AREZZO – “Negare il patrocinio del Comune alla festa del 1° maggio al Parco del Pionta è una scelta grave, sbagliata e soprattutto rivelatrice”.
Con queste parole Francesco Romizi, consigliere comunale e candidato alle prossime elezioni amministrative per AVS/Arezzo2020, interviene sulla decisione dell’amministrazione di non concedere il patrocinio all’iniziativa promossa dalla Rete Arezzo R-esiste.
“Nascondersi dietro la par condicio per giustificare questa decisione è un errore politico prima ancora che amministrativo – prosegue Romizi –. Il 1° maggio non è una manifestazione di parte: è una ricorrenza internazionale, riconosciuta da oltre un secolo, che celebra il lavoro, i diritti e la dignità delle persone. Ridurla a un evento di campagna elettorale significa svilirne il valore e dimostrare una visione miope e ideologica”.
Secondo il candidato, si tratta di un segnale politico preciso: “Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una destra che governa Arezzo da anni e che continua a mostrare fastidio verso tutto ciò che parla di lavoro, diritti e inclusione. Non è un caso che si scelga di colpire proprio una giornata che mette al centro lavoratrici e lavoratori, le disuguaglianze, le questioni di genere e i diritti civili”.
Romizi sottolinea poi il valore dell’iniziativa prevista al Pionta: “È una giornata aperta, plurale, con interventi sindacali, momenti di confronto e socialità. Non un comizio di partito, ma uno spazio pubblico di partecipazione. E proprio per questo avrebbe meritato il riconoscimento istituzionale della città”.
Infine: “Ecco la differenza tra noi e loro: per la destra il lavoro è un tema da evitare o strumentalizzare, per il centrosinistra è il cuore dell’azione politica. Per loro il 1° maggio diventa un problema, per noi resta una festa, un diritto, un momento di comunità”.
“ Noi saremo al Pionta, senza ambiguità, al fianco di chi ogni giorno lavora, lotta e costruisce diritti – conclude –. E continueremo a batterci perché Arezzo torni a essere una città che riconosce e valorizza il lavoro, non che lo teme”.

















