L’Ascoli ci crede ancora una volta fino alla fine e vince in rimonta, in pieno recupero, il derby contro la Vis Pesaro. La squadra di Stellone va avanti nel primo tempo con Lari, poi si difende in maniera impeccabile fino ai due colpi di biliardo di Chakir e Milanese. La classifica di Serie C dice ora che Arezzo e Ascoli sono appaiate a quota 71, con gli amaranto che hanno la migliore differenza reti negli scontri diretti. Vince anche il Ravenna col Pineto 1-0 e va a -4. Ma riavvolgiamo il nastro e torniamo alla gara dell’Arezzo a San Benedetto del Tronto, con l’analisi di Bucchi.
Un’analisi lucida, tra autocritica, episodi arbitrali e fiducia nel percorso. Cristian Bucchi si presenta in sala stampa dopo lo 0-0 contro la Sambenedettese e affronta tutti i temi della gara.
Mister, che partita è stata? Ha pesato anche la gara di lunedì?
“Sì, ha pesato soprattutto alla lunga. Abbiamo avuto solo quattro giorni e speravamo di smaltire tutto giocando. L’approccio era quello giusto, volevamo subito trovare il gol e ci siamo andati vicini nel primo tempo. Poi però, col passare dei minuti, ci siamo un po’ spenti”.
Un Arezzo meno brillante del solito…
“Nella ripresa non siamo stati pericolosi, non siamo stati noi. Non era l’Arezzo arrembante di sempre. Sicuramente le scorie c’erano ancora e questo ci dispiace”.
Quanto merito alla Sambenedettese?
“Tanto. Hanno fatto un’ottima partita, come ci aspettavamo. È una squadra organizzata, difende bene, si chiude e riparte. Sono partite che devi sbloccare subito, altrimenti diventano difficili”.
Il rammarico è anche per gli episodi arbitrali?
“Il rammarico principale resta la prestazione, che non è stata buona. Però c’è anche l’episodio del rigore: voglio capire il metro. Il regolamento dice che se ti sfilano la maglia è calcio di rigore. Oggi è successo, ma non è stato dato”.
Non è una polemica contro l’arbitro?
“No, assolutamente. Voglio solo chiarezza. Perché in alcune partite certi episodi vengono sanzionati e in altre no. A questo punto della stagione questi dettagli pesano tantissimo”.
Quella decisione poteva cambiare la partita?
“Non lo so, magari lo sbagliavamo o magari segnavamo. Però sarebbe stata un’altra partita, questo è sicuro”.
Cosa serve ora nelle ultime tre giornate?
“Serve concentrazione. La serenità nel calcio non esiste, perché è uno sport fatto di emozioni. Noi dobbiamo restare lucidi e focalizzati”.
È ancora convinto di poter vincere il campionato?
“Assolutamente sì. Dopo otto mesi e mezzo siamo ancora primi. Non dobbiamo dimenticarlo. Adesso abbiamo tre partite e dobbiamo affrontarle come tre battaglie”.
C’è il rischio di aver perso fiducia?
“No, ma oggi è stata una partita sottotono, forse quella che non dovevamo sbagliare. Però siamo qui perché anche gli altri hanno commesso errori. Il campionato è equilibrato”.
Un pareggio che può favorire l’Ascoli…
“Può essere, ma noi dobbiamo pensare solo a noi stessi. Vincere dà sempre fiducia, ma adesso conta preparare bene la prossima”.
Come ha visto la squadra fisicamente?
“Oggi un po’ provata, soprattutto mentalmente. Abbiamo speso tante energie lunedì sera. Ma la squadra sta bene, lo ha dimostrato fino a pochi giorni fa”.
Che emozione è stata tornare al Riviera delle Palme?
“Bellissima. Non venivo qui da oltre vent’anni. È uno stadio importante, con un pubblico straordinario che non c’entra nulla con questa categoria”.
Bucchi chiude con una linea chiara: azzerare tutto e ripartire. “Da domani è 0-0: tre partite, tre finali”. La corsa alla Serie B resta apertissima, e l’Arezzo è ancora davanti.
Foto: da ufficio stampa S.S. Arezzo



















