Donne Democratiche: "Comune Arezzo non può scaricare campi solari su terzo settore e volontariato"

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"Il rischio evidente è che le famiglie non avranno nemmeno questo servizio". Lo sostengono in una nota Giuseppina Macrì, Pamela Masini, Donella Mattesini, Alessandra Nocciolini, Rossella Peruzzi, Giulia Travi, Gabriella Salvietti, Claudia Ugolini della Conferenza Provinciale Donne Democratiche.

"I bambini e le famiglie coinvolti sono migliaia. Sono quelli che, dopo il blocco di scuole e servizi per l'infanzia, contavano sulla riattivazione almeno dei campi solari. Anche questo servizio sembra destinato a svanire.

L'assessora Tanti ha chiesto al privato sociale e a tutti i soggetti interessati di presentare un progetto. Un invito. Punto e basta, come se il problema non fosse del Comune e tutto fosse limitato ad un rapporto diretto tra famiglia e gestori dei campi solari. In realtà le linee guida nazionali indicano che il 'gestore' deve garantire l'elaborazione di uno specifico progetto da sottoporre preventivamente all'approvazione del comune specificando tutti gli elementi utili. È quindi evidente che il Comune deve pubblicare un bando che tracci una cornice eguale per tutti i soggetti e che sia di garanzia per le famiglie. Senza dimenticare che i 'soggetti interessati', ossia i comuni, possono attivare i servizi.

Anche quello di Arezzo è chiamato a indicare alcuni elementi essenziali: quali sono le azioni e le responsabilità, rispettivamente, dei soggetti gestori e del Comune; quali criteri, nel nome della trasparenza, usa il Comune sia per l'assegnazione dell'incarico che dei luoghi. Inoltre deve essere creato un rapporto di stretta collaborazione con tutti i soggetti (gestori, personale, famiglie, eccetera) come prevedono le linee guida nazionali e le indicazioni della Regione Toscana.

È evidente che un semplice invito a presentare un progetto non basta e che questa scelta sembra voler evitare al Comune ogni responsabilità sia nella programmazione che nella gestione delle attività. E mancando elementi indispensabili come questi, è evidente che i campi solari non ci saranno. Più che la deresponsabilizzazione istituzionale, sarebbe necessario un patto territoriale con la collaborazione di tutti coloro che sono disposti a garantire un servizio oggi più che mai indispensabile ai bambini e alle loro famiglie. E non pensiamo solo ai campi solari, ma anche alla ripresa delle attività educative e formative a settembre. Protagonisti Asl, Comune, Ufficio Scolastico, dirigenti scolastici, rappresentanti dei genitori.

L'assessora Tanti non può scaricare sul privato sociale e sul volontariato responsabilità che sono dell'amministrazione comunale. Le linee guida nazionali stabiliscono che i centri estivi possono essere realizzati dagli enti interessati e quindi i comuni; che tutto il personale assegnato ai campi solari deve essere debitamente formato (chi si occupa e chi valida la formazione se non l'ente pubblico?). Ci sono poi domande 'aperte' alle quali non può certo rispondere la singola associazione a sua discrezione: sicurezza legata al COVID-19, gestione dei minori con disabilità che, sempre per il COVID, hanno ancora maggior necessità dei servizi.

Riteniamo che sia necessario prevedere non solo l'apertura dei centri estivi, ma anche attività rivolte ai minori e alle famiglie anche nel mese di agosto. Difficile che questo sia il tradizionale mese di ferie, tenendo conto di disoccupazione, cassa integrazione, chiusure. Per questo si ritiene essenziale che l'assessora Tanti e il Comune attivino progetti su tutto il territorio comunale, dai parchi cittadini ai luoghi di aggregazione nelle periferie e nelle frazioni, rivolti ai minori e alle loro famiglie".

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