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Guccione, 100 volte amaranto: “Vittoria meritata, ma testa bassa e avanti partita per partita”
Una vittoria pesante, una prestazione solida e una giornata dal forte valore simbolico. Nel post gara di Arezzo–Juventus Next Gen, vinta 1-0 dagli amaranto, il protagonista è Filippo Guccione, celebrato prima del calcio d’inizio con una maglia speciale per le 100 presenze in amaranto consegnatagli dal presidente Guglielmo Manzo e dalla figlia Francesca, titolare dell’azienda Rever Iconic.
Un traguardo importante incorniciato da un successo che consente all’Arezzo di mantenere un vantaggio fondamentale sul Ravenna.
«È stata una partita difficile – spiega Guccione – contro una squadra di grande qualità, che la settimana scorsa aveva fermato l’Ascoli. È una vittoria meritata, sapevamo delle difficoltà e avevamo studiato bene l’avversario. Questo successo deve darci forza per affrontare le prossime gare. Ho fatto i complimenti a tutti i miei compagni».
Con tredici partite ancora da giocare, la domanda sulla tabella di marcia verso il traguardo arriva inevitabile, ma il numero 7 frena subito:
«No, assolutamente, niente tabelle. Navighiamo partita per partita. Ci godiamo questi tre punti e da domani pensiamo al Guidonia. È un campionato che non ti permette mai di abbassare la guardia».
Cento presenze festeggiate nel modo migliore, con una gara di grande qualità anche sul piano della regia:
«Abbiamo fatto un altro passo avanti importante – sottolinea – in una partita più difficile rispetto a quella che aveva il Ravenna col Guidonia Montecelio. Sapevamo del loro risultato e non era semplice reggere la pressione. Prima di Natale eravamo sotto, ora siamo a +7, ma può succedere di tutto. Nelle ultime gare abbiamo dimostrato solidità, compattezza e freschezza: con queste prestazioni possiamo toglierci delle soddisfazioni».
Il percorso personale di Guccione ad Arezzo è emblematico.
«Sono arrivato qui in un momento delicato della mia carriera, dopo una grossa delusione a Mantova. Quando mi ha chiamato Cutolo ho accettato con grande entusiasmo, rimettendomi in gioco e ridiscutendo il mio ruolo. Con fatica, grazie ai compagni, allo staff e al mister, ho cambiato posizione. Sono in una piazza bellissima, in una città meravigliosa. Sono scaramantico e non voglio aggiungere altro».
Nel nuovo ruolo di regista, però, il gol sembra essere diventato un ricordo:
«Mi manca tanto – ammette con sincerità – ma mentalmente è cambiato il mio approccio. Devo pensare alla fase preventiva, il mister mi ripete che devo “pensare negativo”. Se vinciamo e io non segno, va benissimo così. Conta solo il risultato di squadra, anche se il gol mi manca».
Guccione oggi è uno dei punti di riferimento del gruppo, dentro e fuori dal campo. Ma lui sposta i riflettori sugli altri:
«La vera forza della squadra è chi non gioca. Oggi Cianci ha fatto due rincorse difensive incredibili, è entrato in modo spettacolare. Sono loro, anche quelli che non giocano, la vera anima di questo gruppo».
Infine, un passaggio sull’impatto di Artur Ionita:
«Il suo arrivo ci ha dato qualità anche a livello fisico. Ha gamba, esperienza, ha fatto la Serie A. Ci aggrappiamo a lui e lui si aggrappa alla squadra. Le sue qualità sono indiscutibili».
Tre anni in amaranto e cento partite personali, ma con lo sguardo sempre rivolto avanti. Guccione incarna perfettamente lo spirito dell’Arezzo di oggi: concreto, compatto e affamato, ma con i piedi ben piantati a terra.




