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venerdì | 16-01-2026

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Sport

Bucchi: “Sedici battaglie davanti a noi. Servono attenzione, umiltà e capacità di adattarsi”

A poche ore da Vis-Pesaro-Arezzo, mister Cristian Bucchi ha presentato la sfida sottolineando la maturità del gruppo, le insidie del match e la necessità di mantenere concentrazione e umiltà in un momento cruciale della stagione. Gli amaranto arrivano da due vittorie consecutive e dal massimo vantaggio stagionale sul Ravenna, ma il tecnico ha ribadito che la classifica non deve distrarre.

“Non esistono fughe: siamo tutti lì, conta solo continuare il percorso”

«Non parlo di strappi o fughe, perché non esistono. Dall’inizio del campionato siamo sempre stati lì: primi, secondi, a +2 o -2. Ravenna e Ascoli, le considero forti quanto noi. Dobbiamo pensare solo a fare risultato per proseguire il percorso costruito fin qui, con consapevolezza, umiltà e serenità».

Una partita difficile, indipendentemente dalla classifica

Bucchi ha evidenziato la crescita del livello competitivo nel girone di ritorno: «Il ritorno è sempre più complicato. Lo abbiamo visto nelle prime due giornate, non solo nelle nostre partite ma anche in quelle degli avversari. A Pesaro ci aspetta una gara dura contro una squadra forte, con un organico importante e un allenatore molto preparato. Hanno avuto un avvio complicato, ma poi hanno fatto tanti risultati utili: con Ravenna, con l’Ascoli, e anche nell’ultima gara hanno lottato fino alla fine».

Ci saranno tanti duelli, ritmo alto e capacità di adattarsi”

«Contro la Vis ci saranno tanti duelli, molti uno contro uno. Dovremo essere bravi a reggere l’impatto agonistico e poi trovare le nostre giocate. Il sintetico rende il gioco più veloce, soprattutto in notturna: la palla schizza, corre di più. Dovremo adattarci subito, già dal riscaldamento. È una delle difficoltà della Serie C: campi pesanti, campi ghiacciati, campi sconnessi, sintetici. Bisogna sapersi adattare rapidamente».

Situazione indisponibili: De Col out, rientrano gli squalificati

«Purtroppo De Col non ci sarà: ha sentito qualcosa durante la partita e gli esami hanno evidenziato un problema che lo terrà fermo per un po’. Rientrano invece Gilli, Ravasio e Mawuli, e per noi è energia pura: avere giocatori in salute e di qualità ci dà opzioni sia dall’inizio che a gara in corso. Non ci sarà Perrotta per un lutto familiare, e come club ci stringiamo a lui e alla sua famiglia. Iaccarino starà fuori ancora una settimana, dieci giorni».

Non esistono titolari e riserve”

Bucchi ha ribadito un concetto forte al gruppo: «Ho detto ai ragazzi che da qui alla fine ci aspettano sedici battaglie. Non ci sono titolari e riserve. All’andata dovevamo costruire un’identità, un’ossatura. Oggi ce l’abbiamo. Ora gioca chi sta meglio, senza nomi, gerarchie o etichette. Ho una rosa dove possono giocare tutti».

“Conta come giochi, non quanto giochi: servono le energie di tutti”

Il tecnico ha citato l’esempio di Meli: «L’altra sera contro il Pontedera Marco Meli ha giocato cinque minuti ed è stato determinante. E’ una risorsa fondamentale. Quei cinque minuti valgono quanto i 70 di Tavernelli, i 30 di Varela o i 90 di Venturi. Abbiamo bisogno delle energie di tutti: questo è il segreto di una grande squadra».

Guccione e il centrocampo: “Caratteristiche diverse, tutte utili”

«Guccione ha caratteristiche particolari: verticalità, gioco lungo, ampiezza. Ma non deve sedersi, e gli altri non devono autoescludersi. Iaccarino ha una gestione straordinaria del pallone, stiamo lavorando per renderlo più rapido nelle scelte. Chierico abbina dinamismo e inserimenti. Possiamo giocare in tanti modi: con due, con tre, con un play più corto o più lungo. Pippo ha trovato una collocazione molto forte per noi, ma vale per tutti: tutto deve essere funzionale alla squadra».

Mercato

«Il direttore ascolta le mie esigenze e poi ha la grande capacità di trasformarle in nomi e giocatori funzionali. Avevamo valutato un profilo con caratteristiche diverse: non un trequartista puro, non una mezzala classica, ma un giocatore adattabile a più situazioni. Se arriverà, lo valuterà il direttore».

Il confronto con Stellone: “Era più forte lui”

Con un sorriso, Bucchi ha risposto alla curiosità su chi fosse più forte tra lui e Stellone come calciatore: «Secondo me era più forte lui: più veloce, più potente. Io ho fatto più gol perché avevo più continuità fisica. Ma parliamo di due attaccanti forti per la Serie B».

Giocare prima del Ravenna: “Non cambia nulla, conta solo adattarsi”

«Il calendario è spezzettato per tutti: venerdì, domenica, lunedì, giovedì. Settimane corte, settimane lunghe. Bisogna adattarsi. Giocare prima o dopo non cambia: è uno stimolo in più. Giochiamo di sera, sul sintetico, in trasferta. Ma questo è il bello del campionato. Nulla è scritto, tutto è possibile. E come dico sempre: siamo padroni del nostro destino».