalizzare un bacino di utenza oggi solo potenziale per l’Ospedale della Gruccia che rappresenta già un punto di riferimento territoriale anche per il pronto soccorso che garantirebbe la salvaguardia del punto nascita dell’Ospedale di Montevarchi, attraverso un numero di nati superiore ai 500 parti, con regolarità negli anni”.

Il Sindaco ha inoltre precisato che:

“La documentazione con le tabelle delle distanze e dei tempi di percorrenza presentata al Ministero, sempre nel 2023, non risulta realistica, indicando tempi che vanno dai 25 minuti per la tratta Montevarchi–Arezzo a un massimo di 36 minuti per i Comuni collinari. In realtà, le distanze e i tempi di percorrenza sia verso l’Ospedale di Arezzo oscillano mediamente tra i 45 e i 60 minuti in condizioni di traffico regolare. Il Valdarno è composto da Comuni siti in zone collinari e montane, caratterizzati da collegamenti complessi e nel fondovalle, costantemente congestionato nelle ore di punta, sia la mattina che a metà pomeriggio, per la presenza di uno dei distretti industriali e artigianali più importanti d’Italia, con un tratto autostradale tra i più trafficati e pericolosi, uno dei pochi tratti ancora a doppia corsia e senza considerare i frequenti casi di chiusura o blocco, rendendo evidente come i tempi di percorrenza siano puntualmente e ulteriormente prolungati, arrivando dai 60 ai 90 minuti.

Tali criticità risultano ancora più accentuate in caso di utilizzo del trasporto pubblico, carente su gomma, e che offre un trasporto in tempi con evidenti rischi per la sicurezza delle madri e dei neonati, dai 30-40 minuti necessari per raggiungere Arezzo, a cui si aggiungono i tempi di collegamento con il Punto Nascita del San Donato. Nel Valdarno è inoltre presente una percentuale significativa di popolazione extracomunitaria, con valori che arrivano fino al 16%, spesso senza mezzi di trasporto privato tant’è che molte gestanti, anche con gravidanze a rischio, raggiungono l’Ospedale di Montevarchi esclusivamente tramite mezzi pubblici. È indiscusso che i tempi di georeferenziazione e i flussi di mobilità evidenzino condizioni di significativa criticità per il raggiungimento del presidio ospedaliero di Arezzo, che potrebbe giustificare la deroga ministeriale.

Inoltre serve un programma dettagliato di azioni di promozione per aumentare il volume di parti all’interno del punto nascita che la Regione Toscana doveva mandare al CPNN e che non ha mai presentato e che poteva essere attuato in questi tre anni. Per tutto questo – conclude il Sindaco –  ho richiesto la possibilità di una revisione del parere, a seguito di una documentazione corretta da parte della Regione Toscana e della Asl Sud Est, sia per i bacini di utenza attuale e potenziali, con l’impegno di un’azione politica per la costituzione del distretto unico del Valdarno Aretino e Fiorentino, oltre ad un programma dettagliato di azioni di promozione per aumentare il volume di parti all’interno del punto nascita a garanzia di un numero di parti più che sufficiente per raggiunge gli standard previsti nei prossimi anni, al di là del fenomeno della denatalità. Inoltre, i dati relativi alle reali distanze olografiche, basate su evidenti criticità relative ai tempi di percorrenza per recarsi al PN più vicino, non garantirebbero gli standard di sicurezza necessari, per cui ritengo sia possibile da parte del nuovo CPNN valutare la deroga per il punto nascita di Montevarchi e per garantire un futuro certo ad un centro di eccellenza e sicuro per le madri e i neonati”.