Eventi e Cultura
Il Toscana Gospel Festival saluta con successo la Toscana: dieci concerti, migliaia di spettatori ed un’unica grande energia condivisa
Già al lavoro per l’edizione 2026 che sarà la numero 30. La XXIXª edizione si chiude a Castiglion Fiorentino e guarda già al grande traguardo del 2026. Con l’ultima, intensa serata al teatro Mario Spina di Castiglion Fiorentino, si è conclusa la XXIXª edizione del Toscana.
Gospel Festival, confermandosi ancora una volta come la più ampia e riconosciuta rassegna gospel d’Italia. Un’edizione di grande spessore culturale che, nel corso di dicembre, ha attraversato dieci città della Toscana (Arezzo, San Giovanni Valdarno, Fucecchio, Agliana, Massa e Cozzile, Marciano della Chiana, Montepulciano, Chianciano Terme, Foiano della Chiana e Castiglion Fiorentino) trasformando teatri e chiese in un vero e proprio viaggio musicale e civile, dedicato quest’anno a Rosa Parks, a settant’anni dal suo gesto diventato simbolo universale di dignità, coraggio e diritti. Un filo rosso che ha attraversato l’intera programmazione, ribadendo il legame profondo tra la tradizione gospel e i valori di libertà, uguaglianza e comunità.
Sul palco si sono alternate alcune tra le più significative formazioni del panorama gospel internazionale: Nathan Mitchell & The Voices of Inspiration, Cedric Shannon Rives & The Unlimited Praise Gospel Singers, High Praise Singers, The Women of God, Baltimore Gospel Singers, Eric Waddell & The Abundant Life Singers, con una partecipazione speciale degli italiani Revolution Gospel Choir. Artisti diversi per storia e stile, ma uniti dalla stessa capacità di trasmettere energia, spiritualità e una forza collettiva che, sera dopo sera, ha trovato una risposta calorosa e partecipe da parte del pubblico toscano.
Il Toscana Gospel Festival si conferma così un progetto solido, riconosciuto e profondamente radicato in tutta la regione. Un progetto che vive grazie alla collaborazione delle amministrazioni locali, al sostegno della Regione Toscana, di Unicoop Firenze, Caurum e Caffè River, e al lavoro costante di Officine della Cultura, che da ventinove anni costruisce una rassegna capace di unire qualità artistica, memoria e impegno civile.
“Un ringraziamento speciale va al nostro pubblico che continua a scegliere il gospel come esperienza collettiva, e che riempie le sale, ascolta, partecipa e restituisce agli artisti un’energia che torna moltiplicata. Il gospel è un canto che nasce dalla comunità e alla comunità ritorna: questo, ancora una volta, è stato il suo significato più autentico. Possiamo senza dubbio affermare che la XXIXª edizione abbia rappresentato un positivo “ponte” in preparazione dell’appuntamento 2026, quando il Toscana Gospel Festival celebrerà la sua 30ª edizione. Un traguardo straordinario e che siamo intenzionati a celebrare con tante sorprese e la passione di sempre.”




















