Arezzo, il primo vero banco di prova con oltre 400 tifosi al seguito

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E venne anche il giorno di “Pippo” Vetrini. L’Arezzo va a giocarsi la sesta di campionato sull’insidioso campo del Follonica-Gavorrano, regno della famiglia Mansi e feudo del direttore sportivo valdarnese che negli ultimi tre anni non ha mancato di pizzicare in maniera polemica i colori amaranto.

La squadra di Mariotti sarebbe quindi chiamata a riservare al “nemico” della nostra bandiera lo stesso trattamento offerto quindici giorni orsono all’ex presidente Ferretti ed alla sua compagnia di giro. A prescindere comunque dalle faccende di campanile, la trasferta in maremma è il primo vero banco di prova per l’Arezzo, chiamato a confrontarsi con una squadra costruita per i primi posti, affidata ad un tecnico emergente, con una struttura societaria alle spalle solida e ambiziosa. La formazione di Bonura è reduce da una strepitosa rimonta sul campo del San Donato Tavarnelle che testimonia, per la maniera in cui è maturata (da 1-3 a 3-3 nei minuti di recupero) di una grande convinzione nei propri mezzi e di uno stato di salute ottimale. Il tecnico ex Trestina predilige il gioco propositivo e adotta uno schema 4-3-3 che sicuramente non snaturerà contro di noi. Ne potrebbe venir fuori una bella partita, considerando che anche Mariotti è un allenatore che predilige il gioco d’attacco. L’Arezzo arriva da capolista, ma attenzione perché i rossoblu (che incredibilmente riescono sempre a confezionare divise orribili con due colori classici) sono a soli tre punti. Una partita da non sbagliare per gli amaranto, una partita il cui esito positivo rafforzerebbe autostima e classifica e darebbe un segnale importante a tutto il girone (oltre che un buffetto al buon diesse del Gavorrano…). Al seguito previsti 400 tifosi, quindi si giocherà in trasferta solo perché l’impianto dista un centinaio di km. da Arezzo. Si gioca per vincere, quest’anno è un mantra da non trasgredire.

Tags: S.S. Arezzo Follonica Gavorrano

Paolo Galletti

Paolo Galletti

Laurea in scienze politiche, da quando ha memoria ricorda solo il colore amaranto incitato sugli spalti di mezza Italia. Visceralmente legato alla maglia ed alla città si augura prima o poi di vedere accadere il miracolo sportivo che ancora non è mai avvenuto.