Attualità
Ricordare non basta: il Giorno della Memoria alla Cesalpino
Arezzo – Tutti in fila, molti con il capo chinato in avanti.
Tutti in fila senza colori, una processione di morti, sequenza di individui privati di voce.
Hanno la bocca ma non parlano, orecchie ma non odono, narici ma non odorano, mani e non palpano. Piedi, piedi che non camminano.
Simulacri: uomini e donne trasformati in simulacri.
Simulacri generati da un’esperienza nefasta, da una storia sventurata, da una sorte disgraziata, funesta, fatale.
Tutti in fila, pazienti, rassegnati, remissivi, sottomessi, sconfitti, abdicati a un destino inimmaginabile, nascosto alla coscienza dai più, forse da tutti.
Simulacri: cercava tra la folla quel volto, cercava tra la folla gli occhi che spesso aveva incrociato coi suoi.
Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate in un’offensiva in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 1° novembre 2005 ha stabilito che il 27 gennaio diventasse il Giorno della Memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto.
Con queste parole tratte dal romanzo di Iacopo Maccioni, vincitore del Premio letterario nazionale Giovane Holden 2017, gli studenti dell’I.C. Cesalpino hanno deciso di promuovere due giornate di incontri, riflessioni e laboratori in occasione della Giornata della Memoria 2026.
Martedì 27 gennaio 2026 dalle ore 9.00 alle ore 11.00 gli alunni della classe 3A e della 3C e dalle ore 11.00 alle ore 12.30 gli alunni della classe 3B e 3E incontreranno lo scrittore Iacopo Maccioni per parlare dell’intenso e commovente racconto di amicizia e amore intrecciato con la storia narrato nel libro “Occhi di marrone” pubblicato da Giovane Holden editore.
Mercoledì 28 gennaio 2026 dalle ore 11.00 alle ore 12.30 gli alunni della classe 3D e della classe 3F ascolteranno Iacopo Maccioni ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Prima insegnante poi dirigente scolastico (oggi emerito), Iacopo Maccioni vive a Lucignano.
Ama la musica, i viaggi, incontrare persone e le storie.
Ha curato negli ultimi nove anni, con l’amico Roberto Nistri, un progetto di scrittura con e per gli alunni di un istituto scolastico e le relative pubblicazioni dei racconti per Edizioni Luì.
Ha scritto articoli, in riviste specialistiche per insegnanti, sulla lettura e sulle prospettive educative; premesse, prefazioni, articoli, racconti su varie pubblicazioni e antologie.
Alcuni brani tratti dal libro “Occhi di marrone” verranno letti dagli studenti dell’I.C. Cesalpino – nei panni per un giorno di speaker – durante la diretta radiofonica in onda su RadioLav.
“Servono momenti di riflessione anche con nuovi linguaggi per coinvolgere i nostri studenti attorno ai temi dell’Olocausto, delle deportazioni, delle discriminazioni e della diversità che hanno segnato quel periodo e che ancora oggi devono essere ricordati, elaborati e discussi per affrontare con maggiore consapevolezza le insidie del presente” afferma la Dirigente Scolastica Sandra Guidelli.
“Ricordare non basta, il ricordo non resta per sempre. Perché resti il ricordo si deve trasformare in memoria: memoria è quando i ricordi diventano mattoncini del nostro oggi” interviene la prof.ssa Annarita Sinatti promotrice degli incontri con lo scrittore Iacopo Maccioni.
“I nostri ragazzi sono qui e rappresentiamo il presente, e lo sanno bene, ma senza il passato nulla ha un senso, saremmo una scatola vuota” aggiunge la prof.ssa Sinatti.
“Dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni il valore della memoria storica e della riflessione sulle tragedie del passato. La Giornata della Memoria rappresenta un’opportunità unica per affrontare con i nostri studenti i temi dell’intolleranza e dei diritti umani, sensibilizzando sull’importanza di costruire una società più giusta e inclusiva” conclude Sandra Guidelli.




