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domenica | 25-01-2026

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Ambiente

Operazione Bufo Bufo: al via la quattordicesima campagna di salvataggio degli anfibi nel territorio aretino

È pronta a partire la quattordicesima edizione dell’Operazione Bufo Bufo, la campagna di tutela degli anfibi che da anni si svolge nel territorio di Arezzo e provincia. A partire dalla prima settimana di febbraio, compatibilmente con l’andamento delle temperature, i volontari torneranno sulle strade per favorire la migrazione primaverile degli anfibi, con particolare attenzione al rospo comune, il Bufo bufo.

L’obiettivo principale dell’iniziativa è ridurre il numero di animali vittime del traffico veicolare durante il delicato periodo degli spostamenti verso i siti di riproduzione. L’attività si concentrerà soprattutto in due aree storicamente monitorate, Molinelli e San Fabiano, nel comune di Arezzo, veri e propri corridoi di migrazione che da anni rappresentano punti critici per la sopravvivenza della specie.

I volontari, muniti di guanti, torce e gilet catarifrangenti, perlustreranno le strade nelle ore serali e notturne, aiutando i rospi ad attraversare in sicurezza e prevenendo investimenti accidentali. Parallelamente, sarà svolto un accurato lavoro di raccolta dati: il conteggio degli esemplari salvati e osservati verrà infatti trasmesso a biologi specializzati, che utilizzeranno queste informazioni per stimare l’andamento delle popolazioni di anfibi a livello nazionale.

Come spiega Francesco Cortonesi, insegnante, autore, attivista e da anni portavoce dell’Operazione Bufo Bufo, «non è possibile presidiare tutti i luoghi di migrazione presenti sul territorio». Proprio per questo, una parte fondamentale del progetto è rappresentata dalla sensibilizzazione dei cittadini e degli automobilisti. «Guidare con prudenza e rispettare i limiti di velocità è sempre importante – sottolinea – ma lo è ancora di più quando si attraversano tratti di strada interessati dalla migrazione degli anfibi. Parliamo di zone relativamente brevi, in genere cento o duecento metri, spesso in prossimità di pozze o laghetti: con un po’ di attenzione si possono salvare moltissimi animali».

Gli anfibi e in particolare il rospo Bufo bufo, sono infatti tra i gruppi faunistici più minacciati dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento e dalla frammentazione degli habitat. Il loro declino rappresenta un serio campanello d’allarme per gli equilibri degli ecosistemi, poiché svolgono un ruolo fondamentale nel controllo delle popolazioni di insetti e nella biodiversità complessiva.

Anche quest’anno, grazie al supporto del Comune di Arezzo, in alcune zone saranno posizionati cartelli stradali mobili che segnalano la possibile presenza di anfibi in attraversamento. Si tratta di segnali simili a quelli che indicano il passaggio di animali selvatici, ma con l’inconfondibile sagoma di un rospo al posto del cerbiatto. Nel tempo, questi cartelli hanno dimostrato una notevole efficacia nell’aumentare l’attenzione degli automobilisti, pur comportando costi e difficoltà organizzative per un’iniziativa interamente autofinanziata.

La campagna 2026 introduce anche importanti novità territoriali: oltre alle aree già seguite nel comune di Arezzo, il monitoraggio verrà esteso al Valdarno e, per la prima volta, al Casentino. Un ampliamento che testimonia la crescita del progetto e l’impegno dei volontari, oggi circa quindici, con numeri variabili di anno in anno.

La formazione resta un elemento centrale dell’Operazione Bufo Bufo. Domenica è in programma un corso, rivolto sia ai nuovi partecipanti sia ai volontari più esperti, tenuto dal dottor Carlo Scoccianti, biologo del WWF. Il percorso formativo serve a imparare come maneggiare correttamente gli animali, riconoscere maschi e femmine, distinguere le direzioni di migrazione – che comprendono sia l’andata verso i siti di deposizione sia il ritorno – e operare in sicurezza lungo le strade nel rispetto delle normative vigenti.

I risultati degli anni passati confermano l’importanza dell’iniziativa: solo lo scorso anno sono stati salvati 1.126 anfibi. Numeri che raccontano l’impatto concreto di un’azione basata sul volontariato, sulla collaborazione con le istituzioni e sulla consapevolezza che piccoli gesti, come rallentare l’auto per qualche centinaio di metri, possono fare una grande differenza.

Con l’avvicinarsi della “stagione degli amori” tra febbraio e marzo, i volontari amici degli anfibi aretini sono pronti a tornare in campo, dimostrando ancora una volta che la tutela della biodiversità passa anche dalle strade che percorriamo ogni giorno.