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mercoledì | 04-03-2026

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Politica

Furto in via Spinello, Menchetti attacca: “Quali sono i tempi di reazione? I cittadini sono soli?”

Arezzo – È il furto con spaccata avvenuto venerdì 9 gennaio 2026, in pieno giorno, il fatto di cronaca che riaccende il dibattito sulla sicurezza in città. Intorno alle 13:30, una gioielleria di via Spinello, nella zona dei Bastioni, è stata presa di mira da una banda che, secondo numerosi video circolati in rete, ha agito con estrema rapidità e apparente tranquillità. Un SUV di grosse dimensioni e di colore scuro, parcheggiato al centro della carreggiata, ha fatto da base all’azione: i malviventi hanno caricato gioielli e monili dall’interno del negozio per poi dileguarsi indisturbati.

Sull’episodio interviene con toni duri il consigliere comunale di opposizione Michele Menchetti, che affida ai social una lunga riflessione, ponendo interrogativi diretti sui tempi di intervento e sull’efficacia del presidio del territorio. «Il fatto che si è verificato venerdì alle 13:30 è di una gravità assoluta – scrive –. Dai video si vede chiaramente questo SUV fermo in mezzo alla strada mentre i malviventi trafugano la refurtiva e poi se ne vanno senza essere disturbati».

Menchetti sottolinea come la presenza dei video apra una questione non secondaria: «È evidente che qualcuno questi video li ha fatti. E mi voglio augurare che chi li ha girati abbia contemporaneamente allertato anche le forze dell’ordine. In ogni caso l’allarme suonava: qualcuno ha sentito, qualcuno ha visto e qualcuno avrebbe dovuto chiamare».

Il consigliere entra poi nel merito della collocazione geografica del furto, evidenziando la vicinanza delle principali sedi istituzionali e dei presidi di sicurezza: «La Questura dista circa 300 metri, quindi un paio di minuti. La Prefettura è a poco più di 100 metri e al suo interno sono sempre presenti agenti delle forze dell’ordine. La Guardia di Finanza è in via Garibaldi, i Carabinieri un po’ più lontani ma comunque in grado di intervenire rapidamente. Anche la Polizia Municipale, pur con competenze diverse, è armata».

Da qui la domanda centrale: «Quali sono stati i tempi di reazione a fronte di un fatto così grave? – si chiede Menchetti –. Non è successo in una frazione isolata, di notte, in una zona buia. È successo in centro, in pieno giorno, tra le 13:30 e le 14:00. È legittimo domandarsi se ad Arezzo la sicurezza esista ancora».

Secondo il consigliere, con una risposta tempestiva si sarebbe potuto almeno limitare l’azione criminale: «Forse sarebbero bastate due auto messe di traverso, una all’altezza dell’ex hotel Europa e una ai Bastioni, per bloccare il SUV. Magari sarebbero fuggiti a piedi, dividendosi per il centro, ma con un elicottero e un coordinamento rapido qualcuno si sarebbe potuto fermare».

La riflessione finale è la più amara e diretta: «Qual è il tempo di reazione reale delle forze dell’ordine? O dobbiamo pensare che nessuno abbia avvisato e si sia preferito fare video per i social? Siamo davvero arrivati a questo punto? I cittadini sono soli davanti ai criminali?».

Domande che, al di là delle responsabilità ancora da accertare, riportano al centro il tema della sicurezza urbana e del rapporto tra cittadini, istituzioni e forze dell’ordine, in una città colpita da un episodio che ha lasciato un segno profondo nella percezione collettiva.