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giovedì | 29-01-2026

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Politica

Arezzo, due senzatetto fatti sgombrare dalla Polizia Municipale: se ne parla in Consiglio comunale

Arezzo – “Sgomberati i fragili mentre erano a mensa. Ecco il sociale del futuro”. Lo dichiara il consigliere di opposizione Michele Menchetti, che nell’odierno Consiglio comunale ha sollevato la questione.

“Un episodio che scuote le coscienze e mette sotto accusa la gestione del welfare cittadino. Parlo dello sgombero forzato del giaciglio di una coppia di senzatetto presso l’arco di Porta Trento Trieste, a ridosso di piazza San Giusto. La coppia, persone in età non più giovanissimae in condizioni di estrema fragilità, utilizzava il sito come riparo notturno per proteggersi dal gelo invernale. I due si trovavano alla mensa della Caritas per l’unico pasto caldo della giornata ma al loro ritorno le coperte e i sacchi a pelo, uniche barriere contro le temperature rigide di questi giorni, erano spariti.

A compiere l’operazione di ‘pulizia’ è stata la polizia municipale. Un intervento avvenuto senza preavviso e in assenza dei diretti interessati, lasciandoli in uno stato di disperazione e privi di qualsiasi protezione per la notte. In una città che si definisce civile, si è scelto di approfittare di un momento di assenza dei più deboli per fare tabula rasa dei loro pochi averi. Invece di uno sgombero puramente ‘decorativo’, un briciolo di umanità in più non avrebbe guastato.

Ho chiesto alla vicesindaco se gettare i giacigli dei senzatetto renda davvero Arezzo migliore e se questo modus operandi rappresenti il modello di sociale perseguito dalla fondazione Arezzo Comunità, che ambisce a essere un punto di riferimento, con velleità improponibili, addirittura nazionale. E come mi ha riposto? Buttando la palla in tribuna, parlando di principi general-generici e poi di un cittadino polacco che nulla c’entrava, stazionante a Saione e a detta sua rimpatriato. Ma a quanto ne so io è in un CPR.

Ecco come questa amministrazione, con i suoi bracci operativi e ‘armati’, si occupa del sociale e di specifiche situazioni di estrema fragilità”.

Il vicesindaco Lucia Tanti ha replicato:

“Questa città è disposta a offrire a chiunque una residenza calda e dignitosa, perché tutti hanno diritto a risposte di accoglienza e noi le proponiamo. Così come hanno diritto di accettarle o meno. Dopo di che, altri cittadini hanno diritto a non inciampare in sistemazioni di fortuna dislocate in punti di passaggio. È una questione di principi da contemperare e di regole da rispettare”.

Le interrogazioni e il dibattito in Consiglio comunale

Per quanto riguarda il dibattito, la prima interrogazione dell’odierno Consiglio comunale di Arezzo è stata presentata dal consigliere comunale Fabio Lucci sull’avvistamento e la presenza di lupi, sia in zone abitate che rurali: “chiedo se siano pervenute notizie all’amministrazione comunale sull’eventuale censimento promosso dalla regione sul numero e la dislocazione dei lupi nel territorio. Per capire come i cittadini debbano comportarsi in certi luoghi, quali cautele adottare, se portare con sé o meno i propri animali domestici”.

Valentina Sileno ha chiesto chiarimenti sui fondi disponibili per le prestazioni sociali a sostegno della genitorialità: “il Comune potrebbe fruirne se li richiedesse al governo. È stato fatto?”

Il vicesindaco Lucia Tanti ha confermato di avere “non solo richiesto ma ottenuto fondi per vari progetti e per sei nuovi assistenti sociali. Temi importanti, non sempre visibili e che fa piacere portare all’attenzione”.

Michele Menchetti è tornato sugli effetti della sentenza della Corte Costituzionale che ha cassato parti della legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica, dichiarandone l’illegittimità costituzionale, “mettendo in discussione anche il bando del Comune di Arezzo per l’assegnazione degli alloggi: la residenzialità e soprattutto la durata di quest’ultima ledono il diritto all’abitazione che non ammette deroghe o limiti. Quando intendete revocare la graduatoria e rifarla secondo i nuovi criteri sanciti dalla Corte? Quante case popolari nel frattempo sono state assegnate in base alle norme cassate e quante persone sono state escluse ingiustamente a vantaggio di altre?”

“La Corte – ha ricordato l’assessore Monica Manneschi – ha giudicato incostituzionale non un criterio di accesso ma una premialità. Questa premessa è fondamentale perché permette innanzitutto di dire che l’amministrazione comunale non ha impedito ad alcuno di fare domanda o, tantomeno, ai richiedenti di essere ammessi in graduatoria. Nessuno è stato escluso. In secondo luogo, la Corte Costituzionale non ha imposto la revoca degli atti conseguenti al bando comunale del 2022, anche perché questo nel frattempo si è esaurito ed è stato superato dal successivo del 2024. Lo schema che si prefigura è dunque chiaro: le assegnazioni effettuate rimangono in essere, quelle da effettuare saranno rimodulate sulla base del dispositivo della sentenza e tale rimodulazione non coinvolgerà, a monte, l’ammissione ma i punteggi conseguiti”.

Giovanni Donati ha lamentato lo stato di abbandono del parco di Lignano: “in questi giorni è stata resa nota la pubblicazione di un bando per la gestione del ristorante e delle strutture di pertinenza. Ma non è stata coinvolta l’area campeggio. Perché? Verrà fatto in futuro?”

Alessandro Caneschi ha riproposto le polemiche che hanno coinvolto l’Asp Fossombroni e la multa comminata per divieto di sosta a un’auto di servizio. “Una vicenda spiacevole che ha gettato discredito sull’istituzione e sul direttore. Metto inoltre in evidenza che il centro diurno dell’Asp è chiuso da anni: quando potrà essere riattivato?”

“Il servizio – ha ricordato il vicesindaco Lucia Tanti – è stato interrotto in periodo Covid, ne abbiamo chiesto la riapertura per i non autosufficienti, per andare incontro ai bisogni reali della città visto che gli autosufficienti, numeri e servizi alla mano, sono un segmento che dispone di copertura. Sulla questione della multa forniremo risposta scritta”.

Ancora Alessandro Caneschi ha chiesto i motivi per cui è stato interrotto il progetto “che prevedeva la presenza di volontari ad assistere alunni e familiari mentre attraversavano la strada in prossimità delle scuole”.

Il vicesindaco Lucia Tanti: “il servizio è stato interrotto a giugno perché gli ultimi a occuparsene, la Uisp, hanno manifestato l’impossibilità di garantire una presenza sufficiente di volontari. L’amministrazione comunale ha intenzione di proseguire, dobbiamo però adeguarci ai numeri che le associazioni possono fornire: le persone crescono in età e dunque il loro impegno può venire inevitabilmente meno. Nel frattempo, dove prima c’erano i volontari oggi ci sono gli agenti della PM, che ringrazio per l’ulteriore responsabilità assunta per la sicurezza dei cittadini”.

Andrea Gallorini ha posto all’attenzione i problemi del centro socio-sanitario di Rigutino, “composto da vari ambulatori, locali di servizio e uffici. Ambienti ottenuti grazie all’importante riqualificazione di un immobile comunale con oltre 100 anni di vita, punto di riferimento ultradecennale per la comunità locale. Si registrano tuttavia infiltrazioni di acqua piovana negli spazi e problemi agli infissi, criticità che incidono sul corretto svolgimento delle attività sanitarie e associative. Quali interventi sono in programma? È prevista inoltre la tinteggiatura dell’edificio per restituire a esso il giusto decoro?”

Sui chiarimenti richiesti da Donato Caporali sulla manifestazione d’interesse per l’opzione di acquisto di alcuni immobili assegnati ad appartenenti o ex appartenenti alle forze dell’ordine in zona Meridiana, prima bandita poi ritirata, l’assessore Monica Manneschi ha specificato che il Comune di Arezzo ha sempre agito in interlocuzione con i prefetti in carica, oltre che con gli inquilini. “Inizialmente con la manifestazione d’interesse volevamo capire quanti fossero intenzionati ad acquistare le case ma il nuovo prefetto ci ha portato all’attenzione esigenze a fronte delle quali ha ritenuto di dare parere negativo all’ipotesi di vendita. Coerentemente con lo spirito collaborativo sempre dimostrato e per non venire meno a un’esigenza di sicurezza, a cui abbiamo assegnato priorità, abbiamo deciso di non procedere”.

Alessandro Caneschi e Michele Menchetti hanno presentato due interrogazioni su Saione: il primo ha insistito sullo “stupore provocato da un’intervista dell’assessore Alessandro Casi dedicata alla viabilità della zona, che sembra rimanga quella attuale. Parole che contraddicono quelle pronunciate dal sindaco nel Consiglio Comunale aperto. Se tutto cambia affinché nulla cambi, questo progetto diventa ‘del nulla’. Pare ci sia bisogno di fare ulteriore sintesi e incontrare ancora abitanti e commercianti”. Anche per il secondo, “l’ultimo progetto paventato contraddice quello illustrato ai residenti in Consiglio Comunale visto che mantiene praticamente lo status quo della piazza”.

“Posso confermare – ha dichiarato il sindaco Alessandro Ghinelli – che proseguirà l’attenzione sul rifacimento di questo spazio urbano, che personalmente fatico, a oggi, a chiamare ‘piazza’. Non è certamente mio interesse procedere in fretta, ci prenderemo il tempo necessario, ascoltando i cittadini. È un impegno che mi assumo, al di là degli ultimi passi fatti dall’assessore Alessandro Casi che devo anch’io conoscere più a fondo”.

Giovanni Donati, infine, ha chiesto se il Comune abbia emesso o meno un’ordinanza per la ripulitura dell’area del Sodaccio.

 

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