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domenica | 01-02-2026

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Cronaca

Soci, asilo della tragedia ancora chiuso: tra indagini, attese e famiglie in difficoltà

Soci/Bibbiena – A oltre due mesi dalla tragedia che ha sconvolto la comunità di Soci e non solo, dove ha perso la vita il piccolo Leo, l’asilo nido comunale Ambarabà resta sotto sequestro giudiziario e non è ancora stato riaperto. Sulla situazione interviene il sindaco di BibbienaFilippo Vagnoli, mentre arriva la risposta della Lista di Comunità, forza di opposizione in Consiglio comunale, che, dopo avere richiesto un Consiglio comunale aperto urgente sull’argomento, rende pubblica una dettagliata cronistoria dei fatti.

La posizione del sindaco

In una comunicazione rivolta alla cittadinanza, Vagnoli sottolinea l’impegno dell’Amministrazione fin dal primo giorno dopo il dramma:

«In merito alla situazione dell’asilo nido comunale Ambarabà ritengo doveroso aggiornare la cittadinanza sulla situazione in essere. Il Comune di Bibbiena è impegnato fin dal primo giorno su più fronti, in una situazione straordinaria e dolorosa che coinvolge l’intera comunità».

Il primo cittadino ribadisce che la mancata riapertura non dipende dall’ente locale:

«Ad oggi la struttura del nido rimane sotto sequestro nell’ambito delle indagini in corso: una condizione che non dipende dall’Amministrazione e che rende impossibile fornire date certe sulla riapertura del servizio».

Sul fronte giudiziario, Vagnoli chiarisce:

«L’avvocato incaricato dal Comune ha formalmente depositato l’istanza di dissequestro ed è in costante interlocuzione con la Procura della Repubblica, al fine di comprendere tempi e modalità di una possibile restituzione dell’immobile».

Il sindaco ricorda inoltre che, durante le festività natalizie, la struttura è stata oggetto di ulteriori sopralluoghi tecnici disposti dall’Autorità giudiziaria.

Parallelamente, l’Amministrazione ha attivato misure di supporto:

«Abbiamo fin da subito avviato, in collaborazione con l’ASL, percorsi di supporto psicologico a favore delle famiglie, dei bambini e del personale educativo».

Sono in corso anche valutazioni su soluzioni alternative:

«Stiamo verificando la possibilità di individuare una sede alternativa per questi mesi di chiusura, ma allo stato attuale emergono rilevanti complessità tecniche».

Con la cooperativa K2B, che gestisce il servizio, il dialogo resta aperto:

«Ha manifestato piena disponibilità a riprendere l’attività non appena le condizioni lo consentiranno».

Infine, l’annuncio di un possibile sostegno economico:

«Stiamo lavorando all’introduzione di un bonus economico per le famiglie, da definire con modalità di rendicontazione delle spese sostenute per la cura dei bambini durante i mesi di chiusura».

Vagnoli rivendica anche il confronto costante con i genitori e conclude:

«Comprendo il disagio e la preoccupazione delle famiglie. Non esistono scorciatoie quando sono in gioco legalità, sicurezza e il futuro dei più piccoli».

La replica della Lista di Comunità

Di segno diverso la lettura della Lista di Comunità, che ha diffuso una cronistoria dettagliata della vicenda, basata su atti ufficiali e comunicazioni protocollate, dal 13 novembre 2025 al 31 gennaio 2026. Secondo l’opposizione, nessuno ha mai messo in discussione il sequestro, né chiesto forzature sui tempi della giustizia. Il nodo centrale, spiegano, è un altro:

«Il tema, dall’inizio, è stato l’assenza di iniziative compensative e di accompagnamento per le famiglie durante un periodo di attesa inevitabile e prevedibilmente lungo».

Nel comunicato, la Lista di Comunità contesta la tempistica della presa di posizione pubblica del sindaco:

«Dalla ricostruzione emerge che la comunicazione del Sindaco arriva solo dopo l’attenzione mediatica, dopo interviste, prese di posizione pubbliche delle famiglie e la richiesta formale di un Consiglio comunale aperto».

Particolarmente critico il passaggio sul bonus economico:

«Una misura che, se introdotta ora, rischia di essere inefficace e iniqua: le famiglie hanno già affrontato la chiusura consumando ferie, permessi o aspettative non retribuite, scelte che non sono rendicontabili».

Per l’opposizione, la gestione dell’emergenza è stata attendista:

«Una vicenda che richiedeva assunzione di responsabilità politica e interventi tempestivi, non una comunicazione tardiva».

La Lista di Comunità ribadisce infine il proprio impegno:

«Continueremo a lavorare sui fatti, documentarli e renderli pubblici, perché su una vicenda che incide così profondamente sulla vita delle famiglie la trasparenza è l’atto minimo dei doveri istituzionali».

Una vicenda ancora aperta, che continua a segnare profondamente la comunità di Soci e che resta sospesa tra i tempi della giustizia, le esigenze di sicurezza e le difficoltà quotidiane delle famiglie coinvolte.

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