MONTEVARCHI — “Nascondere i problemi non li risolve. E il conto, alla fine, lo pagano sempre i cittadini”. Parte da qui l’intervento di Fabio Camiciottoli, capogruppo di Avanti Montevarchi – Europa Verde, che torna sul caso Miravalle e sulle polemiche legate ai lavori effettuati nell’area dell’impianto in vista del Mondiale.
Camiciottoli chiarisce subito la propria posizione: “Vogliamo il Mondiale a Miravalle — per Montevarchi, per gli operatori economici, per i tifosi, per il territorio. Miravalle è parte della storia di questa città e un evento mondiale è un’opportunità che non capita tutti i giorni”.
Il consigliere di opposizione rivendica anche la richiesta di accesso agli atti, citata nei giorni scorsi dalla sindaca Silvia Chiassai Martini nelle risposte ai residenti preoccupati. “Ho notato che il mio accesso agli atti veniva citato come se fosse qualcosa di cui giustificarsi. Voglio essere chiaro: rivendico quell’azione, che nasce direttamente dalle istanze dei cittadini”, afferma.
Secondo Camiciottoli, nelle ultime settimane molti cittadini avrebbero manifestato preoccupazioni per quanto osservato nell’area dell’impianto. “Ho ascoltato, e ho fatto quello che un consigliere comunale coerentemente con il mandato deve fare: ho chiesto i documenti per capire. Controllare l’operato dell’amministrazione non è un atto ostile: è un dovere”.
Il capogruppo sottolinea di essere favorevole allo svolgimento della manifestazione internazionale a Miravalle, ma insiste sulla necessità che tutto avvenga nel rispetto delle norme. “Sono contento che il Mondiale si tenga a Miravalle. Ci sono legato, come molti di noi. Ed è proprio per questo che voglio che tutto sia in regola: per il bene dell’impianto, degli operatori economici dell’area, dei residenti e dell’Ente stesso”.
Nel mirino finiscono le criticità emerse dagli atti comunali. “Non è ragionevole pensare che non esistano delle criticità. Non lo dico io. Lo scrive nero su bianco la relazione tecnica istruttoria del Comune redatta dopo il sopralluogo congiunto dei Carabinieri Forestali del 19 febbraio 2026”.
Camiciottoli ricostruisce quindi la sequenza amministrativa riportata nei documenti:
- il 19 febbraio 2026 il sopralluogo dei Carabinieri Forestali e dei dirigenti comunali avrebbe rilevato movimenti di terra, modifiche alla pista e interventi su terreni privati esterni al perimetro sportivo, “tutto eseguito senza titolo abilitativo, senza autorizzazione paesaggistica, senza autorizzazione al vincolo idrogeologico”;
- il 24 febbraio il Comune avrebbe emesso un’ordinanza di sospensione dei lavori;
- il 6 marzo una diffida al ripristino dello stato dei luoghi;
- il 10 marzo il gestore avrebbe presentato richiesta di permesso di costruire in sanatoria;
- il 27 marzo sarebbe arrivato il rilascio della sanatoria, comprendente anche “un sottopasso in cemento classificato come manutenzione straordinaria”.
“Diciassette giorni tra l’istanza e la sanatoria, per opere che i Carabinieri avevano accertato essere state eseguite senza alcun titolo, in area vincolata”, evidenzia il consigliere.
Camiciottoli richiama poi anche la variante urbanistica approvata nel novembre 2024, che ha consentito l’ampliamento dell’impianto. “È stata approvata senza approfondimenti e con uno strumento che non consentiva ai cittadini di presentare osservazioni. Una scelta che ha seminato diffidenza in una parte della comunità”.
Da qui la richiesta di un confronto politico più approfondito. “Mi sarei aspettato dalla sindaca più chiarezza e una volontà di dialogo con i cittadini, per trovare un equilibrio che tutelasse le diverse esigenze in campo”, sostiene.
Infine l’appello a discutere la questione nelle sedi istituzionali: “Ritengo che occorra chiarezza e approfondimenti nelle articolazioni del Consiglio Comunale. Non come atto di guerra, ma come atto dovuto verso i cittadini che rappresentiamo — anche quelli che fanno domande scomode”.



















