Riaprire le scuole così è come entrare in una polveriera facendosi luce con una fiaccola accesa

. Inserito in Sanità

Una dolorosissima, delusa e riflettuta considerazione che ho inteso esternare qui. Per tutto il resto, per sapere come sarà andata, non abbiamo nulla di troppo strano da fare: basta attendere solo un altro ciclo d’incubazione da oggi… forse anche di meno
Mentre nell’aretino ancora si discute di come piazzare gli inutili test sierologici pungidito avanzati – di quelli lanciati dal Comune, in disaccordo con l’ASL circa la loro opportunità, ne hanno fatti si e no l’equivalente di 1 su 17 – e mentre gli auspicabili tamponi antigenici rapidi ripetuti settimanalmente nelle scuole (prima di riaprirle!) paiono invece destinati a essere soppressi prima ancora di averli incominciati; mentre per fare privatamente un tampone antigenico rapido si spendono 40 euro a fronte di un costo d’acquisto diretto del kit di 8 euro; mentre si fanno molti meno tamponi molecolari di quando il contagio ha raggiunto l’apice della seconda ondata, e giusto ora che si dovrebbe invece farne di più approfittando proprio del contagio mantenutosi (almeno finora e almeno qui) ad andamenti lineari; mentre l’intero tracciamento s’è arenato un po’ ovunque; mentre si torna a fare i pochi tamponi solo ai sintomatici anziché dare la caccia agli asintomatici positivi per isolare i contagiosi inconsapevoli; mentre viene lasciato dilagare un ottimismo assolutamente prematuro, fuori luogo e infondato circa i progressi della vaccinazione; mentre si assiste a una comunicazione istituzionale sistematicamente “vuota” dei contenuti che servirebbero di più in questi casi – manca sempre il "quando" e il "come" e tutto tende troppo spesso ad assomigliare maledettamente allo slogan d’impatto e basta – che fa la nostra Regione? Riapre le scuole in presenza, sia pur al 50% e relativamente alle superiori.
Non importa che l’età media degli infettati sia di nuovo sotto i 55 anni, proprio a causa del re-ingresso in casistica dei giovani e probabilmente di una delle più promettenti – per lui – varianti del virus che potrebbe già aver manifestato una maggior affinità per le età più basse; non importa che siamo a questo punto giusto giusto – guarda caso – a un ciclo esatto d’incubazione del virus rispetto alle “famose” e galeotte vacanze di Natale (eh già, la matematica non è un’opinione: basta attenderne gli effetti!) al punto da aver valso agli attuali contagi il nomignolo di “Covid-panettoni”… non importa nemmeno che ormai ovunque s’intraveda anche la terza ondata e che i nostri andamenti lineari del contagio possano da un giorno all’altro imboccare per la terza volta un’impennata esponenziale con tutto ciò che ne conseguirebbe (dato che stavolta si partirebbe da un ripopolamento delle rianimazioni già al 30% nonché una media di 500 morti al giorno!)… e non importa nemmeno che in questo stato di cose non abbia alcun senso sentirsi relativamente al sicuro “perché i nostri numeri sono buoni”, dato che il giallo di una regione circondata da una prevalenza di arancioni è evidentemente più fortuito che meritorio e in ogni caso fa perdere completamente il significato di “confini regionali”, con una realtà che in termini di contagio dovremmo considerare almeno arancione anche per la nostra beneamata Toscana…
Nulla importa e nulla serve: la nostra Regione “riapre”, orgogliosamente, impavidamente gialla! E per di più con quello che viene fatto passare per uno stupefacente e autonomo atto di coraggio.
Intanto però i dati scientifici (invero assai scarsi) a supporto del fatto che i contagi nelle scuole siano percentualmente pochi si riferiscono a focolai nati "dentro" le comunità ma non intendono l'intero mondo che le circonda, fatto di innumerevoli altri momenti d'incontro, di scambio e di assembramento, le cui variabili sono così tante da non poter essere tenute sotto controllo tutte. Non a caso le scuole sono ritenute da sempre e ovunque letteralmente “amplificatori di contagio”! D'altronde, a proposito di comunità, ricordo a me stesso come si fosse fatto a suo tempo lo stesso malsano ragionamento di "luoghi sicuri" per le RSA... salvo poi aver dovuto constatare com'è andata!
Riaprire le scuole ora, per 7-10 giorni (sapendo già che non potranno essere di più), con il contagio sul punto ormai di riprendere la curva esponenziale ovunque, è un azzardo assurdo, paragonabile a entrare in una polveriera facendosi luce con una fiaccola accesa: può anche darsi che ti vada bene, ma è assai più probabile far saltare tutto in aria!
Per capirci fuor di metafora: che fine hanno fatto i tamponi antigenici rapidi auspicati proprio negli accessi alle scuole, da ripetere a tutti settimanalmente, insegnanti e personale compresi? Ci sono stati mesi per prepararsi a questa sola strategia di reale protezione possibile per poi riaprire le scuole - quando fosse capitato fattibile – in relativa sicurezza, non dopo… e invece niente! Si riapre così, perché “siamo in gialla", e chi s'è visto s'è visto. Oppure con iniziative solo a macchia di leopardo: io si, tu nell'istituto accanto no... e via discorrendo.
Qua ci sono solo alcune aziende private che si vantano di aver adottato tamponi antigenici rapidi per tutto il proprio personale... salvo poi scoprire che le più attive ne hanno fatti fare "ben 4 in 5 mesi" ai propri dipendenti... che è come dire "niente", perché se non vengono ripetuti settimanalmente e per un discreto periodo, non hanno senso. Ma tale è il livello della cognizione di causa più diffusa in questo campo.
Ho provato più volte a far presente anche in gruppi “dedicati” l'esigenza assoluta di iniziative realmente coraggiose e autonome da parte della Regione, ottenendo finora come unico feedback - a parte i graditi segnali di approvazione di pochi - solo una discussione con chi mostrava in quel momento di non aver chiara neanche la differenza tra un test sierologico pungidito, un tampone antigenico rapido e un tampone molecolare (come appunto temevo)!
Giusto per chiudere, chioso? Ok, chioso: il coraggio nelle scelte gestionali non è quello di saper "aprire e chiudere" ad arte, né quello di “fare delle prove” a tentoni, o almeno non quando la pelle di chi può rimetterci è solo quella degli altri, perché in questi casi il confine con della comoda demagogia diventa troppo labile mentre, se anche va male, con tutta la calma del dopo puoi sempre trovare il modo di non perderci nulla personalmente, magari neanche la faccia! Il coraggio è … tutto un altro paio di maniche.
(Non replicherò in polemica con nessuno, perché non mi ci sento: la mia è solo una dolorosissima, delusa e riflettuta considerazione che ho inteso esternare qui. Per tutto il resto, per sapere come sarà andata, non abbiamo nulla di troppo strano da fare: basta attendere solo un altro ciclo d’incubazione da oggi… forse anche di meno).

Tags: Scuola Vaccini Coronavirus tamponi

Romano Barluzzi

Romano Barluzzi

Highlander dalle molte vite, tra cui ne spiccano due - da tecnico sociosanitario e da istruttore subacqueo - coltivo con inguaribile curiosità la passione per i mestieri più a rischio d'estinguersi, perciò mi ostino a fare il giornalista.