Personale sanitario, emergenza infinita. Cullurà: "Nella Asl Tse servirebbero circa 400 assunzioni"

. Inserito in Sanità

In Toscana mancano 5 mila infermieri. Lo fa sapere il Nursid (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) che spiega: "la Regione Toscana continua a non fornire alcuna risposta sulla carenza di personale infermieristico". Una situazione di emergenza che va avanti da più di due anni e che, inevitabilmente, interessa anche Arezzo e l'Asl Toscana Sud Est. 

"La situazione nella Asl Toscana Sud Est e ad Arezzo non è tragica, di più", spiega il segretario Nursind per l'area Asl Sud Est Claudio Cullurà. "Dovrebbero essere assunti 300 infermieri e 100 oss, che potrebbero garantire la turnazione che è diventata insostenibile nei reparti di degenza dell'ospedale e nei pronto soccorso". Dalla Regione - continua Cullurà - ci dicono che durante la pandemia sono stati assunti circa 1000 tra infermieri e oss, ma non dicono che già prima della pandemia la carenza era stimata intorno alle 700 unità". 

"Per la Asl Tse erano state annunciate 150 assunzioni a fine anno - spiega Cullurà - ma altrettante persone sono andate in pensione nel frattempo, quindi c'è da chiedersi se il saldo complessivo di personale sia effettivamente positivo. Anche perché secondo lo studio RN4CAST (Registered Nurse forecasting) servirebbe un infermiere ogni 6-8 pazienti, ma nella Asl Tse questo rapporto non viene rispettato. Per quanto riguardo l'ospedale del Valdarno, ad esempio, il rapporto è di 4 infermieri e 1 oss per circa 55 pazienti".

"Il problema - conclude Cullurà - è che l'azienda sanitaria non ha un sistema di calcolo della dotazione organica, e quindi non si rende veramente conto di quanto è grave questa mancanza di personale. La situazione non è più sostenibile".

 

Toscana, mancano 5mila infermieri. Giannoni: "nessuna certezza su tempi determinati e interinali in scadenza a fine mese: l’emergenza non finisce per decreto”

“Due anni di stato di emergenza e una pandemia tuttora in corso non hanno cambiato niente: la Regione Toscana continua a non fornire alcuna risposta sulla carenza di personale infermieristico. Mancano 5mila infermieri in Toscana e non abbiamo nessuna certezza nemmeno sui contratti in scadenza a fine aprile”. A suonare l’allarme sulla situazione del Sistema Sanitario Regionale è Giampaolo Giannoni, coordinatore regionale Nursind, sindacato autonomo delle professioni infermieristiche, da domani alle prese con le elezioni delle RSU in Toscana e in tutto il Paese (dal 5 al 7 aprile 2022).

“Ci sono carenze gravissime sull’assistenza domiciliare – sottolinea Giannoni – così come sull’infermiere di famiglia e sul servizio di emergenza urgenza del 118. In questo caso si aggiunge la carenza dei medici, ad aggravare la situazione. Inoltre bisogna tenere presente che – anche qualora entrasse in servizio nuovo personale sul 118 – necessiterebbe di una formazione complessa, per almeno 3/4 mesi. Nei reparti ospedalieri il bilancio non è migliore, con colleghi costretti a continui rientri per coprire le lacune e ferie non fruite che si accumulano da almeno 2 anni”.
“Ad oggi non abbiamo notizie dalle Aziende Sanitarie locali né sulla stabilizzazione dei contratti a tempo determinato né sulle assunzioni con contratto interinale. Una situazione impensabile: con l’approssimarsi della programmazione delle ferie estive, gli infermieri non hanno certezze nemmeno sul turn over. I pensionamenti che avvengono in questo periodo, infatti, non sono reintegrati. Si sta profilando un contesto drammatico – commenta Giannoni – con una pandemia ancora in corso: i contagi non si arrestano per decreto”.
“La carenza di personale è un tema annoso – prosegue il coordinatore Nursind Toscana – tanto quanto la mancanza di risposte concrete da parte dell’amministrazione. Ma adesso la misura è colma: abbiamo bisogno di certezze, vogliamo un piano organico dalla Regione Toscana che consenta di superare lo stallo. Servono risposte e servono subito, prima di entrare nella prossima emergenza”.
“Chiediamo la convocazione urgente in Regione e l'apertura di un tavolo tecnico – conclude Giannoni - così come promesso in Prefettura all'indomani della proclamazione dello stato di agitazione. Nel frattempo, lo stato di agitazione prosegue”.

Tags: Asl Toscana sud est infermieri Claudio Cullurà Nursind