Vox Populi: Domenico Alberti, volto noto dell’impegno civico nel territorio rigutinese, in vista delle prossime elezioni amministrative.
RIGUTINO – Mobilità, sviluppo economico, senso di comunità e rapporto con le istituzioni. Sono questi i temi al centro del confronto con Domenico Alberti, tra i promotori del Comitato Sava, da anni impegnato in una battaglia che intreccia infrastrutture e futuro del territorio.
«Siamo tornati indietro di quattro anni per retrocedere nei prossimi tre secoli»
Alberti non usa mezzi termini nel descrivere lo stato dell’arte del lavoro del comitato:
«Siamo tornati indietro di quattro anni per retrocedere nei prossimi tre secoli. Mentre l’Italia si collega all’alta velocità, da Vicenza fino a Salerno e Bari, noi resteremo a guardare a braccia conserte oltre 276 treni al giorno».
Una prospettiva che, secondo Alberti, rischia di isolare definitivamente il territorio:
«Ci stiamo scavando la fossa con le nostre stesse mani, per una miopia fatta di visioni particolaristiche e logiche di campanile che non possiamo più permetterci».
Le conseguenze sono già visibili:
«Le imprese chiudono, l’economia implode, i giovani se ne vanno. Non solo dalle aree interne, ma anche dalle città che non riescono più a trattenere i talenti».
Il giudizio sulle istituzioni: «Interesse locale, ma assenza ai livelli decisionali»
Guardando al rapporto con le amministrazioni, Alberti distingue tra livelli istituzionali:
«Sul piano della discrezionalità comunale abbiamo registrato un interesse oggettivo. Ma salendo verso Firenze, Roma e Bruxelles, c’è una totale assenza e una gravissima negligenza».
Un tema, quello della mobilità, che definisce strategico:
«È un volano per lo sviluppo economico e sociale. Eppure molti rappresentanti istituzionali, salvo rare eccezioni, non hanno mosso un dito».
Tra queste eccezioni, Alberti cita esplicitamente:
«Voglio ringraziare Vincenzo Ceccarelli, che per primo ha creduto in questa prospettiva».
Secondo Alberti, il contesto è cambiato rapidamente:
«Lo smart working e l’intelligenza artificiale stanno trasformando il lavoro. In meno di dieci anni molte attività potrebbero scomparire. La mobilità sostenibile può invece accorciare le distanze e dare nuove opportunità».
Vivere a Rigutino: «Autenticità e comunità, ma anche senso di abbandono»
Accanto alla denuncia, emerge un forte legame con il territorio:
«Vivere in una frazione come Rigutino è bellissimo. Qui si respira ancora autenticità, ci si conosce tutti, si discute ma si rema nella stessa direzione».
Un’identità radicata nella storia:
«C’è un forte senso di appartenenza. Qui sono sepolti i nostri genitori e nonni, c’è l’humus della civiltà contadina che ha costruito sviluppo e comunità».
Ma non mancano le criticità:
«Talvolta ci sentiamo periferia della periferia. Per anni siamo stati dimenticati».
E cita un esempio concreto:
«La passerella chiusa da oltre due anni è una vergogna, un insulto alla civiltà».
Un territorio strategico ma sottovalutato
Alberti sottolinea la posizione infrastrutturale e produttiva dell’area:
«Qui insistono strade regionali, provinciali, la linea ferroviaria storica e la direttissima. Eppure Arezzo resta esclusa da uno sviluppo che corre altrove».
E ricorda il passato industriale e agricolo:
«Arezzo era il più importante distretto orafo d’Europa. E Rigutino ha contribuito allo sviluppo economico con realtà come Farus e Cantarelli, che hanno dato lavoro a centinaia di famiglie».
Oggi, invece, il confronto è con territori più dinamici:
«Vicenza ci sta già superando grazie all’alta velocità».
Ma restano potenzialità importanti, anche nel turismo e nell’agricoltura:
«Abbiamo una delle più grandi tenute della Valdichiana, Frassineto e un sistema agrituristico in crescita, grazie anche a imprenditori lungimiranti».
«Serve una politica che viva il territorio»
Il messaggio alle istituzioni è diretto:
«Non basta osservare dal palazzo o venire a tagliare nastri. Serve vivere il territorio, frequentarlo, capire il lavoro che c’è».
E aggiunge:
«Le potenzialità sono enormi, ma la politica deve rendersene conto».
La richiesta al futuro sindaco
In vista delle elezioni amministrative, Alberti indica una priorità chiara:
«Portateci dal ministro dei Trasporti. Ci sono oltre 700 pagine di studi di tre università italiane. Il merito non può essere calpestato in nome di capricci».
Un territorio in bilico
L’intervento di Domenico Alberti restituisce l’immagine di una comunità viva, orgogliosa delle proprie radici ma preoccupata per il futuro.
Tra senso di appartenenza e timore di marginalizzazione, la partita della mobilità appare sempre più decisiva per il destino di Rigutino e dell’intero comprensorio aretino.



















