Economia
Vicenzaoro January, il gioiello come codice culturale nell’era dell’Intelligenza Artificiale
La seconda giornata di Vicenzaoro January, il salone internazionale del gioiello di IEG in corso nel quartiere fieristico di Vicenza, si è aperta con CODED COUTURE – Il gioiello come codice culturale nell’era dell’Intelligenza Artificiale. Al centro, il nuovo paradigma della gioielleria in cui patrimonio, identità e tecnologia convergono. Durante l’evento, condotto da Paola De Luca, direttrice creativa e co-founder di Trendvision Jewellery + Forecasting, il gioiello viene ridefinito: non più ornamento statico, ma sistema codificato, un archivio dinamico capace di narrare storie, rituali e dati tra realtà fisica e digitale. Il design non è più solo estetico, ma è “scritto” attraverso dati biometrici e personali, trasformando l’oggetto in un’estensione biologica e digitale dell’individuo. L’eredità culturale e le memorie affettive vengono incapsulate in geometrie complesse e tecnologie blockchain, rendendo il pezzo un talismano di memoria eterna. Il gioiello vive una doppia esistenza. È un manufatto tattile sulla pelle e, contemporaneamente, un asset digitale che evolve nel tempo, superando i limiti della materia. Sono state inoltre presentate le quattro tendenze di stile per la prossima primavera -estate: Couture Essentials, porta un’eleganza raffinata nei gesti quotidiani, Layered Codes, interpreta l’adattabilità come nuova libertà creativa, Natural Allure abbraccia la forza e la serenità del mondo naturale e Elevated Core che distilla il design alla sua essenza più pura.
VOVINTAGE: CULTURA E PROTAGONISTI DELL’OROLOGERIA ITALIANA AL CENTRO DELL’EVENTO
VO Vintage arricchisce il suo ruolo di vetrina per appassionati e collezionisti, divenendo un’occasione di divulgazione culturale e confronto tra esperti. Nella seconda giornata l’evento di IEG dedicato al segnatempo e al gioiello vintage di pregio, ha visto andare in scena confronto tra alcuni dei grandi protagonisti italiani di settore con “Gli stati generali del vintage”, che si è tenuto in Sala Canova. Il panel, moderato da Michele Mengoli, direttore responsabile di Watch Insanity, dall’editore Jacopo Giudici e da Bruno Bergamaschi, co-founder di Watchouse, ha visto la partecipazione dei dealer Marco Cesari, Andrea Foffi, Stefano Mazzariol, Tony Musumeci e Antonio Nocco. Durante l’incontro è emerso come, nel settore del vintage, cresca progressivamente l’interesse per segnatempo rari e di nicchia, favorito anche dall’attività divulgativa di esperti e appassionati sui social media. Parallelamente, il pubblico continua ad ampliarsi e a ringiovanirsi, mostrando una crescente attenzione verso prodotti originali e brand meno noti. Non solo, nella scelta dei prodotti si riflette anche un superamento delle tradizionali differenziazioni legate al genere.
Sempre oggi, nel primo pomeriggio, si è tenuta la presentazione del libro “Storia dell’orologeria italiana. Dal ‘300 alla rinascita del Made in Italy” di Ugo Pancani. “La mia opera mira a mettere in evidenza le eccellenze italiane che hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo dell’orologeria meccanica, dal ‘300 fino ai nostri giorni. Vicenzaoro è stata il palcoscenico che ha dato il via a questa storia: lo spunto è partito proprio da qui, da un orologio che ho visto esposto in una delle scorse edizioni di VO Vintage”. Moderato dal vicedirettore di Rai News Luigi Monfredi, l’appuntamento ha raccontato il ruolo dell’Italia nello sviluppo dell’orologeria mondiale partendo da un nel libro che intreccia arte, scienza, letteratura e artigianato attraverso le storie e le intuizioni dei grandi scienziati, inventori, artisti e artigiani: da Dante a Leonardo da Vinci, passando per Galileo Galilei. Accanto all’autore sono intervenuti anche Carlo Maria Ceppi e Carlo Fontana: due protagonisti dell’orologeria italiana contemporanea.
OREFICERIA: QUADRO CONGIUNTURALE, TRA SEGNALI DI FIDUCIA E PROSPETTIVE
Ieri, in occasione della giornata inaugurale di Vicenzaoro, Club degli Orafi Italia e Intesa Sanpaolo hanno presentato un’analisi sugli scenari macroeconomici e settoriali della filiera orafa italiana. Il comparto opera in un contesto internazionale complesso, che incide sulle dinamiche di mercato, ma mantiene un ruolo di rilievo a livello europeo, con esportazioni pari a 8,1 miliardi di euro. Le aspettative per il 2026 sono improntate alla cautela, con una parte delle imprese che prevede una crescita del fatturato. Resta una discreta propensione agli investimenti. Con circa 76 mila addetti, il settore guarda all’integrazione della filiera e alla valorizzazione del turismo come leve di medio periodo. Per approfondimenti: clubdegliorafi.com
IN PROGRAMMA DOMENICA 18 GENNAIO
Nella mattinata di oggi, domenica 18 gennaio, il focus sarà sul comparto diamantifero. CIBJO, la Confederazione Mondiale della Gioielleria, promuove l’evento Cosa accadrà all’industria dei diamanti? Cosa si dovrebbe fare al riguardo? presentato da Martin Rapaport, Presidente del Gruppo Rapaport, tra le voci più autorevoli del settore e punto di riferimento internazionale per il mercato dei diamanti.





