Una candidatura che nasce dalla vita, dalle difficoltà e da una scelta consapevole di impegno. È quella di Sefora De Giorgi, che ha annunciato la sua discesa in campo alle prossime elezioni amministrative di Arezzo nella lista a sostegno di Marco Donati.
Una candidatura che arriva in un momento particolarmente significativo della sua vita: Sefora è infatti in attesa del suo secondo figlio. Una fase che intreccia gioia e difficoltà, diventando il punto di partenza di un impegno politico che guarda soprattutto alle famiglie e alle donne.
Tra maternità e difficoltà: “Non posso restare a guardare”
Quella che dovrebbe essere una fase di serenità si è trasformata anche in una prova complessa. De Giorgi racconta di aver perso il lavoro a causa della gravidanza e di essere stata esclusa dalle graduatorie dei nidi proprio perché disoccupata.
Una situazione che, sottolinea, accomuna molte donne e che evidenzia fragilità strutturali del sistema.
“Sono una madre, un’educatrice e una cittadina. Non posso restare a guardare”, afferma, spiegando le ragioni della sua candidatura.
Da qui la decisione di trasformare un’esperienza personale in un impegno pubblico, con l’obiettivo di ascoltare i cittadini e contribuire concretamente alla vita amministrativa della città.
Arezzo tra bellezza e criticità
Per Sefora De Giorgi, Arezzo rappresenta una scelta di vita. Una città adottata per amore, attratta dal suo patrimonio artistico e culturale.
Accanto a questa immagine, però, emergono criticità che la candidata ritiene non più rimandabili:
- giardini pubblici trascurati e poco sicuri per i bambini
- spazi urbani sporchi
- gestione dei rifiuti da migliorare
- pressione fiscale sulle famiglie
Temi concreti sui quali intende concentrare il proprio impegno.
Una candidatura nel segno della rinascita
La scelta di candidarsi nella lista a sostegno di Marco Donati si inserisce in una visione che punta a riportare la politica più vicina alle persone.
La Pasqua diventa così simbolo di una rinascita più ampia: personale, con la nascita imminente del figlio, ma anche collettiva, con l’auspicio di un rinnovamento per la città.
“Il mio augurio è che nessuno si senta solo, che le donne non vengano più lasciate allo sbaraglio e che le famiglie tornino al centro”, è il messaggio che accompagna questa nuova fase.



















