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venerdì | 16-01-2026

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Cronaca

Infermiera aggredita dal parente di un’assistita: minacciata e strattonata

Il fatto, al quale hanno assistito altri operatori ed utenti, è avvenuto all’interno di una Casa della Salute del Valdarno. Il sindacato NurSind, nell’esprimere ferma condanna per l’episodio, ha avvisato le autorità di polizia dopo che l’operatrice  ha segnalato quanto accaduto sul portale del rischio clinico, riservandosi di sporgere formale denuncia. 

La Asl Toscana sud est ribadisce il suo impegno alla lotta contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari. L’Azienda Asl Tse, nell’esprimere solidarietà e vicinanza all’infermiera vittima di aggressione presso una casa della salute valdarnese, ribadisce il suo costante impegno nel contrasto a questo tipo di episodi. L’evento descritto in questi giorni a mezzo stampa ė stato preso in carico subito, secondo l’iter aziendale previsto e sono state allertate nell’immediato le forze dell’ordine, segnalato sull’apposito portale e fornito supporto psicologico alla lavoratrice.
La segnalazione in oggetto richiama una problematica importante e purtroppo diffusa in ambito sanitario e non solo, l’Azienda comprende la necessità di adeguamenti normativi che vadano meglio a definire la problematica aggressioni per tutte le attività territoriali e ancora più specificamente per quelle domiciliari. Proprio in attesa di questi adeguamenti normativi la Azienda USL Toscana Sud Est ha messo in atto numerose azioni per cercare di arginare questo fenomeno di cui preme evidenziarne alcune in particolare che costituiscono una esclusività  nell’ambito della sanità regionale.
Nei mesi scorsi è stata firmato un protocollo di intesa fra la Prefettura di Arezzo e l’ Azienda USL Toscana Sud-Est in cui si concordano protocolli di intervento reciproci al fine di prevenire gli episodi di violenza nelle strutture sanitarie e al fine di attivare un canale preferenziale di pronto intervento delle forze dell’ordine.  Anche nell’ episodio segnalato infatti è prontamente intervenuta la Polizia che ha raccolto le informazioni necessarie al fine di valutare la sussistenza di reati.   Nel mese di marzo è stata redatta una procedura aziendale specifica sulla gestione delle aggressioni, in cui sono stati costituiti gruppi di lavoro che analizzano tutti gli episodi che vengono segnalati dai lavoratori al fine di individuare azioni preventive da mettere in atto al fine di ridurre la possibilità che si possano ripetere episodi analoghi; nella stessa procedura viene individuato un percorso di supporto psicologico a disposizione di tutti i lavoratori che hanno subito violenza di ogni genere ed inoltre è stata data piena applicazione a quanto contenuto nella Legge 113/2020, in particolare l’Azienda attraverso il proprio Responsabile del Servizio di Prevenzione Protezione Rischi segnala all’autorità giudiziaria ogni episodio aggressione agita nei confronti di personale sanitario o di interesse sanitario in cui ci sono i presupposti per ipotesi di reato procedibili d’ufficio.

Foto: repertorio

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