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giovedì | 05-02-2026

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Attualità

C’è un modo diverso di stare dentro la scuola

Arezzo – È un modo diverso di stare dentro la scuola. Con la stessa serietà delle lezioni, delle verifiche e dei programmi, ma con qualche ingrediente in più: la possibilità di imparare anche ciò che non entra in un registro, come si vive un conflitto, come si regge una responsabilità, come si ascolta senza difendersi, come si diventa adulti senza perdere la parte migliore di sé.

È così che ragazzi e ragazze da tutta Italia vivono il loro Quarto Anno Rondine: un’esperienza scolastica e umana, per la quale sono messe a disposizione borse di studio, riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito come percorso di sperimentazione per l’innovazione didattica.
Non è un semplice anno di liceo, ma un tempo di scoperta, di relazione e di crescita interiore. Un anno in cui si impara a conoscere il mondo e, insieme, a conoscersi davvero.

Per questo Rondine Cittadella della Pace annuncia la proroga della scadenza del bando del Quarto Anno Rondine per l’a.s. 2026-27 al 7 aprile 2026. Una scelta che nasce da una richiesta semplice e concreta arrivata da molte famiglie e dagli studenti: avere più tempo per capire, valutare, scegliere bene. Perché un anno così non si decide “di corsa”.

«Non ero sicuro di essere pronto a un cambiamento così grande e non sapevo davvero cosa aspettarmi da questa esperienza. Tutto è cambiato però quando sono arrivato a Rondine per le selezioni. Fin dal primo momento me ne sono innamorato. Ho scoperto un luogo davvero speciale, immerso nella natura, capace di trasmettere pace ma anche energia», racconta Carlo arrivato da Nola.

«“In qualsiasi modo voi siate arrivati qui, va bene”. Sono rimasta paralizzata. Una frase banale solo in apparenza, ma potentissima. In un contesto nuovo, con persone nuove, viene spontaneo voler apparire bravi, composti, determinati, all’altezza… Invece il tutor ci stava dicendo l’opposto: siete accolti così come siete», gli fa eco Laura di Bologna.

Il Quarto Anno Rondine è un anno scolastico pieno, rivolto a studentesse e studenti che nell’anno scolastico in corso frequentano la terza superiore nei licei: classici, scientifici ordinamentali o con opzione Scienze Applicate, di scienze umane ordinamentali o con opzione Economico-Sociale e linguistici italiani, e scelgono di svolgere la quarta a Rondine, nel borgo alle porte di Arezzo.

Il percorso mantiene la solidità della didattica e dei contenuti e la affianca a un’esperienza residenziale che fa una cosa rara: mette insieme lo studio e la vita quotidiana, come se fossero davvero parte dello stesso apprendimento. Qui le giornate non “si aggiustano” solo con l’orario delle lezioni. Si aggiustano con le relazioni, con il modo in cui si sta in una comunità, con il confronto tra storie diverse, con il lavoro su sé stessi e sugli altri. È un anno che ti chiede di imparare anche l’alfabeto delle emozioni e delle parole: quelle che spesso non sappiamo usare, e allora diventano silenzi, urla, isolamento.

«Ciò che sto imparando di più a Rondine è forse l’uso delle parole, poiché sia in classe, che nelle formazioni pomeridiane, che poi nelle relazioni con i miei compagni, e con gli studenti e le studentesse della World House, la scelta delle parole è importantissima. Veicolano, infatti, quello che abbiamo dentro, e ancor di più in un luogo come questo, in cui si ricerca molto l’incontro con l’altro, usare le parole sbagliate penso che sia la prima cosa che ti fa allontanare dalle relazioni. Accompagnato all’uso delle parole anche l’ascolto è fondamentale e anche in questo sto lavorando», sottolinea Martina da Piacenza.

«La stanchezza che Rondine mi lascia a fine giornata non riesco a definirla se non come “bella e soddisfacente”. Qui viviamo il privilegio di ascoltare, ascoltarci, osservare, osservarci, parlare, parlarci, essere, esserci e il cuore arriva a fine giornata riposato», ricorda Gloria, di Palermo.

«Ho scoperto di essere stabilità, sorriso, energia, forza e luce per gli altri. Ho sempre cercato di dare queste cose a chi mi sta intorno, ma sentirsele dire – e soprattutto leggerle – da persone che fino a tre mesi prima erano sconosciute è stata una delle cose più belle che potessero accadermi», confida Adele di Fossano (Cuneo).

Il bando si rivolge a ragazze e ragazzi dei percorsi liceali previsti e, soprattutto, a chi sente che la scuola può essere più di un itinerario da “portare a termine”. A chi ha curiosità, voglia di mettersi in gioco, disponibilità a vivere in comunità e a confrontarsi senza maschere. Non serve essere impeccabili. Serve essere pronti a crescere. Perché crescere, spesso, significa accettare una cosa scomoda: farsi vedere per davvero.

E, in questo, la proroga al 7 aprile 2026 è un invito a fare le cose con cura. La candidatura richiede di raccontarsi e di motivare una scelta importante, non solo di compilare un modulo. Serve tempo per preparare i materiali richiesti, per fare domande, per immaginarsi lì, lontani da casa, dentro una comunità, con un ritmo diverso, ma anche con una struttura solida. E serve tempo per le famiglie: per capire, confrontarsi, sentirsi rassicurate da un progetto che non improvvisa, accompagna.

La giornata di selezione – prevista per il 2 maggio 2026 nella Cittadella della Pace –  non è pensata come una “gara”. È già un primo contatto con il metodo: ascolto, confronto, attività condivise, colloquio, una prova didattica che serve ad allineare i programmi e a sostenere il percorso scolastico, strumenti utili a comprendere inclinazioni e motivazioni. Anche qui, l’obiettivo è chiaro: costruire una classe che funzioni come gruppo, fatta di differenze che si incontrano e imparano a stare insieme.

E quando finisce il Quarto Anno, la cosa più interessante non è soltanto ciò che hai studiato – che resta fondamentale – ma come lo hai studiato, e con chi. Molti raccontano di avere smesso di vivere “in apnea”, di avere imparato a dare un nome alle emozioni, a gestire le pressioni, a ricostruire la fiducia. E spesso questa trasformazione rimette a fuoco anche lo studio: perché quando stai meglio, impari meglio.

«Un impegno che mi prendo per il futuro è quello di ascoltare emozioni, pensieri e bisogni miei e altrui e agire di conseguenza, invece che inseguendo un’idea pregressa, come sto cercando di fare a Rondine», promette Gaia di Bergamo.

«Voglio portare con me l’amore, la sicurezza e l’accoglienza che ho ricevuto qui e diffonderli fuori da questo luogo. Mi piacerebbe che tutti potessero sentirsi così, anche solo per un momento», rimarca Adele.

«A Rondine non si lavora solo sul presente, ma anche sul futuro e sulla vocazione professionale. Qui sto iniziando a riflettere seriamente su cosa voglio fare dopo e su che tipo di persona e di professionista voglio diventare. Il lavoro nel sociale è qualcosa che mi ha sempre affascinato, soprattutto l’idea di impegnarmi sui problemi che riguardano la mia città e il mio territorio», ha detto Carlo.

«Fuori da Rondine mi porterò una certezza: non è facile, ma è possibile. Mi porterò speranza, voglia di mettermi in gioco, desiderio di far sentire la mia voce», conclude Laura.

Alle famiglie il Quarto Anno Rondine offre una promessa concreta: vostro figlio o vostra figlia non “mette in pausa” un anno, lo attraversa con una guida educativa presente, competente, strutturata. In un’età in cui si è forti e fragili insieme, avere un contesto che non giudica ma lavora, che non etichetta ma accompagna, può cambiare una traiettoria.

Ai partner il Quarto Anno offre qualcosa di altrettanto solido: un investimento nel capitale umano e sociale. Sostenere questo progetto significa contribuire a formare giovani capaci di tornare nei propri territori con una competenza decisiva: trasformare il conflitto in dialogo, la differenza in risorsa, l’incertezza in progettazione. Non è un valore astratto: è una ricaduta reale su comunità, scuole, famiglie e futuro.

A rendere possibile tutto questo il Liceo Vittoria Colonna di Arezzo, titolare della sperimentazione ministeriale e capofila della rete scolastica provinciale costituita a sostegno del progetto e composta dal Liceo F. Petrarca, Liceo F. Redi, ITIS Galilei e Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II.

Non solo, una rete di alleanze che unisce fondazioni, enti, imprese e partner privati garantisce ogni anno borse di studio parziali e totali per permettere a studenti di ogni provenienza di partecipare. Le borse di studio rappresentano il cuore solidale del Quarto Anno Rondine: strumenti concreti per garantire pari opportunità, valorizzare il merito e rendere accessibile un’esperienza formativa unica anche a chi non dispone di risorse economiche. Ogni borsa di studio è un investimento nella persona, nel suo potenziale e nella sua capacità di generare futuro.

Il progetto Quarto Anno Rondine, infatti, è realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, dell’Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano, della Fondazione Cariplo, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Cattolica, di Gecofin, della Fondazione Mondo Unito, della Fondazione ONLUS Niccolò Galli, della Banca del Valdarno Credito Cooperativo con la “Borsa di studio in memoria di Bani Giovanni”, della Fondazione Compagnia di San Paolo, della Fondazione Friuli, della Fondazione Vincenzo Casillo, della Fondazione Augurusa, della Fondazione Andrea Biondo Istituto di Cultura, della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, di Aboca S.p.A., di DHL Express Italy, della Fondazione Banca Popolare di Milano, del Fondo Portaverta, della Rotary Foundation – Distretto 2071 Toscana, del BLM Group, nonché del Fondo di solidarietà Quarto Anno insieme ad amici e sostenitori. Un sistema di alleanze che si estende anche ai percorsi di approfondimento come Ulisse e Itaca, nati grazie alla collaborazione con realtà quali Fondazione Finanza Etica, Istituto Jacques Maritain, Nuovo Laboratorio di Psicologia e Goel Gruppo Cooperativo.

Per maggiori informazioni quartoanno.rondine.org

Rondine Cittadella della Pace 

Rondine è un borgo e una storia viva, fatta di tanti vissuti individuali in cui ogni persona si può ritrovare, che ha generato un metodo innovativo per la trasformazione creativa dei conflitti. 

Rondine si impegna a vivere, sviluppare e diffondere, a partire dal borgo, un metodo innovativo per la trasformazione creativa dei conflitti – Metodo Rondine –, che mette al centro la relazione e la fiducia. Attraverso un’esperienza di vita quotidiana, educazione, formazione e ricerca, Rondine prepara generazioni di nuovi leader, capaci di promuovere il dialogo, la convivenza pacifica e la cooperazione internazionale, contribuendo a ridurre i conflitti armati e sociali e generando un impatto positivo sulla società globale.

L’obiettivo è contribuire a un pianeta privo di scontri armati, in cui ogni persona abbia gli strumenti per gestire creativamente i conflitti, in modo positivo.

Rondine ha sede in un luogo unico al mondo da cui trae il nome: un borgo medievale nel cuore della Toscana, immerso nella natura. Gli stessi luoghi che Leonardo da Vinci dipinse nello sfondo del più celebre dei suoi capolavori: la Gioconda. Un luogo di rigenerazione dell’uomo, dove è stato elaborato l’innovativo Metodo Rondine, oggi a disposizione dell’umanità e della pace globale. 

Il cuore del lavoro di Rondine è lo Studentato Internazionale – World House, dove convivono e studiano insieme giovani provenienti da luoghi di conflitto, “nemici” tra loro. Insieme intraprendono il percorso di due anni in cui imparano a superare l’odio che separa i loro popoli e a costruire relazioni di pace. Al termine del percorso, tornano nei propri Paesi come agenti del cambiamento per contribuire a risolvere i conflitti dei propri popoli, insieme. Oggi la World House accoglie trenta giovani di venticinque nazionalità diverse provenienti da Medio Oriente, Balcani, Africa, Caucaso e America Latina, e ha già formato oltre duecento giovani in tutto il mondo, che stanno lavorando per la pace nelle proprie comunità: https://rondine.org/.

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