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sabato | 17-01-2026

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Cronaca

Cuccioli uccisi, dall’esame del DNA l’identità del proprietario

Circa un mese fa la comunità di Cortona, in provincia di Arezzo, è stata scossa da un ritrovamento scioccante: 8 cuccioli sono stati trovati in un cassonetto della spazzatura, chiusi in un sacco nero dopo essere stati uccisi con dei violenti colpi in testa. Sul caso era intervenuto anche il Sindaco, Luciano Meoni, che aveva richiesto alle forze dell’ordine di indagare accuratamente per identificare la persona responsabile di questo orrore. La Polizia Municipale ha quindi avviato delle minuziose indagini, mettendo insieme le informazioni fornite dai cittadini ed è riuscita a ottenere il nome di un possibile sospettato.

L’uomo ha inizialmente negato ogni coinvolgimento, ma gli agenti non si sono arresi e hanno deciso, in collaborazione con la ASL veterinaria, di confrontare il DNA dei cuccioli massacrati con quello del cane di proprietà del sospettato, ottenendo la conferma della familiarità. A quel punto, messo alle strette, l’uomo ha affermato di aver dato i cuccioli a una terza persona affinché se ne sbarazzasse. Della persona in questione però non c’è ancora nessuna traccia.

LNDC Animal Protection sporge denuncia e plaude alla meticolosità con cui la Polizia Municipale ha svolto le indagini, ricorrendo persino al test del DNA per accertare che i cuccioli fossero effettivamente figli del cane dell’uomo identificato come possibile sospettato. Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection: “Mi auguro che questo modo di indagare sia da esempio per tutte le forze dell’ordine, che troppo spesso non approfondiscono a sufficienza quando si tratta di reati contro gli animali” 

“Per prima cosa voglio esprimere la mia gratitudine e il mio apprezzamento al Sindaco e alla Polizia Municipale per la minuziosità e la determinazione con cui hanno portato avanti le indagini. Troppo spesso, infatti, le forze dell’ordine non danno la giusta importanza ai reati commessi a danno degli animali e non mostrano un particolare impegno per risalire ai responsabili di questi crimini. Questo caso, addirittura con il ricorso al test del DNA, rappresenta un evento pressoché eccezionale che invece speriamo faccia scuola e diventi la norma su come si deve procedere quando ci si trova davanti a situazioni di questo tipo”, commenta

LNDC Animal Protection, come sempre in questi casi, sporge denuncia nei confronti del proprietario del cane e dei cuccioli e auspica che le indagini continuino con lo stesso zelo per risalire a questa presunta terza persona e inchiodarla alle sue responsabilità.

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