Arezzo, ripartiamo dal Capitano che ci ha messo la faccia, ma facciamolo in fretta

. Inserito in Visto dalla curva

Ancora una sconfitta ed ancora, purtroppo, tanta confusione. Non è servita la variazione di modulo anche perché è durata più o meno un’ora, durante la quale la squadra non  aveva esaltato ma nemmeno demeritato, coperta, ordinata, ma con difficoltà nel costruire il gioco

Nel ruolo centrale della mediana Di Donato ha schierato Volpicelli, buon incontrista ma con piedi indocili. Nonostante questo, però, nei primi 45 minuti i bergamaschi non si sono praticamente visti dalle parti di Pissardo, mentre l’Arezzo la palla buona ce l’avrebbe anche avuto si inzuccata di Gabriele Gori

Ad inizio ripresa poi l’Albinoleffe s’è fatto più intraprendete ed ha subito finalizzato con l’immancabile gol dell’ex Sacha Cori. Di tempo per recuperare ce n’era parecchio, ma la lucidità ha abbandonato sia il tecnico in panchina che i giocatori in campo. Di Donato ha cominciato a mettere dentro attaccanti intasando sempre di più l’area di rigore ed impoverendo le fonti del gioco, tant’è vero che nonostante la potenza di fuoco teoricamente gettata nella mischia gli amaranto non hanno mai concluso pericolosamente verso la porta orobica.

E’ una batosta pesante, questa seconda sconfitta di fila in casa, soprattutto dal punto di vista psicologico. E’ una sconfitta pesante però anche perché si continua a non vedere la fine di un tunnel tattico nel quale ci siamo infilati a Grosseto.

Il giro palla troppo spesso è fine a sé stesso e gli innumerevoli palloni che piovono in area solo raramente riescono a mettere in qualche difficoltà la retroguardia avversaria. Gori appare ancora un corpo estraneo, servito poco e male e probabilmente ancora in difetto di condizione. In mezzo al campo manca un giocatore razionale e coi piedi buoni. Una mediana fisica come quella vista nella prima parte offre sicuramente maggior copertura alla difesa ma quando poi si tratta di impostare son dolori. Vero che in rosa l’unico che pare avere certe caratteristiche è Raja, ma vero anche che sino ad oggi è uno di quelli meno impiegati. 

La spiacevole sensazione è che Di Donato in questo momento abbia perso serenità e lucidità e che questo si ripercuota anche sulla prestazione in campo soprattutto dei più giovani che perdono sicurezza e riferimenti. Concludere con la contemporanea presenza sul terreno di gioco di Gori, Cheddira, Cutolo, Belloni, Rolando e Caso è più un segnale in questa direzione che in quella di cercare di rimettere dritta una partita.

Gli episodi continuano a girarci contro, ma aggrapparsi agli alibi adesso non serve davvero a niente. Ci aspettano fin da mercoledì quattro partite tostissime (nell’ordine Como, Pro Patria, Monza e Siena), occorre invertire subito la rotta perché a metà ottobre rischia davvero di essere troppo tardi. Menzione di merito per Nello Cutolo che a fine gara ci ha messo la faccia (in senso letterale) andando a colloquiare con una curva giustamente inferocita.

Cerchiamo di ripartire da qui, ma facciamolo in fretta.

Tags: S.S. Arezzo Albinoleffe

Paolo Galletti

Paolo Galletti

Laurea in scienze politiche, da quando ha memoria ricorda solo il colore amaranto incitato sugli spalti di mezza Italia. Visceralmente legato alla maglia ed alla città si augura prima o poi di vedere accadere il miracolo sportivo che ancora non è mai avvenuto.