Arte
Arte e partecipazione, nuova vita per il Corridoio di San Donato, porta d’accesso alla città
Arezzo – Si è svolta nel pomeriggio l’inaugurazione ufficiale del progetto artistico “Dalla polvere alla luce: storia di un miracolo”, che ha restituito nuova vita a uno dei passaggi storici più suggestivi di Arezzo: il Corridoio di San Donato, antico collegamento tra il Palazzo Vescovile e la Cattedrale, oggi accesso strategico alla città alta per chi arriva dal parcheggio turistico di via Pietri.
L’inaugurazione ha visto una partecipazione ampia e sentita, con la presenza del vicesindaco Lucia Tanti, dell’assessore alla cultura Simone Chierici, dell’assessore allo sport Federico Scapecchi e del consigliere regionale Gabriele Veneri, delle autorità religiose e dei numerosi soggetti che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera. Un momento che ha sancito la conclusione di un intervento di rigenerazione urbana e culturale capace di intrecciare arte, memoria, formazione e partecipazione civica.
Il progetto, curato dall’Associazione Culturale La Staffetta, racconta la vera storia della Madonna del Conforto attraverso un ciclo pittorico che si sviluppa su circa 40 metri quadrati, frutto di un anno di lavoro. Non un semplice restyling, ma un’operazione di valorizzazione identitaria che trasforma un luogo di passaggio in uno spazio narrativo e simbolico, capace di accogliere cittadini e visitatori.
A sottolineare il valore collettivo dell’iniziativa è stata Lucia Tanti, che ha rimarcato il metodo con cui il progetto è stato costruito:
«Una grande alleanza con le categorie, con alcuni imprenditori, con l’ingegno e l’estro dei restauratori, con le scuole, con lo spazio delle due Fondazioni messo a disposizione. È il miglior biglietto da visita possibile della città di Arezzo per i visitatori che parcheggiano al Pietri e vengono a visitare la città».
Un concetto ripreso anche dal Vescovo della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Andrea Migliavacca, che ha evidenziato il valore simbolico e comunitario dell’intervento:
«È una cosa molto bella perché innanzitutto riqualifica questo passaggio, che è una porta d’ingresso bellissima della città per cittadini e turisti. È bello presentarla con la presenza della Madonna del Conforto e poi ci sono gli studenti: ci sono tutti gli ingredienti di una bella iniziativa, di una bella realizzazione».
Proprio il coinvolgimento delle scuole rappresenta uno degli elementi più qualificanti del progetto. Hanno partecipato gli studenti dell’Istituto Tecnico Professionale Margaritone, dell’Istituto Tecnico Industriale Statale Galileo Galilei e del Liceo Artistico-Coreutico-Scientifico Internazionale Piero della Francesca, insieme a una studentessa tedesca inserita nel progetto Erasmus di Open Com. Un percorso che ha rafforzato il valore educativo, formativo ed europeo dell’iniziativa.
Il taglio del nastro si è svolto davanti all’ingresso del corridoio in piazza del Duomo, alla presenza, tra gli altri, dell’ideatrice dell’opera Laura Ghezzi, della coordinatrice dei lavori per La Staffetta ETS Laura Folli, della calligrafa Adele Boriosi, dell’architetto Roberto Felici, del direttore della Fondazione Arezzo Intour Rodolfo Ademollo e del direttore aggiunto di Confcommercio Firenze-Arezzo Catiuscia Fei.
A seguire, nella Cappella della Madonna del Conforto, gli studenti del Liceo Musicale F. Petrarca hanno offerto un concerto che ha suggellato simbolicamente la conclusione del progetto, unendo linguaggi artistici diversi in un unico momento di condivisione.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di rigenerazione urbana “I Muri Raccontano” ed è stata realizzata in memoria dell’imprenditore aretino Paolo Veraldi. Il progetto, curato dalla Soprintendenza competente, è sostenuto e patrocinato dal Comune di Arezzo, dalla Curia Vescovile e dalla Diocesi, dalla Fondazione Arezzo Intour e dal Club per l’Unesco di Arezzo, con il contributo determinante di sponsor e partner tecnici.
«Per l’Associazione Culturale La Staffetta questo progetto rappresenta un grande motivo di orgoglio – ha spiegato Laura Ghezzi –. Dalla polvere alla luce racconta, con le tecniche delle antiche botteghe, la vera storia del miracolo della Madonna del Conforto. Il coinvolgimento delle scuole e del percorso Erasmus rafforza il valore educativo e culturale dell’iniziativa».
Sull’importanza dell’artigianalità è intervenuta anche Laura Folli:
«In tutti i pannelli è presente l’antica tecnica della foglia d’oro a guazzo, che richiama la storica centralità di Arezzo nel mondo dell’oro. Dalla pittura alla calligrafia onciale, realizzata interamente a mano, l’artigianalità è il filo conduttore di tutto il progetto».
Un intervento che restituisce bellezza, identità e memoria a un luogo simbolico della città, trasformandolo in una vera porta d’ingresso culturale ad Arezzo e in un racconto condiviso che unisce passato, presente e futuro.














