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giovedì | 01-01-2026

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Diario di Bordo

Cronaca, comunità e responsabilità: il racconto di Arezzo24

Il 2025 non è stato un anno facile per Arezzo e il suo territorio provinciale. È stato un anno che ha messo spesso a dura prova le comunità, costringendole a confrontarsi con tragedie improvvise, ferite mai rimarginate, ma anche con momenti di partecipazione, giustizia attesa e orgoglio collettivo.

Arezzo24 ha raccontato tutto questo giorno dopo giorno, con la missione di informare senza spettacolarizzare, di dare voce ai fatti ma anche alle persone, di mantenere saldo il confine tra cronaca e rispetto.

Abbiamo raccontato con testi, immagini, video, interviste, vite spezzate sulle strade (troppe) e nei luoghi di lavoro, interventi di soccorso, la cronaca, l’attività incessante delle forze dell’ordine, la politica, dando spazio a tutte le idee, nessuna esclusa, con equilibrio ed equidistanza. E poi la nostra tradizionale grande attenzione alla sanità e all’economia in tutte le loro molteplici sfaccettature, allo sport e agli eventi culturali, con interviste esclusive e grandi ospiti.

Abbiamo seguito i grandi processi, documentato furti, aggressioni, rapine, violenze, attenzionando la risposta delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

Il 2025 è stato anche l’anno di una città e un territorio che si stringono: nelle fiaccolate, nel lutto condiviso per tragedie che hanno colpito giovani, famiglie, intere comunità. Il dolore per morti assurde durante lo svolgimento del proprio dovere, come la strage in A1 che ha falciato gli operatori della Misericordia di Terranuova Giulia Santoni, 24 anni, Gianni Trappolini, 56 anni e il paziente Franco Lovari, 75 anni, o come la scomparsa del piccolo Leo a Soci, notizie davvero difficili da raccontare. È stato anche l’anno di eventi simbolici, come la visita del Presidente della Repubblica Mattarella a Rondine, del rinnovarsi di tradizioni sentite e partecipate come la Giostra del Saracino, il Natale aretino da record, il Giro d’Italia.

Non sono mancati i segnali di cambiamento: cantieri che partono, progetti ambiziosi come il nuovo stadio dell’Arezzo (a proposito, dal 2026 ci aspettiamo il regalo che la città, i tifosi e la società meritano) trasformazioni urbane attese da decenni.

Ma il 2025 ci ha ricordato, con forza, che sviluppo e sicurezza devono camminare insieme, che la tutela della vita viene prima di ogni bilancio, che la memoria non è un esercizio retorico.

E da parte nostra, l’anno appena concluso coincide con il restyling grafico e l’attualizzazione di Arezzo24 e la nascita di Casentino24, per un’informazione sempre più profonda, territoriale, di prossimità, vicina alla gente. Un’informazione, lo diciamo con orgoglio, ‘open’, che chiede solo la vostra attenzione e, se volete, la vostra condivisione e le vostre segnalazioni.

Con tre ringraziamenti speciali: il primo è a tutti voi che ci seguite e che ci regalate la vostra fiducia; il secondo va alla straordinaria “redazione diffusa” fatta di tecnici, fotografi, operatori, giornalisti, opinionisti, un team prezioso, unico nel panorama informativo locale, che rende ricca e puntuale questa esperienza editoriale varata otto anni fa e che cresce esponenzialmente in autorevolezza, serietà, tempestività e partecipazione. Il terzo alla proprietà, a partire dall’ad, che con un impegno immane rende inflessibilmente libere le nostre testate.

Questo editoriale non è un bilancio autocelebrativo. È un atto di riconferma di responsabilità. Perché raccontare un territorio significa anche non distogliere lo sguardo, continuare a fare domande, pretendere risposte.

Arezzo24 continuerà a farlo.
Con lo stesso granitico impegno. Con la stessa attenzione, rispetto e senso di responsabilità. 
Perché dietro ogni notizia c’è una comunità che merita di essere informata. Buon anno.