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sabato | 17-01-2026

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Lavoro

Amom, accordo in Regione: ritiro della procedura di licenziamento collettivo

Firenze – Sette ore, all’incirca, per annunciare l’accordo raggiunto alle decine di operai di Amon Srl in liquidazione, che per tutto il pomeriggio hanno manifestato davanti alla presidenza della Regione, sede dell’incontro convocato da Valerio Fabiani, consigliere per le crisi aziendali di Eugenio Giani. Ovvero la firma del verbale siglato dall’azienda che produce accessori per l’alta moda, i sindacati – Fiom Cgil  e Uilm–,  il sindaco di Civitella in Valdichiana, Andrea Tavarnesi. E naturalmente la Regione, con Valerio Fabiani che spiega:

“Con l’importante atto di oggi, il ritiro della procedura di licenziamento collettivo, si mette il tavolo in condizioni di riaprire un confronto serrato e costruttivo per trovare una soluzione definitiva alla crisi che ha  investito i settanta dipendenti dello stabilimento Amom di Badia al Pino. Fra i punti importanti che abbiamo condiviso, oltre al ritiro dei licenziamenti, un processo di reindustrializzazione; la Regione mette in campo un accordo di  progetto per le politiche del lavoro e la formazione. Adesso dobbiamo vincere la sfida”.

La multinazionale svizzera aveva annunciato la fine del rapporto di lavoro in videoconferenza, il 30 dicembre 2025.
Fabiani nella vertenza è stato assistito dalle strutture dell’Unità di crisi e di Arti.

Svolta Amom: ritirate le procedure di licenziamento.  Rimane la solidarietà. L’esito dell’incontro di oggi pomeriggio in Regione

“Abbiamo tolto la pistola alla tempia del confronto”.

Così Antonio Fascetto, segretario della Fiom Cgil, commenta l’esito dell’incontro di oggi pomeriggio in Regione Toscana sulla Amom. Al tavolo convocato dall’Unità di crisi, la delegazione dei lavoratori, la Fiom aretina e toscana e, ovviamente, l’azienda.

“La nostra richiesta era il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo ed è stata accolta – commenta Fascetto. In quella avviata dall’azienda, avevamo rilevato gravi profili di antisindacalità. Per queste ragioni avevamo già depositato ricorso presso il Tribunale di Arezzo, ai sensi dell’articolo 28 della Legge 300/70”.

Deposta sul tavolo la “pistola”, rimane la solidarietà che scadrà il 4 maggio.

“Adesso abbiamo il tempo per realizzare un serio confronto con l’azienda che ha già comunicato di avere alcuni soggetti interessati a rilevare l’attività. Abbiamo un nuovo appuntamento messo in calendario per il 30 gennaio. Oggi abbiamo conseguito un risultato molto importante e la mobilitazione continua per ottenere il proseguimento dell’attività produttiva e la conservazione dei posti di lavoro”.

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