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venerdì | 23-01-2026

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Diario di Bordo

Donati ad Arezzo24: “Ascolto e visione. Rivendico il diritto della mia generazione di prendersi la responsabilità di guidare la città”. L’intervista alla vigilia del Festival dell’Innovazione Urbana

Marco Donati, consigliere comunale e figura di riferimento dell’esperienza civica Scelgo Arezzo, ospite di Arezzo24 per un confronto articolato sui temi della politica locale, dell’impegno civico e delle prospettive future della città, alla vigilia del Festival dell’Innovazione Urbana e in vista delle elezioni amministrative del 2026.

Quando nasce la tua passione per la politica?

«È una passione che nasce circa vent’anni fa. Ho sempre avuto interesse per la cosa pubblica e per la storia. Poi un problema di salute mi ha costretto a rallentare alcune attività e mi ha restituito tempo: lì ho deciso di dedicarlo a questa passione. Da allora sono accadute molte cose».

Quanto conta Arezzo nel tuo percorso politico?

«Arezzo mi ha dato tantissimo: qualità della vita, ottimi insegnanti, istruttori, relazioni umane. Ho sempre sentito il dovere di restituire questa fortuna impegnandomi per la città, a diversi livelli, ma sempre con la stessa passione».

L’esperienza in Consiglio comunale all’opposizione: che bilancio fai?

«Con Valentina Sileno abbiamo cercato di ridare centralità al Consiglio comunale. Il suo ruolo di indirizzo e controllo spesso era uscito dal radar dell’opinione pubblica. Abbiamo lavorato con assemblee, incontri e strumenti di comunicazione per riportarlo al centro del dibattito cittadino».

Scelgo Arezzo e il rapporto con i cittadini

«Per noi la politica è ascolto. Se a un politico non piace ascoltare le persone, ha sbagliato mestiere. Abbiamo mantenuto un rapporto costante con il territorio, incontrando cittadini, associazioni e realtà diverse».

Il Festival dell’Innovazione Urbana: quali obiettivi?

«Dopo la prima edizione alla Casa dell’Energia, questa seconda edizione, ospitata al Centro Congressi dell’Etrusco Hotel, vuole dare voce ai cittadini. Non solo proposte nostre, ma contributi di chiunque voglia partecipare. Abbiamo già oltre 110 adesioni tra professionisti, volontariato, associazioni e semplici cittadini».

Le urgenze per Arezzo

«Il tema centrale è quello della prossimità: risposte puntuali e tempi certi. Abbiamo percepito una certa lontananza dell’amministrazione dai bisogni quotidiani. Al Festival affronteremo questo tema insieme a cultura, servizi, sostenibilità e formazione».

Cultura, un nodo cruciale

«È uno dei tavoli più partecipati perché c’è una sofferenza evidente. Gli investimenti ci sono stati, ma forse non nella direzione giusta. Serve un nuovo umanesimo cittadino, una cultura più diffusa e accessibile, capace di coinvolgere giovani e adolescenti».

Le critiche all’amministrazione Ghinelli

«In undici anni ci sono state risorse importanti, dal PNRR alla rigenerazione urbana. Ma spesso è mancata una progettazione adeguata. Alcuni interventi, come via Fiorentina o la caserma dei vigili, sono sotto gli occhi di tutti per ritardi e aumento dei costi».

Elezioni 2026: dove si colloca Scelgo Arezzo?

«Non siamo più vicini né al centrodestra né al centrosinistra. Ci hanno spesso “tirato la giacchetta”, ma non accettiamo ruoli di contorno. Rivendico il diritto della mia generazione di prendersi la responsabilità di guidare la città».

Una questione generazionale, senza rotture

«Non è un progetto contro qualcuno. È un progetto che si assume responsabilità. Chiediamo consigli, dialoghiamo con chi ha più esperienza, ma vogliamo anche dire la nostra sul futuro della città».

Dal Festival al programma per Arezzo

«Vogliamo rendere Arezzo di nuovo attrattiva e davvero capoluogo. I dati demografici parlano chiaro: senza politiche abitative e attrattive rischiamo un lento declino. Servono dibattito, visione e coraggio».

Il Festival dell’Innovazione Urbana si configura così, per Scelgo Arezzo, non solo come momento di confronto pubblico, ma come possibile punto di partenza per la costruzione di un progetto politico più ampio. Un percorso che, come ribadito da Marco Donati, mette al centro partecipazione, responsabilità e una nuova visione di città.