Figline e Incisa Valdarno, sette carabinieri feriti durante un controllo: si accende il dibattito politico

FIGLINE E INCISA VALDARNO – Un episodio di estrema violenza ha scosso mercoledì pomeriggio la comunità valdarnese. Durante un controllo ordinario, due uomini già noti alle forze dell’ordine hanno reagito con insulti, minacce e aggressioni fisiche ai carabinieri della Compagnia Carabinieri di Figline – Incisa Valdarno (Fi). La situazione è degenerata ulteriormente in caserma, dove i due – entrambi di nazionalità straniera, 34 e 37 anni – hanno continuato a colpire i militari, causando il ferimento di ben sette carabinieri, refertati con prognosi tra i 7 e i 15 giorni. I responsabili sono stati arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.
La solidarietà del SIM Carabinieri
Il SIM Carabinieri Toscana (associazione professionale a carattere sindacale dell’Arma dei Carabinieri) ha espresso “la più sincera vicinanza ai colleghi coinvolti”, augurando loro “una pronta e completa guarigione”. La segreteria regionale ha sottolineato che episodi come questo “testimoniano ancora una volta il difficile e rischioso lavoro che quotidianamente i carabinieri svolgono al servizio della collettività, spesso senza le tutele adeguate”. Da qui l’appello: “È necessario garantire maggiore sicurezza e strumenti idonei affinché chi indossa l’uniforme possa operare con la serenità e il rispetto che merita”.
Le reazioni politiche a Figline
Durissimo il commento del capogruppo della Lega in Consiglio Comunale, Silvio Pittori, e dei rappresentanti di Alleanza Civica, Luca Scrivanti e Giulia Mecacci:
“L’aggressione subita dai militari dell’Arma non è soltanto un episodio gravissimo, ma l’ennesima conferma di un clima di impunità che da anni dilaga sui nostri territori. Un clima alimentato dal buonismo della sinistra, sempre pronta a trovare giustificazioni per chi delinque e altrettanto rapida nel processare mediaticamente chi indossa una divisa”.
I tre consiglieri criticano anche la posizione del sindaco:
“Prendiamo atto della solidarietà espressa all’Arma, ma non possiamo tacere l’ambiguità del suo comportamento. La solidarietà non può essere a fasi alterne. Non ci siamo dimenticati delle sue dichiarazioni al circolo Ponterosso, quando censurò i controlli dei Carabinieri all’interno dei circoli del territorio, delegittimandone l’operato. Oggi si scopre improvvisamente garantista e solidale. Una coerenza a corrente alternata che ferisce l’onore di chi rischia la vita per garantire ordine e libertà”.
Da qui la richiesta politica: “Chiediamo la convocazione immediata del Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico, ma sarà inutile se non si abbandonerà la cultura dell’impunità che ha protetto i delinquenti e mortificato chi porta la divisa”.
L’intervento di Fratelli d’Italia
Sulla vicenda è intervenuto anche il circolo di Fratelli d’Italia di San Giovanni Valdarno, Cavriglia e Castelfranco Piandiscò, che ha parlato di “fatto gravissimo, con sette carabinieri feriti da due cittadini marocchini”.
Il comunicato denuncia una presunta indulgenza di alcune forze politiche:
“Troppo spesso assistiamo a tentativi di giustificare o minimizzare fatti gravi, soprattutto quando a commetterli sono immigrati irregolari o provenienti da contesti di marginalità. Come se la gravità dipendesse da chi ne è responsabile”.
Un passaggio è dedicato anche al principio di presunzione d’innocenza:
“C’è chi ha ritenuto necessario sottolineare che ‘fino alla condanna gli indagati devono considerarsi innocenti’. Innocenti di cosa? In presenza di flagranza di reato e carabinieri feriti, atteggiamenti simili rischiano di sminuire e relativizzare l’accaduto. È un giustificazionismo che non possiamo accettare”.
Infine, il monito:
“Ci accusano di gridare ‘al lupo al lupo’, ma la realtà è che il lupo c’è già, e da tempo. Lo abbiamo denunciato e qualcuno ha preferito voltarsi dall’altra parte. Adesso non si può più fingere di non vedere. Non possiamo permettere che accada lo stesso con la nostra comunità. La degenerazione sociale che stiamo vivendo va fermata subito, prima che sia troppo tardi”.