AREZZO – La campagna elettorale entra nel vivo e tra le voci che contribuiscono al dibattito politico c’è quella del dottor Stefano Tenti, imprenditore nel settore sanitario, indicato a più riprese come candidato sindaco, che interviene per chiarire la propria posizione e il suo sostegno al candidato del centrosinistra Vincenzo Ceccarelli.
Dottor Tenti, bentrovato su Arezzo24. Il suo impegno in questa campagna elettorale sta entrando nel vivo: da che posizione si muove?
«Per Vincenzo Ceccarelli io ero, scherzosamente, il suo competitor prima della definizione delle candidature nel centrosinistra. Poi la coalizione ha fatto la sua scelta e ha individuato in lui il candidato. A quel punto è naturale, direi quasi ovvio, sostenerlo: è il candidato della mia parte politica».
Che cosa la convince della figura di Ceccarelli alla guida di una città complessa come Arezzo?
«La prima cosa è quella che tutti gli riconoscono: l’esperienza nella gestione della pubblica amministrazione. Ceccarelli ha iniziato giovanissimo, da sindaco di Castel San Niccolò, poi presidente della Provincia, consigliere e assessore regionale, fino al ruolo di capogruppo del Partito Democratico in Regione. Conosce come pochi altri la macchina amministrativa della nostra terra: Regione, Provincia, Comune. Non è l’unica qualità necessaria, ma è certamente una dote indispensabile per chi vuole fare il sindaco».
Molti si aspettavano di vedere il suo nome in una delle liste a sostegno. C’è stata una riflessione in tal senso?
«Sì, una riflessione c’è stata ed è già conclusa. La risposta è no. Non per scelta mia, ma perché la coalizione di centrosinistra ha ritenuto che io non fossi candidabile, in quanto opero nella sanità privata. È una posizione che mi è stata comunicata chiaramente e che rispetto, anche se non la condivido».
Perché non la condivide?
«Perché ritengo che la sanità convenzionata sia a tutti gli effetti parte della sanità pubblica. Tuttavia prendo atto della valutazione politica fatta. Se non sono ritenuto compatibile – non dal punto di vista legale, ma politico – con una candidatura a sindaco, lo stesso ragionamento viene esteso anche al ruolo di consigliere. È una scelta della coalizione».
Più in generale, che osservazioni si sente di fare sull’andamento della campagna elettorale?
«E’ evidente che la campagna comincia a entrare nel vivo. I candidati stanno definendo il proprio profilo e il confronto si sta strutturando. È un passaggio importante, perché Arezzo è una realtà complessa e ha bisogno di un dibattito serio, concreto, che vada oltre gli slogan».



















