AREZZO – Una firma che segna un prima e un dopo. La città compie un passo storico insieme alla S.S. Arezzo: è stata infatti siglata la convenzione per lo stadio Stadio Città di Arezzo, il primo accordo in Italia conforme alla nuova Legge Stadi che assegna a una società sportiva il diritto di utilizzo dell’impianto per ben 90 anni.
Un traguardo che va oltre l’aspetto formale e amministrativo. L’intesa rappresenta infatti una svolta strutturale nel rapporto tra pubblico e privato, aprendo un modello innovativo di gestione destinato a diventare riferimento a livello nazionale. Per la prima volta, una società calcistica potrà pianificare il proprio futuro con un orizzonte di lungo periodo così ampio, ponendo le basi per investimenti, riqualificazione e sviluppo sostenibile dell’impianto.
La convenzione, frutto di un lavoro complesso e articolato, segna dunque un precedente significativo. Non si tratta solo di una concessione, ma di un vero cambio di paradigma: lo stadio non è più semplicemente un bene in uso, ma diventa fulcro di progettualità economica, sportiva e urbana.
Alla firma erano presenti, per la società amaranto, il presidente Guglielmo Manzo e il coordinatore del progetto Carlo Antonio Fayer. Per il Comune di Arezzo ha partecipato l’ingegner Paolo Frescucci.
Determinante anche il lavoro tecnico-giuridico che ha portato alla stesura dell’accordo, curata dallo Studio Legale Morelli e Associati in stretta sinergia con l’Avvocatura comunale e sotto il coordinamento dello stesso Fayer, applicando in maniera puntuale e operativa le disposizioni della nuova normativa nazionale.
Soddisfazione è stata espressa dall’assessore Federico Scapecchi:
“Una bellissima soddisfazione per me, che ci ho creduto anche quando in molti non ci credevano, ma il tempo è galantuomo. Grazie Presidente, grazie agli uffici comunali e alla Giunta, avanti tutta e Forza Arezzo!”
Con questa firma, Arezzo si proietta in una nuova fase, in cui lo stadio diventa leva di sviluppo e simbolo di una visione moderna della gestione sportiva e urbana. Un modello che potrebbe presto essere seguito anche da altre realtà italiane.




















