Caregiver da tutelare, Lancia d'oro all'Arezzo calcio, ritorno Soprintendenza. Gli atti a Palazzo Cavallo

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Gli atti di indirizzo in Consiglio Comunale, due con ricadute sulla toponomastica: intitolazioni per il vigile del fuoco Filippo Bertini e il geofisico Enzo Boschi; la realizzazione di un parco eolico all'Alpe di Poti, la richiesta alla Soprintendenza dell'autorizzazione allo spostamento del monumento dedicato all’unità d’Italia da piazza del Popolo a piazza della Repubblica.

Atto di indirizzo firmato da Pd, Forza Italia, Ora Ghinelli, Lega e Fratelli d’Italia per impegnare il sindaco a porre in essere ogni atto e iniziativa utili a ottenere da parte della Soprintendenza l’autorizzazione allo spostamento del monumento dedicato all’unità d’Italia da piazza del Popolo alla sede più appropriata, e recentemente ristrutturata, di piazza della Repubblica.

“Un modo – ha sottolineato il presidente Luca Stella – per restituire la giusta valorizzazione al manufatto, inaugurato nel decimo anniversario della breccia di porta Pia, il 20 settembre 1880. Lo stesso, in origine, era ubicato al centro di piazza del Popolo e dunque in un punto meno ‘marginale’ di quello attuale”. L’atto è stato approvato con 23 voti favorevoli e il voto contrario di Michele Menchetti cha ha lamentato i costi eccessivi dell’operazione di spostamento.

Atto di indirizzo illustrato da Donella Mattesini sui caregiver per impegnare la giunta ad attivare un accordo programmatico e organizzativo con la Asl, gli altri enti pubblici o privati interessati per uno specifico monitoraggio e un esatto quadro conoscitivo sul numero di caregiver del territorio, promuovere l’acquisizione di competenze e le condizioni affinché il caregiver possa essere supportato nell’accesso alla rete dei servizi dei vari enti a cui deve rivolgersi per le sue necessità, attivare uno Sportello unico di accesso socio-sanitario con operatori debitamente formati, garantire un’informazione puntuale ed esauriente sulle problematiche di cui soffre la persona assistita, sui bisogni essenziali e le cure necessarie. “Non è infatti la stessa cosa assistere una persona con Alzheimer o una persona con pluripatologie croniche o in fase terminale, come è diverso prendersi cura di una persona diventata non autosufficiente a causa di un incidente o malattia”. Ulteriori richieste: garantire ai caregiver supporto psicologico ed economico attraverso voucher del Comune per la sostituzione temporanea, per un tempo libero di sollievo, per la loro vita familiare o l’assistenza in caso di emergenza come il ricovero ospedaliero. Giudizio favorevole di Roberto Bardelli, Roberto Cucciniello, Michele Menchetti, Valentina Sileno, Luciano Ralli e Angiolo Agnolucci.

“Non esito a definire questo tema la prossima emergenza nazionale – ha sottolineato il vicesindaco Lucia Tanti – e credo che l’aula darebbe un bel segnale se approvasse l’atto all’unanimità. All’insegna di uno slogan, più coraggio e meno prudenza, e di una riflessione condivisa su un indirizzo da dare all’amministrazione comunale che potrà da subito coinvolgere la Asl”. L’atto è stato approvato con 26 voti favorevoli.

Due gli atti di indirizzo con ricadute sulla toponomastica cittadina, entrambi di Roberto Bardelli: con il primo il consigliere comunale ha chiesto l’intitolazione del parco pubblico tra via Alfieri e via Montale, davanti all’abitazione del padre, al vigile del fuoco Filippo Bertini deceduto il 20 dicembre 1999 mentre era impegnato durante una tormenta di neve in una difficile operazione lungo la E45: “Filippo, insieme ad altri colleghi, soccorreva automezzi in difficoltà e purtroppo nel corso di quei frangenti convulsi precipitò da un viadotto. Aveva 27 anni. Già nel 2003, l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferì la medaglia d’argento al valore civile”.

Con il secondo è stata chiesta l’intitolazione di una strada o un parco pubblico a Enzo Boschi, il geofisico aretino deceduto a Bologna nel 2018, socio dell’Accademia dei Lincei dal 1982 e presidente dell’Istituto nazionale di geofisica, poi diventato di geofisica e vulcanologia, fin dall’anno della sua fondazione, ancora il 1982. “Uno scienziato di rango, tra i massimi esperti europei in materia di terremoti. Dopo il diploma ad Arezzo ha conseguito una serie di titoli accademici nelle più prestigiose università del mondo. Quando nel 2011 non poteva più essere rinnovato il suo mandato alla presidenza dell’Ingv, l’allora ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini non poté che scegliere come successore un allievo: Domenico Giardini”.

Entrambi gli atti sono stati approvati, il primo con 28 e il secondo con 27 voti favorevoli.

Atto di indirizzo di Michele Menchetti, Francesco Romizi e Donato Caporali per individuare negli strumenti di pianificazione urbanistica una o più zone da adibire a parchi eolici e dare attuazione a quanto previsto nell’attuale Piano di gestione agricolo-forestale dell’Alpe di Poti, ovvero un parco eolico in località Sassi Bianchi, o inserire nel nuovo piano in vigore dal 2023 analoga fattispecie. “L’attuale contesto – ha rilevato Michele Menchetti – impone a tutte le amministrazioni pubbliche e agli enti locali di mettere al centro delle proprie scelte politiche i temi della neutralità climatica e delle fonti rinnovabili. A livello nazionale, l’Italia si è posta come obiettivo per il 2030 quello di produrre energia da tali fonti pari a 70 giga-watt. L’eolico attualmente contribuisce per circa una quota davvero marginale e dunque ha grandi margini di sviluppo”.

Giudizio positivo di Francesco Lucacci sull’atto di indirizzo “stante il nostro interesse per la questione energetica e le fonti rinnovabili. Proponiamo un emendamento con il quale introdurre la necessità di uno studio e di una verifica delle aree dove alloggiare le pale. È ovvio che vanno scelte quelle che sono più funzionali all’eolico, caratterizzate dalla presenza di vento”. Piero Perticai ha invece paventato il pericolo di deturpazione del territorio derivante da una scelta impattante di questo tipo. Ancora motivi estetici alla base della contrarietà di Egiziano Andreani. Donato Caporali per i proponenti ha accolto l’emendamento di Fratelli d’Italia: “evidentemente la scelta dovrebbe cadere su zone spopolate e prive di interesse turistico e di vincoli paesaggistici sovraordinati”. L’assessore Marco Sacchetti: “se è indispensabile accelerare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, la ratio della legge sembra suggerire che il procedimento per la localizzazione degli impianti debba procedere, in specifiche aree vocate, senza tirare in ballo aspetti di natura urbanistica e facendo salvi i vincoli paesaggistici. Ci sono peraltro produzioni eoliche che non richiedono pale di 40 metri di altezza. Uno studio sulla ventosità che entri nel quadro conoscitivo degli strumenti urbanistici può essere la giusta soluzione”. Roberto Severi ha sottolineato che “l’intento è proprio aumentare il quadro conoscitivo delle potenzialità del territorio” mentre Simon Pietro Palazzo ha messo in luce la bontà delle precisazioni tecniche e normative fatta dall’assessore.

L’atto è stato approvato con 22 voti favorevoli e 2 contrari.

Atto di indirizzo firmato dai gruppi consiliari Fratelli d’Italia e Partito democratico e dai consiglieri comunali Roberto Bardelli e Meri Stella Cornacchini affinché 100 anni di storia dell’Arezzo calcio siano celebrati nella lancia d’oro in palio per l’edizione di settembre 2023 della Giostra del Saracino. “Quest’ultima – ha illustrato Roberto Cucciniello – cronologicamente coincide, al netto di pochi giorni di differenza, al secolo di vita del sodalizio amaranto che nacque il 10 settembre 1923. Viene data indicazione al sindaco di procedere in questa direzione. Dunque, si profila un Saracino cromaticamente suggestivo, con i colori dei quartieri su sfondo amaranto. In nome delle grandi passioni della città, per l’occasione riunite: quella giostresca e quella calcistica. Non sarebbe la prima volta che una dedica prescinde dal mondo della Giostra in senso stretto o da personaggi storici e privilegia comunque qualcosa che ha grande attinenza con la città”.

Paolo Bertini ha ricordato “che tale intitolazione è già sullo sfondo ma tengo a precisare che questo non implica tirare per la giacchetta l’organo a cui spetta poi decidere”. Considerazioni condivise da Giovanni Donati, da Roberto Bardelli e da Simon Pietro Palazzo. L’atto è stato approvato con 22 voti favorevoli.

Atto di indirizzo di Simon Pietro Palazzo e Ilaria Pugi e illustrato da quest’ultima per il ritorno di una sede autonoma della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio ad Arezzo. “Chiediamo al sindaco Ghinelli di attivarsi per questo scopo presso tutte le istituzioni coinvolte. È dal 2014 che Arezzo è stata accorpata con Grosseto e Siena, con quest’ultima sede principale, un ulteriore esempio di come la provincia abbia sofferto a causa di una fusione forzata con altre realtà e sia finita per ricadere in un ente sovradimensionato: la storia artistica e culturale di Arezzo e del territorio, lo stesso sistema economico e di conseguenza il grado di custodia, di difesa e di cura del paesaggio e del patrimonio edilizio che ne derivano, meritano invece un diverso approccio e una rinnovata prospettiva. La quantità di tesori che per fortuna possediamo, tale da renderci una delle mete turisticamente più apprezzate, richiedono un punto di riferimento specifico che, a stretto contatto con essa e solo così, ne garantisca la necessaria tutela”. Simon Pietro Palazzo ha rilevato che “e fino ai mesi scorsi potevano esserci condizioni meno favorevoli, crediamo che adesso, con un governo politicamente affine alla maggioranza aretina di centrodestra, la proposta possa trovare maggiore forza e legittimazione. D’altronde era una promessa fatta in campagna elettorale e un punto qualificante e sostanziale del programma a cui mai abbiamo rinunciato. E non siamo guidati da mero campanilismo amministrativo”. Favorevoli Michele Menchetti, Donato Caporali, Roberto Bardelli e Roberto Cucciniello per il quale “è fondamentale stimolare gli altri sindaci della provincia a sostenerci in questa battaglia”. L’assessore Francesca Lucherini ha condiviso l’intento del dispositivo: “spiace che a suo tempo chi sedeva in questa assise non abbia difeso la città da questo esproprio”. Luciano Ralli ha rilevato che “noi in questa assise c’eravamo. Era una stagione di accorpamenti, che ha coinvolto anche banche e camere di commercio, e molti di noi li scoprivano a cose fatte”. L’atto è stato approvato con 20 voti favorevoli.

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