Cronaca
Carabiniere libero dal servizio aggredito in un supermercato: frattura alla caviglia
Un carabiniere di 50 anni è rimasto ferito nel pomeriggio di sabato 31 gennaio all’interno di un supermercato di Levane, dopo essere stato aggredito da un cittadino di origine nigeriana. Il militare, libero dal servizio, era intervenuto per richiamare l’uomo a un comportamento corretto, qualificandosi e mostrando il tesserino di riconoscimento.
La situazione è però rapidamente degenerata: l’aggressore lo ha colpito con un calcio alla caviglia, provocandogli una frattura con una prognosi di 30 giorni. Subito dopo l’episodio, il carabiniere è stato anche ricoverato per una tachicardia insorta a seguito dell’aggressione. Il fatto, avvenuto in un orario di piena affluenza, è stato reso noto solo nelle ore successive.
Sul posto è intervenuta una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno, che ha proceduto all’arresto dell’uomo, un trentenne. Secondo quanto riferito, le operazioni si sono rivelate particolarmente complesse: l’aggressore avrebbe continuato a colpire e a minacciare i militari anche durante l’intervento.
Il giudice Ada Grignani, davanti al pubblico ministero Bernardo Albergotti, ha convalidato l’arresto, disponendo nei confronti dell’indagato l’obbligo di presentazione presso i carabinieri di Montevarchi, dove risulta domiciliato.
La presa di posizione del sindacato
Sull’episodio è intervenuto con una nota il Nuovo Sindacato Carabinieri, che ha espresso piena solidarietà al collega aggredito.
«Non è accettabile che un carabiniere, anche fuori servizio, venga aggredito per aver semplicemente fatto il proprio dovere», dichiara Nizar Bensellam Akalay, segretario generale regionale NSC Toscana.
«La nostra uniforme rappresenta lo Stato e la legalità, e chi la colpisce, fisicamente o verbalmente, attacca l’intero sistema democratico», sottolinea.
Duro anche il giudizio sulle misure cautelari adottate.
«L’ennesima applicazione di provvedimenti irrisori, come l’obbligo di firma a fronte di una frattura e di un’aggressione gratuita, svilisce il lavoro delle Forze dell’Ordine e lancia un messaggio di pericolosa impunità», prosegue Akalay. «È tempo di dire basta: lo Stato deve tornare a farsi sentire e a proteggere i suoi servitori».
Il segretario regionale conclude con un appello più ampio:
«La solidarietà non basta più. Servono certezze legislative e pene esemplari, perché non possiamo permettere che il sacrificio dei carabinieri venga calpestato da un sistema che sembra tutelare più chi delinque che chi difende la legalità».
Il Nuovo Sindacato Carabinieri invita infine cittadini e colleghi a sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal sindacato per garantire maggiori tutele operative, economiche e di carriera al personale in divisa, sottoscrivibile attraverso il sito dedicato.




