Un pareggio che lascia più di un rammarico in casa Arezzo. Nel post gara di Sambenedettese-Arezzo 0-0, mister Cristian Bucchi analizza ad Amaranto Channel una partita divisa in due: buona nella prima frazione, deludente nella ripresa.
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Mister, un Arezzo a due facce: bene nel primo tempo, poi un calo evidente nella ripresa.
“Sì, sono d’accordo con questa lettura. Nel primo tempo abbiamo creato tre o quattro occasioni importanti, soprattutto con le giocate di Di Chiara per Ionita e Cianci. La palla girava veloce, trovavamo gli spazi e riuscivamo a metterli in difficoltà. Nella ripresa invece siamo stati troppo macchinosi e lenti. Non può essere una scusante il terreno di gioco non bagnato: dovevamo fare meglio. Invece ci siamo un po’ spenti, non abbiamo preso in mano la partita. Anche con le due punte non siamo riusciti a essere pericolosi. C’è grande rammarico”.
Quanto hanno inciso gli episodi?
“Gli episodi contano, soprattutto in una partita non bellissima come questa. Il rigore su Cortesi non c’era, è giusto che sia stato tolto. Ma prima c’era un fallo su Chiosa, con la maglietta tirata, che secondo noi era da rivedere. In queste situazioni serve uniformità di giudizio, perché a quattro giornate dalla fine possono avere un peso enorme”.
Ci spiega la dinamica di quella revisione FVS mancata?
“L’arbitro, su segnalazione della Sambenedettese, è andato a rivedere l’episodio su Cortesi e ha fatto bene a cambiare decisione. Ma sull’azione precedente, quella su Chiosa, noi avremmo chiesto la revisione come già fatto a Piancastagnaio. Il quarto uomo e l’arbitro mi hanno detto che l’episodio era già stato controllato e che non c’era rigore, avrei sprecato la card. Noi siamo sempre molto corretti, ma oggi resta una sensazione di disparità di valutazione”.
La scelta delle due punte poteva arrivare prima?
“Durante la partita valuto sempre possibili correzioni. Nel primo tempo stavamo facendo bene, muovevamo la palla e creavamo con gli esterni e gli inserimenti dei centrocampisti. Con due punte rischiavamo di intasare il centro e infatti nel finale è successo: loro erano compatti, con poca profondità da coprire. Dovevamo essere più bravi a muoverli e creare corridoi, quella era la chiave contro una squadra così chiusa”.
Ha pensato di inserire prima Varela, visto che Pattarello oggi faticava a saltare l’uomo?
“Sì, ci ho pensato dopo 15-20 minuti del secondo tempo. Però avevamo Guccione appena rientrato e un po’ affaticato, lo stesso Chierico, poi Di Chiara ha chiesto il cambio. Avevamo un solo slot e non potevamo fare tutto subito. Non perché Pattarello non stesse facendo bene, ma inserire un giocatore rapido poteva essere una soluzione. Alla fine però altre esigenze ci hanno portato a fare scelte diverse”.
Un punto che muove la classifica, ma non basta. E Bucchi lo sa: servirà tornare alla vittoria in successione per difendere il primato nel finale di stagione.



















