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Arezzo-Juventus Next Gen, Bucchi chiede “maturità. Cortesi completa il progetto”. Curva assente, il tecnico: “Rispetto per gli ultras, ma ci mancheranno”
Il successo del Ravenna per 2-1 sul Guidonia Montecelio, maturato nell’anticipo di ieri, ha riportato i romagnoli a quattro lunghezze dall’Arezzo (49 punti contro 45), aggiungendo ulteriore peso alla sfida in programma questa domenica alle 12.30 contro la Juventus Next Gen, valida per la 23ª giornata di Serie C Now.
Alla vigilia del match, l’allenatore amaranto Cristian Bucchi ha fatto il punto della situazione in conferenza stampa, soffermandosi su singoli, condizioni fisiche della rosa e analisi dell’avversario, ribadendo la necessità di mantenere alta concentrazione e continuità in un campionato che resta ancora apertissimo.
Ampio spazio è stato dedicato da Bucchi a Matteo Cortesi, ultimo innesto del mercato invernale:
«Era la pedina che completava l’idea che avevamo. Cercavamo un giocatore a metà tra centrocampista e attaccante, con caratteristiche precise, e Cortesi era il profilo che volevamo. Ha avuto un affaticamento muscolare il 3 gennaio, nulla di grave: da due giorni si allena con noi ed è a disposizione. Gli manca un po’ di ritmo, ma clinicamente sta bene. Verrà in panchina e valuteremo se impiegarlo».
Sul fronte infermeria, Bucchi ha chiarito la situazione di alcuni elementi:
«Renzi è stato in bilico fino alla rifinitura di Pesaro. Non ha avuto un trauma, ma non si sentiva libero mentalmente e fisicamente. Abbiamo deciso insieme di prenderci due o tre settimane per farlo rientrare sereno, perché non avrebbe senso forzare e poi perderlo di nuovo».
Quanto a Iaccarino, il tecnico ha spiegato:
«Gennaro ha avuto un piccolo problema muscolare: difficilmente rientrerà nemmeno per la prossima, visto che giochiamo di venerdì. Preferiamo non rischiare».
L’attenzione si è poi spostata sull’avversario di giornata:
«La Juventus Next Gen non è la classica squadra giovane che deve ambientarsi alla categoria. Ha tanti talenti, un allenatore preparato e conosce bene la Serie C. Muove bene la palla, riparte con qualità e se le lasci spazio ti fa male. Viene da un periodo molto positivo e l’entusiasmo la rende ancora più pericolosa. Dovremo essere bravi a disinnescare le loro armi e a riproporre l’Arezzo visto a Pesaro: solido, tosto, mentalmente forte».
Fondamentale, secondo Bucchi, la gestione dei momenti della gara:
«In una partita ci sono tanti mini-momenti. Bisogna capire quando essere aggressivi e quando aspettare, quando forzare e quando gestire. A Pesaro siamo stati maturi proprio in questo: abbiamo letto bene le situazioni. Per arrivare fino in fondo dobbiamo continuare a crescere in queste letture, perché ogni partita nasconde difficoltà diverse».
Capitolo centrocampo e soluzioni tattiche:
«Con gli arrivi di Ionita e Cortesi volevamo caratteristiche diverse rispetto a quelle che avevamo. Non cerchiamo doppioni: ogni mediano deve portare qualcosa di unico. Questo ci permette di cambiare volto alla squadra in base ai momenti della partita e agli avversari. Tutti sono compatibili tra loro».
In attacco resta aperto il ballottaggio:
«Ravasio e Cianci sono due attaccanti forti. La scelta dipende da come li vedo in settimana, dal tipo di partita e dalle sensazioni. Sono due ragazzi che si stimano, c’è una competizione sana e questo fa bene al gruppo».
Infine, uno sguardo alla classifica e all’ambiente:
«Non rispondo per diplomazia: non è cambiato nulla. Mancano 15 partite, 45 punti, tanti scontri diretti. Questo campionato ti porta su e giù in un attimo se non resti concentrato. Siamo consapevoli del percorso fatto, ma non abbiamo raggiunto niente».
E un pensiero ai tifosi che non saranno in curva per protesta contro la presenza delle squadre B in campionato:
«Rispetto le loro idee, ma mi dispiace tantissimo non averli al nostro fianco».
Video: da canale S.S. Arezzo




