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martedì | 13-01-2026

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Sanità

Gemmato: «Legge delega sulla farmaceutica pronta entro dicembre 2026». Giotti (Federfarma): «Occasione storica, ma la Toscana è in ritardo sulla Farmacia dei servizi»

Ieri è stato bollinato il provvedimento, la legge delega sulla farmaceutica sarà licenziata entro dicembre 2026. L’orizzonte è rene accessibile il farmaco. Lo ha annunciato il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato intervenendo al panel dedicato al “Buon Uso del Farmaco” nell’ambito del Forum Risk Management di Arezzo.

Secondo Gemmato, il futuro Testo Unico di riordino del settore dovrà «razionalizzare la miriade di norme esistenti» e portare, come obiettivo finale, «a un miglior accesso al farmaco per i cittadini». Il Sottosegretario ha evidenziato che la riforma risponde anche alla necessità di sostenibilità del sistema sanitario, puntando a «ridurre gli sprechi e garantire a ogni paziente, in particolare ai cronici, solo i farmaci realmente necessari».

Gemmato ha inoltre spiegato che il Governo guarda a un nuovo orizzonte industriale: «Vogliamo arrivare all’autosufficienza nella produzione dei principi attivi, perché oggi – sui farmaci salvavita – importiamo circa l’80% da Cina e India». In questo scenario, la Toscana, «territorio attrattivo per l’industria farmaceutica», potrebbe giocare un ruolo decisivo.

Il Sottosegretario ha poi ribadito l’intenzione dell’Esecutivo di portare sul territorio, in modo diffuso, la Farmacia dei servizi, trasformando le farmacie in veri presidi sanitari di prossimità: «Non solo luoghi di dispensazione dei farmaci ma spazi in cui effettuare vaccini, esami diagnostici, consulenze in telemedicina o semplici monitoraggi come pressione e glicemia, anche nelle zone rurali e montane».

Sulla stessa linea, ma con un forte richiamo al territorio, è intervenuto Roberto Giotti, presidente di Federfarma Arezzo, che ha espresso soddisfazione per la riforma:

«La nostra industria farmaceutica è all’avanguardia. Con il riordino del sistema farmaceutico sarà consolidata ancora di più la produzione in Italia e in Europa».

Giotti ha però lanciato un monito sulla sperimentazione della Farmacia dei servizi in Toscana:

«Siamo in ritardo. Le altre regioni hanno portato avanti la sperimentazione che si concluderà il 31 dicembre, mentre qui siamo indietro. Dobbiamo recuperare nel 2026 con la stabilizzazione: non c’è stata una predisposizione in tal senso della politica regionale».

Convegno Federfarma Arezzo al Forum Risk Management con il sottosegretario al Ministero della Salute Marcello Gemmato

“Farmacia dei servizi: aprire con urgenza una nuova collaborazione attiva con la Regione Toscana che vada oltre la sperimentazione”

Giotti: vivo apprezzamento per lo schema di disegno di legge-delega sul testo unico della farmaceutica e per l’approvato D.D.L. semplificazioni

“Federfarma accoglie con soddisfazione la recente approvazione del Consiglio dei Ministri dello schema di disegno di legge-delega sul testo unico della farmaceutica, che sicuramente produrrà un importante semplificazione della professione farmaceutica e di riflesso dell’assistenza sanitaria e farmaceutica e territoriale, sostituendo norme ormai obsolete. In tal modo sarà sempre più accessibile il farmaco e garantito un presidio di prossimità, la Farmacia, a tutti i cittadini”. Lo ha spiegato il presidente di Federfarma Arezzo Roberto Giotti, nel corso del Convegno nazionale organizzato da Federfarma Arezzo, all’interno del Forum Risk Management sul tema: “Equità di accesso, buon uso del farmaco e nuova Farmacia dei Servizi”.

Il sottosegretario del Ministero della Salute Marcello Gemmato ha descritto nel suo intervento la semplificazione in ambito farmaceutico da lui stesso promossa. “Questa include – ha spiegato – la creazione di un Testo Unico per riordinare tutta la normativa del settore farmaceutico e rendere il settore più accessibile ed efficiente e quindi il servizio della farmacia a favore dei pazienti sul territorio. Le principali semplificazioni contenute nel D.D.L. includono l’estensione della validità delle ricette mediche a un anno, con l’abilitazione delle farmacie a replicare la dispensazione dei farmaci su prescrizione medica per patologie croniche nonché la possibilità di erogare tutta una serie di servizi sanitari di telemedicina in locali separati dalla farmacia stessa, favorendo così una maggiore integrazione dei farmacisti e della farmacia nella rete sanitaria territoriale”.

Moderata dal presidente Giotti e da Silvia Velo – Dirigente Struttura Sanità, Welfare e Coesione Sociale della Regione Toscana, si è poi svolta la Tavola Rotonda: “Riforma della Assistenza nel Territorio – Il ruolo della farmacia dei servizi oltre la sperimentazione”,  di Marco Cossolo – presidente di Federfarma Nazionale, di Gianni Petrosillo  presidente del Sunifar e con la partecipazione di alcuni presidenti di Federfarma Regionali: Lombardia Dott.ssa Annarosa Racca, Emilia-Romagna Dr. Achille Gallina Toschi, Toscana Dr. Andrea Giacomelli, Umbria Dr. Stefano Monicchi, Marche Dr. Marco Meconi, e con Dr. Paolo Ursillo di Age.Na.S. i quali, con i loro importanti interventi e contenuti, hanno illustrato le reali e fattive sperimentazioni dei servizi delle Farmacie che si sono svolte nelle loro Regioni e che hanno prodotto tutta una serie di dati certi, che hanno permesso negli ultimi tre anni di valutare effettivamente l’impatto dei risultati della Farmacia dei Servizi sull’abbattimento delle liste di attesa, dell’alleggerimento dell’accesso al Pronto Soccorso e sulla presa in carico dei pazienti, con relativo risparmio di spesa dei Servizi Sanitari Regionali.

Dal dibattito è emerso come quella del servizio sia una sfida decisiva, attraverso la quale le farmacie, che hanno già le professionalità a disposizione, possono dimostrare di poter effettivamente rappresentare l’anello di congiunzione tra sanità territoriale e sanità ospedaliera, e funzionare come terminale efficace per le campagne di screening di prevenzione sulle malattie croniche della popolazione.

Forte la critica del coordinatore Giotti rispetto alla politica negativa della Regione Toscana sulla sperimentazione della farmacia dei servizi partita solo parzialmente e tardivamente con la Delibera n. 829 del 23 giugno 2025, che ha stanziato 2,65 milioni di euro destinati all’attivazione di soli due protocolli di intesa con le farmacie pubbliche e private.

Da Silvia Velo, in rappresentanza della Regione Toscana e del Presidente di Federfarma Toscana Dott. Andrea Giacomelli, è emerso che, grazie ai due tardivi protocolli siglati in estate, oltre 680 farmacie tra pubbliche e private hanno già aderito a due progetti legati alla farmacia dei servizi: il monitoraggio cardiaco e il supporto per i pazienti cronici. Nel dettaglio, sono 438 le farmacie che offriranno il servizio di holter cardiaco, mentre 201 hanno completato la specifica formazione per assistere i pazienti con diabete e BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva). Un risultato raggiunto in due mesi, il che dimostra la possibilità di sinergia tra la Regione, le organizzazioni di categoria e le Aziende sanitarie. Il problema emerso dal dibattito è che i fondi sono però validi fino al 31 dicembre 2025, data in cui la sperimentazione deve concludersi.

“Appare quindi necessario – sempre secondo Roberto Giotti – uno stanziamento ministeriale nell’attuale legge di bilancio per la stabilizzazione dei servizi e un prolungamento della disponibilità dei fondi già stanziati per la sperimentazione, nonché un forte piano di collaborazione con la Regione Toscana per recuperare in fretta il tempo perduto e che quindi consenta anche in Toscana, come nelle altre Regioni, di sfruttare al meglio le grandi potenzialità che nascono dalla capillare diffusione delle farmacie sul territorio per garantire servizi essenziali cognitivi di presa in carico dei pazienti, di telemedicina e  screening anche nelle località più disagiate. Un progetto peraltro che, con l’avvenuta odierna approvazione del D.D.L. semplificazioni, consentirà l’ampliamento delle vaccinazioni in farmacia e della telemedicina anche con le attività di teleconsulto, televisita e di telemonitoraggio. Così la collaborazione tra pubblico e privato potrà creare un modello di welfare avanzato e realmente vicino ai cittadini anche in Toscana”.

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