Protesi totale al ginocchio, nuovi sviluppi della robotica alla Fratta

. Inserito in Sanità

Da alcune settimane è possibile ricostruire l’intero ginocchio.
Caldora: “Migliori risultati funzionali a lungo termine e soprattutto una più lunga sopravvivenza delle protesi”

Si chiude il cerchio della chirurgia robotica all’ospedale di Cortona dove, da alcune settimane, è possibile fare la protesi totale al ginocchio con il robot.

Infatti, fino ad oggi era possibile solo la ricostruzione di un compartimento del ginocchio: mediale, laterale o della femoro-rotulea.
Con il nuovo software invece è possibile eseguire, con assistenza robotica, anche la protesi totale di ginocchio, che deve essere utilizzata dal chirurgo nei casi di artrosi avanzata coinvolgente tutto il ginocchio.
Anche per il ginocchio totale la tecnica robotica comporta un impianto con precisione sub-millimetrica, favorendo la corretta cinetica del ginocchio ricostruito. Il tutto all’insegna dei vantaggi ormai certi dell’assistenza robotica, cioè accuratezza, precisione e sicurezza.

 “Si apre una nuova ed importante opportunità nell’ambito della Asl Toscana sud est – commenta il direttore generale Enrico Desideri - La disponibilità di questa applicazione chiude il cerchio sulla chirurgia articolare robotica perché, attualmente, sarà possibile usare il robot per tutte le principali indicazioni protesiche di anca e ginocchio. I due interventi già effettuati sono andati molto bene, senza alcun problema vista l’acquisita lunga esperienza dei chirurghi ortopedici della nostra Azienda”.

 “L’esperienza aretina sulla ortopedia robotica è iniziata nel luglio 2014 ed Arezzo è stato il primo ospedale pubblico ad acquisire il robot MAKO per l’ortopedia – ricorda Patrizio Caldora, direttore Area Omogenea Ortopedia-Traumatologia della Asl Toscana sudest – Ad oggi, in ambito aziendale, tra anche e ginocchia sono stati operati più di 600 pazienti con ottimi risultati. Così come negli USA, dove la ortopedia robotica è maggiormente diffusa, i risultati a breve termine sono ottimi, con recupero funzionale più veloce.
L’obiettivo finale dell’uso del robot è di una protesi con miglior risultato funzionale a lungo termine e soprattutto una più lunga sopravvivenza delle protesi, così da posticipare sempre più negli anni una ipotetica sostituzione.
Analizzando i dati regionali delle dimissioni ospedaliere, comparando il campione robotico a quello manuale, abbiamo rilevato con soddisfazione che, con l’uso del robot, abbiamo ridotto significativamente le giornate di degenza ospedaliera ed il numero di trasfusioni nella chirurgia protesica”.

 La protesi totale al ginocchio può essere effettuata anche in Valdarno, all’ospedale della Gruccia, l’altra postazione robotica attiva in Azienda, sotto la supervisione del direttore dell’Ortopedia Luigi Ciampalini, che ha iniziato con Caldora questa tecnica chirurgica.
La Asl Toscana sud est può contare su una Scuola di robotica chirurgica a Grosseto dove gli ortopedici possono formarsi.
Dal 2004 la scuola ha a disposizione, unica in Italia, anche un robot interamente dedicato alla didattica, utilizzato per simulare gli interventi.

 

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Redazione Arezzo24

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