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giovedì | 26-02-2026

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Politica

Castiglion Fiorentino, Città al Centro denuncia metri cubi di calcestruzzo riversati su terreno agricolo alla Pieve di Chio

“Lavori che presentano, secondo nostri studi – si legge nella dettagliata nota – diverse anomalie ed iniziati con probabilissime inadempienze, pur se da accertare dagli organi competenti 

Con stupore, circa tre settimane fa, gli abitanti della Pieve di Chio e delle zone limitrofe hanno visto recintare un triangolo di terra lungo la strada Comunale della Pergola, ma  nessuno sapeva cosa stesse  per succedere  perché nessun cartello era stato messo a celebrare la realizzazione di qualsivoglia progetto.

Le voci si rincorrevano: “faranno i locali a servizio dell’acquedotto comunale!” (due pozzi  per approvvigionamento si  trovano infatti  a poche decine di metri dal campo).. “faranno un’area sportiva…un’area di sosta camper!” e così tutta una ridda di ipotesi. Accanto al dubbio, nasceva comunque in molti l’idea che il posto fosse inadatto per qualsiasi tipo di realizzazione, data soprattutto la locale complicatissima viabilità, visto che proprio in quella zona – nonostante il doppio senso di marcia – due auto non si scambiano mai e l’accesso al luogo incriminato è posto proprio dietro una curva.

Già dallo scorso venerdì 6 settembre, alcuni cittadini preoccupati o anche semplicemente incuriositi hanno chiesto a noi di “Città al Centro” di aiutarli a capire cosa lì stesse  succedendo.

Abbiamo subito promesso di chiedere, studiare e comprendere, cosa che abbiamo fatto  dapprima in  maniera autonoma visitando il luogo e poi rivolgendoci  al Sindaco richiedendo “l’accesso agli atti”, per verificare attentamente il tutto e possibilmente per fornire lecite risposte a noi stessi e a quanti ci avevano interrogato

Le richieste rivolte al Comune sono partite da diversi presupposti :

  • Il cantiere non riportava nessuna cartellonistica relativa a oggetto, committente, proprietà, dati completi sulla impresa/imprese esecutrici, importo dei lavori, inizio e fine dei medesimi, progettista, direttore dei lavori, responsabile della sicurezza.
  • L’accesso al cantiere è, come abbiamo già detto, pericoloso e coperto e la strada comunale particolarmente stretta .
  • Erano ancora in corso di realizzazione grandi riporti di materiale  riciclato e triturato, parte adagiato su telo e parte sparso  direttamente sul terreno vergine ed erano state realizzate recinzioni  in prossimità di corsi d’acqua pubblica.

In virtù di quanto sopra abbiamo quindi chiesto all’Amministrazione Comunale di poter conoscere tutti quei dati  che mancavano:

  • sapere se le figure professionali avessero verificato l’adeguatezza dei materiali di riporto nei quali si riconoscevano grandi quantità di catrame, residui metallici, plastiche di vario genere,
  • conoscere le certificazioni del materiale riciclato portato in cantiere, ivi comprese le analisi chimiche (test di cessione),
  • avere copia del progetto e relazione tecnica dalla quale risultasse il miglioramento del terreno di fondazione,
  • conoscere eventuali coinvolgimenti dell’Arpat per l’allontanamento del cantiere del terreno superficiale e relativa modulistica,
  • sapere se in tutte le fasi di progettazione si fosse tenuto conto della vicinanza con i pozzi dell’Acquedotto Comunale (ubicati nella limitrofa particella 328 del Foglio 34) e quindi, al riguardo, il relativo parere di “Nuove Acque”, in quanto il materiale riciclato per effetto delle piogge potrebbe far arrivare in falda eventuali residui inquinanti e nocivi, certamente incompatibili con pozzi di acquedotto pubblico
  • conoscere l’esistenza del preventivo parere della Soprintendenza circa l’ esecuzione dei lavori  ed eventuali prescrizioni , visto che l’opera è ubicata all’interno della fascia di rispetto di ben due corsi d’acqua pubblica tutelati dal D.Lgs 42/04
  •  conoscere la verifica ed il rispetto del progetto  anche per le recinzioni stabilito dal R.D. n. 523 del 25 luglio 1904 e s.m.i.  in merito alle costruzioni in prossimità di corsi d’acqua pubblica
  • sapere se fosse stata effettuata la Variante al Regolamento Urbanistico per mutare la destinazione di un’area ubicata al di fuori del perimetro dell’area urbanizzata che con i lavori viene di fatto urbanizzata .

Visionando il cantiere, abbiamo scattato delle foto e realizzato dei video; parte di questo materiale lo abbiamo allegato alla richiesta al Comune per circostanziare gli elementi cui sopra abbiamo fatto riferimento.

Abbiamo altresì segnalato tutte le anomalie agli enti competenti come ARPAT, Polizia Idraulica, Gruppo Carabinieri Forestali di Arezzo e Cortona  e Nuove Acque , il tutto nel rispetto del nostro ruolo all’interno del Consiglio Comunale e nell’interesse dei cittadini che hanno avanzato le loro  preoccupazioni; il nostro intento è quello di avere risposte chiare da tutti per la verifica di eventuali inottemperanze che potrebbero nuocere alla salute della popolazione  o comunque costituire problemi per quell’ecosistema.

Ci preme segnalare che dal giorno 9, data in cui abbiamo avanzato le nostre richieste, sostanzialmente niente è successo, nonostante avessimo fatto presente a tutti  l’urgenza della situazione .

Le uniche novità sono state il curioso celere avanzamento dei lavori con metri cubi di calcestruzzo riversati su terreno agricolo, l’apparizione di un cartello assolutamente scarno, incompleto ed incomprensibile, oltre a quella di un POST su FB di un amministratore che cita “ partiti i lavori di riqualificazione di una zona rurale alla Pieve di Chio, attraverso la realizzazione di un’area attrezzata per tutti i castiglionesi e turisti “. Dal canto nostro ci permettiamo di dire che sicuramente un’area rurale non si riqualifica gettandoci sopra tanti metricubi di materiale edile riciclato  e tanto cemento armato…

E’ evidente che il parere richiesto agli Enti che hanno il compito di tutelare certi  vincoli nell’interesse dei cittadini è molto importante e ci auspichiamo arrivi presto”.

Ci auguriamo certamente che il progetto in corso di realizzazione sia in “regola” sotto tutti i punti di vista ed in tal caso aspettiamo tanti cittadini e turisti in quell’area…

E’ evidente che il progetto è lo sviluppo di un Bando, ma una cosa secondo “Città al Centro” è certa, ossia che se si fossero spesi gli stessi denari pubblici per allargare parte di quella stessa pericolosa strada, tanti abitanti della zona sarebbero stati sicuramente più felici.