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giovedì | 22-01-2026

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Cronaca

Truffa a un’anziana di 87 anni: due uomini bloccati sul raccordo

La Polizia di Stato di Arezzo ha proceduto all’arresto in flagranza di reato di due soggetti, provenienti dalla provincia di Napoli, gravemente indiziati di una truffa ai danni di una donna anziana, messa a segno in pieno centro cittadino.

L’episodio si è verificato nella tarda mattinata di ieri. Intorno alle 12.30, sulla linea di emergenza 112, è giunta la segnalazione del figlio della vittima, una signora nata nel 1939 e residente nel centro storico di Arezzo, che aveva intuito come la madre potesse essere stata appena raggirata.

Il raggiro: il falso nipote e il sedicente carabiniere

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, intorno alle 12.15 l’anziana è stata contattata telefonicamente da un giovane che si è spacciato per il nipote. L’uomo le ha riferito di trovarsi presso il Comune e di dover pagare con urgenza presunte contravvenzioni non saldate, per un importo di circa 5.000 euro, avvertendo che, in mancanza del pagamento entro le ore 13, sarebbero intervenuti i Carabinieri con conseguenze penali.

La donna, convinta di parlare realmente con il nipote, ha proposto di recarsi alle Poste per prelevare il denaro, ma è stata scoraggiata dal sedicente parente, che ha insistito sull’urgenza del pagamento. A quel punto il truffatore ha chiesto alla signora quali monili avesse in casa, invitandola a disporli su un tavolo: poco dopo, infatti, un presunto carabiniere si sarebbe presentato per ritirarli.

La seconda chiamata è arrivata puntuale. Un uomo, qualificatosi come appuntato dei Carabinieri, ha confermato la necessità di consegnare oro e contanti per “salvare” il nipote. Subito dopo, il falso militare si è presentato alla porta dell’abitazione e ha ritirato anelli, orecchini, la fede nuziale del defunto marito e 450 euro in contanti, rassicurando l’anziana prima di allontanarsi e salire su un’auto con un complice alla guida.

L’intervento della Squadra Mobile

L’auto dei due uomini, notata mentre procedeva a forte velocità per le vie del centro, ha attirato l’attenzione di una pattuglia della Squadra Mobile di Arezzo, impegnata in servizi in abiti civili contro i reati predatori. Poco dopo è giunta anche la segnalazione della truffa, perfettamente compatibile per tempi e zona.

Mentre la Squadra Mobile continuava a seguire il veicolo, altri equipaggi e le volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Arezzo sono stati fatti convergere in zona. Compreso che l’auto si stava dirigendo verso il casello autostradale per lasciare la città, il mezzo è stato fermato sul raccordo autostradale Arezzo–Battifolle.

Il recupero della refurtiva e l’arresto

Durante la perquisizione personale e veicolare, gli agenti hanno rinvenuto diversi monili in oro, nascosti nel bracciolo centrale dell’auto, e 450 euro in contanti occultati sotto il sedile lato passeggero. I due uomini, entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti, sono stati accompagnati negli uffici di polizia.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Arezzo, è stata acquisita la denuncia della vittima, che ha riconosciuto senza esitazioni, tramite individuazione fotografica, l’uomo che si era presentato in casa come carabiniere. La refurtiva recuperata è stata quindi restituita all’anziana presso la Questura.

In carcere in attesa della convalida

I due soggetti sono stati arrestati per truffa aggravata dalla minorata difesa della vittima e, su disposizione del magistrato di turno, trasferiti presso la Casa Circondariale di Arezzo, dove rimangono a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.

Si precisa che, in considerazione dell’attuale fase del procedimento, nei confronti degli indagati vige la presunzione di innocenza fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.