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martedì | 03-02-2026

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Notiziario Aretino

Leonardo e Monnalisa, cene romantiche alla Doccia. Apro un canile al gattolino

A inizio settimana la cerimonia della posa della prima pietra per il nuovo ponte che sostituirà definitivamente il Ponte Buriano. Alla presenza del Sindaco Ghinelli, del Presidente della Provincia Polcri e di quello della Regione Giani, si è dato così ufficialmente il via alla nascita di quest’opera, destinata ad essere di fondamentale supporto al traffico locale, oltre che a dare il definitivo pensionamento e la definitiva gloria al vecchio Ponte Buriano stesso, che rimarrà fruibile per pedoni, ciclisti e soprattutto turisti. Ora però che si è posato la prima pietra, bisognerà darsi da fare e accelerare per posare la seconda e le altre, altrimenti invece che posare la pietra, bisognerà posare la tazza della camomilla perchè vuol dire che ci si sta addormentando. Comunque la presenza del Presidente Regione, del Sindaco con fascia tricolore e del Presidente della Provincia con fascia azzurra, è di buon auspicio. Tutte quelle fasce insieme non si vedevano dai tempi della pubblicità del Dottor Gibaud! Solo il Presidente della Regione Eu/genio Giani non l’ha portata, perchè se gli prendeva voglia (come fa spesso) di fare un tuffo in Arno, se la perdeva gli si poteva infrenare al basso guado provvisorio poco più a valle e a quel punto toccava riaprire il Ponte Buriano.

Finita la cerimonia è cominciato sul posto e sui social il dibattito per l’eventuale nuovo nome del ponte. Tra gli altri c’è chi ha proposto “Nuovo Ponte Buriano“, chi “Ponte Leonardo Da Vinci“, chi a “Gualberto Gualdani” o “Carlo Starnazzi” che nel corso degli anni si sono prodigati nel voler dimostrare la presenza del Ponte Buriano nel quadro della Gioconda. Poi c’è chi ha proposto il nome “Mona Lisa Bridge“, che come assonanza è come dire “apro un canile al gattolino“. Oltre al fatto che essendo già fastidioso il fatto che la Gioconda sia all’estero, pure il nome del ponte in lingua straniera stona parecchio. Solo a sentire “Mona“, in Veneto han cominciato a ridere alla prima pietra, figuriamoci dopo!

E a proposito della diatriba se Ponte Buriano sia effettivamente il ponte che Leonardo ha dipinto dietro Monnalisa nel celebre quadro, il dibattito continua. La stragrande maggioranza dice di si. Altri dicono sia l’antico Ponte Romito nel comune di Laterina che nel tempo non si è riuscito a salvare. (D’altronde anche la Boschi, pure lei di Laterina non riuscì nel tempo a salvare Banca Etruria). Per altri, invece, il ponte della Gioconda è il Ponte Gobbo e del Diavolo a Bobbio, nel piacentino, ma essendo appunto gobbo e del diavolo che ci dice nella Gioconda? Anche il Ministro Salvini, esperto di ponti, avrebbe voluto dire il suo parere, ma ormai a lui i ponti non li fa fare neanche il suo dentista e quindi non ha rilasciato dichiarazioni.

Ma ormai, che il Ponte della Gioconda sia il Ponte Buriano, è quasi storicamente provato. Se si fosse trovato il resto della tela del dipinto che Leonardo tagliò senno il quadro non gli entrava nel sacco per andare a venderlo ai francesi, si sarebbe visto che nella parte tagliata accanto a Ponte Buriano, Leonardo aveva dipinto il paesaggio vicino con anche la cartiera di Rondine, la Costa di Ferro e l’antica Osteria La Doccia, poi diventato lo storico ristorante, dove Leonardo portava per cene romantiche la Monnalisa (nell’immagine, AI li ha immaginati così), che di Leonardo amava l’arte, le tele, i colori e probabilmente anche il pennello.

Prosegue il dibattito sul luogo dell’eventuale futura collocazione della Stazione AV Medioetruria. Stavolta è l’ex Assessore alle Infrastrutture dell’Umbria Melasecche a “piss out of the pot” (pisciare fuori dal vaso): lamentandosi di un presunto protocollo di intesa tra i Presidenti di Toscana e Umbria Giani e Proietti, a optare per Rigutino, in barba a, così dice lui, ad accordi sempre di Giani con invece la precedente amministrazione umbra. e che dava come soluzione Creti (…) in quanto, seppur in Toscana, metteva più al centro Perugia, che secondo Melasecche, era il luogo più importante dell’antica Etruria. Certo che dopo una dichiarazione del genere di totale accentramento a Perugia, più che Melasecche bisogna aver dagnene secche coi bicchieri di vino (toscano perchè umbro ha lo spunto).

Non ci stupiremmo però se ora Melasecche, dopo ‘sta sviolinata perugina arrivi a dire che la Stazione Medioetruria si farà direttamente a Perugia allacciandola al trenino della città della Domenica. Che dal Lago Trasimeno partiranno rotte commerciali per Panama, Suez e Golfo Persico, mentre col Nibbio (il Pegaso della Regione Umbria) si potrà raggiungere direttamente la ISS. Che la cioccolata della Perugina è talmente buona che se la Perugina facesse gli uovini Kinder i bambini butterebbero la sorpresa per avere solo la cioccolata e che a padel piace giocare tutti perche le racchette somigliano ai biscotti Gran Turchese Colussi Perugina. Infine, la Groenlandia, essendo demaniale come l’acqua di Montedoglio che va nel Trasimeno, può già considerarsi territorio umbro. Trump se ne faccia una ragione!

Ammesso che sto ca… so di Stazione Medioetruria serva e sia utile veramente a qualcosa e qualcuno, va detto che Melasecche, dopo ‘ste dichiarazioni…’celhasecche a tutti!

Continuiamo a richiesta il nostro servizio di traduzione di termini o frasi aretine di difficile e immediata traduzione:
TRONATA: non è necessario vi caschi un trono addosso. Si tratta dell’atto in cui si cade a terra o si sbatte violentemente su qualcosa. (ES: Ho dato una TRONATA in terra).
MEZZA SEGA: Non si tratta né di uno strumento di precisione del falegname e né di un coito interrotto, ma tende a ledere e oltraggiare un individuo di minuta statura.
C’ACECHI!: Brutale ma popolare forma di giuramento, disposta a provocare ipovisione.
È COME DARE IL CONCIO ALLE COLONNE. Di chi perde tempo inutilmente a spiegare concetti, termini e consigli a persone non in grado di assimilarli.

E per finire il proverbio della settimana: Per la Candelora dall’inverno semo fora. E per San Biagio, coi cantieri viaggi adagio. Ma per Piaggia di Murello, Se ‘unn’hai i freni è un bel macello!

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