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venerdì | 16-01-2026

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Politica

Monte San Savino, cambio al vertice della Polizia Locale: comandante retrocessa per “mancanza di fiducia”. Scoppia la polemica

MONTE SAN SAVINO – Cambio al vertice della Polizia Locale di Monte San Savino e polemiche  sulla gestione del personale. Dopo sette anni, Monica Crestini non è più la comandante del Corpo: al suo posto è stato nominato responsabile del settore il suo vice, Marco Carnesciali.

La decisione è stata formalizzata con decreto del sindaco Gianni Bennati lo scorso 31 dicembre. Alla base del provvedimento, secondo quanto riferito dall’amministrazione, vi sarebbe la “mancanza di fiducia” nei confronti della comandante uscente. Una motivazione che, per la sua genericità, ha aperto un acceso dibattito politico e istituzionale.

La posizione di Crestini

Monica Crestini, che resta all’interno dell’ente in quanto dipendente a tempo indeterminato con incarico di Elevata Qualificazione (EQ), si è nel frattempo affidata ad un legale per tutelare la propria posizione ed è seguita dal sindacato Csa. Un segnale che lascia presagire possibili strascichi giudiziari e sindacali della vicenda.

Crestini guidava la Polizia Locale di Monte San Savino dal 2018, ha iniziato la sua carriera a San Giovanni Valdarno dal 2001 al 2012 e prima di arrivare a Monte San Savino aveva operato per sei anni nella Polizia Municipale di Arezzo, elemento che rende la retrocessione ancora più discussa sul piano professionale.

Le critiche: “Un paradosso amministrativo”

Sulla decisione dell’amministrazione è intervenuta con toni duri l’opposizione. La lista “Per Monte San Savino” parla apertamente di “paradosso” nella gestione del Corpo. La retrocessione della comandante e la contemporanea promozione del suo vice solleverebbero più domande che risposte.

Secondo la minoranza, la spiegazione fornita – la perdita di fiducia – non chiarisce quali fatti concreti abbiano portato a una scelta così drastica. Da qui la domanda politica centrale:
si premia la professionalità e l’efficienza o la fedeltà personale e la sottomissione?

Un clima che preoccupa

La vicenda viene inoltre inserita in un contesto più ampio di criticità nei rapporti tra amministrazione e personale comunale. Secondo quanto evidenziato dall’opposizione, negli ultimi mesi diverse figure – tra operai e dipendenti di vari livelli – avrebbero lasciato il Comune per cercare condizioni di lavoro migliori altrove.

In questo quadro, la gestione della Polizia Locale appare particolarmente delicata. Il Corpo non svolge solo funzioni di controllo e sicurezza, ma rappresenta anche un punto di riferimento per i cittadini e un nodo di collegamento con le altre forze dell’ordine. Decisioni percepite come punitive o poco trasparenti rischiano, secondo i critici, di minare la fiducia interna e quella della comunità.

La richiesta di trasparenza

Al centro del dibattito resta dunque una richiesta chiara: fare piena luce sulle ragioni della scelta. Per l’opposizione non è la domanda di trasparenza a gettare discredito sull’ente, ma l’assenza di spiegazioni puntuali su una decisione che incide profondamente sull’organizzazione, sul clima lavorativo e sull’immagine del Comune.

Monte San Savino, è la conclusione, «merita chiarezza»: un appello rivolto all’amministrazione affinché spieghi nel merito una scelta che ha aperto uno dei capitoli più delicati degli ultimi anni nella gestione della Polizia Locale.