Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

giovedì | 05-02-2026

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Cronaca

Strangolò la mamma malata di Alzheimer, disposti gli arresti domiciliari

San Giovanni Valdarno – Dopo un periodo di detenzione nel carcere fiorentino di Sollicciano, si trova ora ai domiciliari all’interno di una struttura fiorentina. Giuseppina Martin, 67 anni, uccise, nella notte tra l’8 e il 9 Marzo del 2025 Mirella Del Puglia, la mamma 93enne che da alcune settimane viveva insieme a lei e al marito in via Fermi a San Giovanni.

Donna uccide l’anziana madre di 93 anni e chiama i Carabinieri: arrestata

L’anziana era malata di Alzheimer e da quanto si è appreso i rapporti tra madre e figlia erano purtroppo arrivati ai ferri corti. Ma nessuno avrebbe mai pensato a un così tragico epilogo. Quella notte la Martin si recò nella stanza da letto della mamma con un foulard, stringendoglielo talmente forte al collo, tanto da provocarle la morte. Chiamò poi subito i Carabinieri a cui si consegnò senza fare resistenza pochi minuti dopo. Dopo un periodo di detenzione dietro le sbarre ne è stato disposto il trasferimento, giusto poche settimane fa, in una struttura fiorentina, a fronte anche di una perizia psichiatrica disposta dal Giudice delle Indagini Preliminari Claudio Lara, nella quale è stato riconosciuto un parziale vizio di mente tale da poter determinare che non rappresenta un pericolo sociale. Circostanza, questa, che le ha permesso di uscire da dietro le sbarre e continuare il suo percorso nella struttura, in attesa di giungere al 21 febbraio, dove davanti alla Corte d’Assise di Arezzo dovrà rispondere di omicidio aggravato dal vincolo madre-figlia. Un’accusa che comporterebbe anche la pena dell’ergastolo, ma il parziale vizio di mente potrebbe ridurre alla donna la pena, perché l’omicidio, secondo gli accertamenti, è avvenuto in un contesto di forte disagio, tale da non poter gestire l’anziana madre a fronte di una convivenza resa sempre più difficile: notti insonni che la Martin, spesso e volentieri, proprio per la malattia della 93enne, era costretta a passare.