Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

giovedì | 05-02-2026

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Politica

Bibbiena, tra burocrazia e urgenze sociali: il nido “Ambarabà” al centro del Consiglio comunale

Il 10 febbraio la sala consiliare di via Berni, a Bibbiena, sarà teatro di una serata che, più di altre, mette in evidenza la distanza tra la gestione ordinaria dell’amministrazione e le reali esigenze della comunità. Una distanza che, come Lista di Comunità, riteniamo ormai evidente e che merita di essere affrontata alla luce del sole.

«Da una parte – sottolinea la Lista di Comunità – ci troviamo di fronte a una seduta ordinaria, scandita da atti formali, variazioni di bilancio e regolamenti; dall’altra, a una situazione sociale drammatica che da mesi coinvolge decine di famiglie e che non può più essere relegata a tema marginale».

Alle 18:30 si aprirà il Consiglio comunale ordinario, con punti all’ordine del giorno che rientrano nella normale amministrazione. Tuttavia, anche in questa occasione, manca una delibera che la minoranza considera essenziale: quella relativa al regolamento per la trasmissione in streaming delle sedute consiliari. «È incomprensibile – afferma la Lista di Comunità – che una delibera pronta da luglio 2025 continui a essere rinviata, quando la sala consiliare è già dotata delle tecnologie necessarie grazie a un investimento di oltre 85.000 euro di fondi PNRR. La trasparenza non può restare uno slogan, deve diventare pratica quotidiana».

Ma il momento più atteso della serata sarà alle 20:00, quando si svolgerà il Consiglio comunale straordinario in forma aperta, convocato grazie all’iniziativa dei consiglieri di minoranza Rossi, Canaccini, Gori, Mancianti e Piantini. Una scelta che la Lista di Comunità rivendica con forza: «Abbiamo chiesto e ottenuto questo Consiglio aperto perché crediamo che il confronto pubblico sia l’unica strada possibile per affrontare seriamente la vicenda del nido d’infanzia comunale “Ambarabà”».

La struttura è sotto sequestro giudiziario dal 13 novembre 2025, a seguito di un evento tragico. Da allora, molte famiglie vivono in una condizione di incertezza profonda, senza un servizio educativo fondamentale e senza risposte chiare sui tempi e sulle soluzioni alternative. «Da mesi denunciamo – prosegue la Lista di Comunità – l’assenza di un piano strutturato di supporto alle famiglie e la mancanza di un dialogo trasparente tra Comune, istituzioni e cittadini. Non si può lasciare un’intera comunità educativa sospesa nel vuoto».

La minoranza ricorda come diverse proposte siano state avanzate nel tempo, dal bonus babysitter all’individuazione di spazi alternativi temporanei, fino alla possibilità di ricorrere a moduli prefabbricati a uso educativo per garantire una ripresa rapida del servizio. «Quando le nostre proposte sono rimaste inascoltate – spiegano – abbiamo scelto di lavorare comunque, studiando soluzioni concrete e realistiche. Perché il nostro ruolo non è limitarci alla critica, ma costruire alternative».

Per la Lista di Comunità, il Consiglio comunale aperto rappresenta un passaggio fondamentale anche sul piano democratico. «Questo strumento – affermano – restituisce la parola ai cittadini, alle famiglie, alle associazioni. Riporta il tema “Ambarabà” dentro un percorso istituzionale trasparente, sottraendolo al silenzio che genera solo sfiducia e disorientamento».

È importante ricordare che, sebbene tutte le sedute consiliari siano pubbliche, solo il Consiglio aperto consente ai cittadini di intervenire direttamente. Nel Consiglio ordinario si può assistere, ma non parlare; nel Consiglio aperto, previsto dall’articolo 28 del Regolamento comunale, l’aula diventa uno spazio di confronto diretto. «Vogliamo che i genitori possano raccontare in prima persona le difficoltà che stanno vivendo – conclude la Lista di Comunità – e che l’amministrazione si assuma la responsabilità di rispondere davanti alla comunità».

A questo si aggiunge il Question Time, che all’inizio di ogni seduta ordinaria consente ai cittadini iscritti di porre domande su temi di interesse generale. Strumenti diversi, ma tutti orientati a un unico obiettivo: trasformare i cittadini da semplici spettatori in protagonisti consapevoli della vita politica della propria comunità.

La serata del 10 febbraio non è dunque una data qualunque. È un banco di prova per Bibbiena, chiamata a scegliere se continuare a rifugiarsi nella routine burocratica o affrontare, con coraggio e trasparenza, le vere urgenze sociali che riguardano il presente e il futuro della comunità.

Articoli correlati