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domenica | 22-02-2026

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Cronaca

Asilo di Soci sotto sequestro, i RIS sul posto: rilievi dall’alto con il drone

Si è svolto stamani, martedì 30 dicembre, un nuovo sopralluogo all’asilo nido Ambarabà Ciccì Coccò di Soci, nel comune di Bibbiena, teatro della tragedia costata la vita a Leo, il bambino di appena due anni e mezzo deceduto lo scorso 12 novembre. Una prima volta i Ris erano entrati in azione il giorno successivo il tragico fatto.

Sul posto sono intervenuti i RIS dei Carabinieri, coadiuvati dai Carabinieri della Compagnia di Bibbiena, che hanno effettuato ulteriori accertamenti tecnici sulla struttura, avvalendosi anche dell’uso di un drone per ispezionare l’area dall’alto e laser scanner 3D. Un approfondimento disposto dalla Procura della Repubblica di Arezzo, nell’ambito dell’inchiesta che mira a chiarire ogni aspetto della drammatica vicenda.

L’insieme di tecnologie dedicate alla modellazione forense in 3D, è utilizzata per effettuare rilievi estremamente accurati delle scene di interesse investigativo, siano esse abitazioni, aree esterne o giardini. Attraverso questi strumenti viene realizzata una ricostruzione tridimensionale dettagliata degli ambienti, utile ad analizzare le dinamiche dei fatti e a raccogliere elementi probatori con un elevatissimo livello di precisione.

I rilievi si sono concentrati in particolare sul cortile esterno dell’asilo e sul cosiddetto boschetto didattico, l’area verde dove il bambino stava giocando al momento dell’incidente. Gli specialisti hanno analizzato la disposizione degli alberi, la posizione dei rami, i possibili punti di aggancio e l’intera conformazione dello spazio, anche in relazione ai movimenti che il piccolo avrebbe potuto compiere.

Il sopralluogo odierno rappresenta una fase cruciale dell’inchiesta, con rilievi scientifici mirati a verificare ogni dettaglio dell’area esterna: posizione dei rami, punti di possibile aggancio, struttura dell’albero didattico, e ogni elemento che possa contribuire a chiarire la dinamica esatta dell’incidente. Il drone e gli strumenti di scansione consentiranno di acquisire misurazioni precise e di modellare digitalmente lo spazio dove si è verificato il drammatico evento.

La tragedia

Era la tarda mattinata di mercoledì 12 novembre quando, in pochi e drammatici istanti, il cappuccio del giubbotto indossato da Leo si sarebbe impigliato a un ramo di un arbusto, trasformandosi in una trappola mortale. Il laccio si sarebbe stretto attorno al collo, provocando il soffocamento. Nonostante l’immediato intervento delle educatrici e i lunghi tentativi di rianimazione da parte del 118, per il bambino non ci fu nulla da fare. Inutilmente era stato attivato anche l’elisoccorso Pegaso.

Tragedia all’asilo nido di Soci: giubbotto impigliato ad una pianta, bimbo di due anni e mezzo muore soffocato

Indagini in corso e autopsia

L’inchiesta, coordinata dalla pm Angela Masiello sotto la direzione del procuratore Gianfederica Dito, vede attualmente cinque persone indagate per omicidio colposo: tre insegnanti, un’assistente e la responsabile della struttura.

Sono attesi anche gli esiti definitivi dell’autopsia, eseguita dal professor Mario Gabbrielli. Dagli accertamenti preliminari sarebbe emerso che Leo godeva di ottima salute e che il decesso sarebbe riconducibile agli effetti dell’asfissia, con possibili concause come uno shock neurologico o un arresto circolatorio. Particolarmente rilevante sarà la valutazione del tempo intercorso tra l’evento traumatico e i soccorsi, per capire se vi fossero margini di intervento.

Asilo di Soci, cinque avvisi di garanzia per la morte del piccolo Leo: indagini in corso su dinamica e sulle procedure

Asilo sotto sequestro, comunità in attesa di risposte

L’asilo resta sotto sequestro, mentre l’ASL continua le verifiche sui requisiti di sicurezza degli ambienti. Sessanta bambini risultano ancora a casa.

Asilo di Soci: al momento della tragedia 14 operatrici e 60 bambini. Istituita commissione interna. La piccola pianta appena fuori dalla porta della sezione

A oltre un mese e mezzo dalla tragedia, Soci continua a vivere un dolore profondo e composto. Il nuovo sopralluogo dei RIS rappresenta un passaggio cruciale nella ricerca della verità: comprendere cosa sia accaduto e se la tragedia potesse essere evitata resta un dovere nei confronti della famiglia di Leo e di un’intera comunità.