Regione Toscana
Rapporto Ecomafia: in Toscana continua l’attacco di criminali ed ecomafiosi nei confronti dell’ambiente – Audio Bugli e Ferruzza
A parlar chiaro sono anche quest’anno i dati di ECOMAFIA 2019. I numeri, i dati e le tante storie del Rapporto 2019 sono stati presentati oggi, nel corso di una conferenza stampa organizzata da Legambiente, che ha visto la partecipazione di Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana, Antonio Pergolizzi, Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, Don Andrea Bigalli, Referente Regionale di Libera e dell’Assessore alla Presidenza della Regione Toscana Vittorio Bugli. Nel merito, la Toscana mantiene la posizione più alta tra le regioni del centro-nord e resta stabile al 6° posto nella classifica nazionale, subito dopo quelle a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Lazio. I numeri parlano chiaro: 1.836 infrazioni accertate (corrispondenti al 6,8% sul totale dei reati accertati su scala nazionale), appena in calo rispetto all’anno scorso, quando le infrazioni furono 2.138 (7,1% del dato nazionale). In linea generale, quest’anno si registra un peggioramento nel settore del cemento illegale (si sale dal 6° al 5° posto) e in quello dei rifiuti, dove la Toscana rimane stabile al 4° posto nella classifica italiana ma si conferma la prima regione del Centro-Nord, riuscendo persino a scavalcare la Sicilia. Non va meglio neanche dal punto di vista delle archeomafie e degli incendi dolosi, anche se per fortuna non si ripete in qualità e quantità l’annus horribilis del 2017.
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