Cronaca
Asilo nido comunale chiuso da oltre due mesi: famiglie in difficoltà, chiesto un Consiglio comunale aperto urgente
Soci/Bibbiena – Da oltre due mesi l’asilo nido comunale di Soci è chiuso a seguito del sequestro giudiziario della struttura, disposto il 13 novembre 2025 nell’ambito dell’indagine legata alla tragica morte del piccolo Leo. A oggi, la situazione resta invariata: la struttura non è disponibile e non vi sono certezze sui tempi di un eventuale dissequestro.
Una condizione che ha prodotto conseguenze pesanti e improvvise per numerose famiglie del territorio, lasciate a gestire autonomamente una vera e propria emergenza quotidiana. La sospensione del servizio educativo ha inciso profondamente sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, generando disagio organizzativo, economico ed emotivo, in assenza di un percorso istituzionale chiaro di accompagnamento.
Di fronte a questo scenario, il gruppo consiliare di minoranza Lista di Comunità ha protocollato ieri, 29 gennaio, una richiesta formale di convocazione urgente di un Consiglio comunale aperto, ai sensi del Regolamento consiliare. L’obiettivo è riportare la vicenda in una sede pubblica e trasparente di confronto, restituendo al Consiglio comunale il proprio ruolo politico e istituzionale.
Secondo quanto rilevato dai consiglieri di minoranza, dal momento del sequestro non risultano attivate misure strutturate di supporto alle famiglie coinvolte, né un’interlocuzione formale e documentata con altri enti – come Regione Toscana, Comuni limitrofi o soggetti del terzo settore – per valutare soluzioni temporanee o emergenziali. L’unica iniziativa intrapresa dall’Amministrazione risulta essere la nomina, avvenuta il 21 gennaio, di un legale per il deposito dell’istanza di dissequestro, senza che il Consiglio sia stato aggiornato sul percorso o sulle prospettive.
In questo vuoto di comunicazione, alcuni genitori hanno scelto di rivolgersi direttamente alla Regione Toscana per segnalare la gravità della situazione, sollecitando un incontro che è stato convocato solo a seguito di questa iniziativa autonoma. Un passaggio che evidenzia, secondo Lista di Comunità, la mancanza di un flusso informativo chiaro e di un confronto pubblico strutturato.
Già nei mesi di novembre, durante le Commissioni consiliari e in Consiglio comunale, il gruppo di opposizione aveva proposto di coinvolgere la Regione e di attivare un tavolo di lavoro condiviso tra maggioranza e opposizione, avanzando anche ipotesi di sostegno economico alle famiglie – come un bonus babysitter – e la valutazione di soluzioni alternative per garantire la continuità del servizio educativo. Proposte che, però, non hanno trovato seguito operativo.
Nonostante l’assenza di un tavolo politico attivato dall’Amministrazione, Lista di Comunità ha proseguito autonomamente un lavoro di approfondimento, valutando possibili soluzioni temporanee. Tra queste, anche l’ipotesi di installazione di moduli prefabbricati ad uso educativo, oggetto di un sopralluogo tecnico e di un preventivo indicativo, con tempi di realizzazione relativamente rapidi. Un’attività svolta, precisano i consiglieri, esclusivamente a fini conoscitivi e propositivi, nella convinzione che un’emergenza prolungata e dai tempi incerti richieda la valutazione tempestiva di ogni opzione possibile.
«Quella del nido – sottolineano – non è solo una questione organizzativa, ma un problema sociale che incide sui diritti dei bambini e sulla vita delle famiglie. Il silenzio e l’assenza di un percorso condiviso stanno alimentando disorientamento e sfiducia».
Con la richiesta di un Consiglio comunale aperto, Lista di Comunità chiede che l’Amministrazione riferisca con chiarezza sullo stato dei fatti e sulle scelte compiute, e che i genitori possano esprimere direttamente difficoltà, esigenze e proposte. Un confronto pubblico ritenuto non più rinviabile, perché un’emergenza sociale – concludono – non può essere gestita con l’attesa e il silenzio, ma richiede ascolto, trasparenza e corresponsabilità politica.




