AREZZO – La nuova Giunta del sindaco Marcello Comanducci è appena nata, ma il dibattito politico è già acceso. Tra soddisfazione per le nomine, delusione per le esclusioni e qualche critica ai criteri adottati, le prime reazioni raccontano un centrodestra diviso tra entusiasmo e malumori.
A far più discutere è la mancata conferma dell’ex assessore allo Sport e alle Politiche Giovanili Federico Scapecchi di Forza Italia, che dopo cinque anni e mezzo in Giunta e 379 preferenze raccolte alle ultime elezioni non è stato riconfermato nell’esecutivo.
«È innegabile che in questo momento sia molto, molto deluso della mia mancata conferma in Giunta», scrive Scapecchi. «Non sono bastate le 379 preferenze che mi hanno consentito di essere il terzo candidato più votato nelle file del centrodestra e il secondo nel mio partito. Non sono bastati nemmeno cinque anni e mezzo di assoluta dedizione all’incarico».
L’ex assessore punta il dito contro gli equilibri politici che hanno portato alla composizione della squadra di governo, richiamando anche il tema delle quote di genere.
«Gli incastri dovuti alle quote di genere hanno fatto sì che il mio partito, Forza Italia, indicasse una donna anche per il secondo nome in Giunta. Non ce l’ho con nessuno, ma non posso esimermi dal dire che il mio partito, a livello regionale, non è stato in grado di difendere i nomi espressi a livello locale. Altri partiti, con meno voti, ci sono riusciti».
Nonostante l’amarezza, il giudizio sul sindaco resta positivo. «Marcello Comanducci è e resta il miglior sindaco che la nostra città potesse avere». E sul futuro ruolo in Consiglio comunale avverte: «Sosterrò sempre il sindaco Comanducci, ma studierò ogni singolo atto e voterò secondo coscienza, non per partito preso».
Toni decisamente diversi quelli di Lucia Tanti, riconfermata in Giunta e destinataria di nuove deleghe che rafforzano il suo peso politico all’interno dell’amministrazione.
«È nata la prima Giunta Comanducci», scrive l’ex vicesindaco. «Ringrazio il sindaco e Forza Italia-Avanti Arezzo per avermi scelto come assessore con deleghe squisitamente politiche, oltre che operative».
Accanto a Scuola e Politiche familiari, che segue da undici anni, Tanti avrà infatti competenze su Università, comparto orafo, rapporti con le istituzioni e rapporti tra Giunta e Consiglio comunale.
«Queste due ultime deleghe, molto politiche, me le sento davvero naturali. Inizia la navigazione: viva Arezzo. Sempre».
Anche Renato Viscovo, esponente di Fratelli d’Italia che molti indicavano tra i possibili assessori, ha commentato la sua esclusione dall’esecutivo con un messaggio improntato alla responsabilità istituzionale.
«In queste ore ho ricevuto tanti messaggi di affetto, stima e incoraggiamento da parte di persone che speravano di vedermi entrare a far parte della Giunta comunale. A tutti desidero rivolgere un sincero grazie».
Viscovo guarda avanti e conferma il proprio impegno dai banchi del Consiglio comunale.
«Essere stato eletto nel Consiglio comunale di Arezzo rappresenta per me un grande onore. Al di là delle legittime aspettative e delle valutazioni che hanno portato alla composizione della Giunta, il mio impegno per la città non cambia. Continuerò a lavorare con serietà, passione e spirito di servizio per Arezzo e per tutti i cittadini che hanno riposto in me la loro fiducia».
Tra i nuovi volti dell’esecutivo figura invece Antonella Di Tommaso, che per Forza Italia assume le deleghe allo Sport, Pari Opportunità, Tutela degli Animali e Politiche della Longevità.
«Ringrazio il sindaco Marcello Comanducci e il mio partito per avermi dato fiducia conferendomi l’incarico di assessore», ha dichiarato. «Assumo questo ruolo con grande senso di responsabilità, entusiasmo e spirito di servizio verso tutta la nostra comunità. Arezzo deve tornare a volare e questa Giunta lo saprà fare».
Più severo il giudizio di Cristiano Romani di Futuro Nazionale, che ha scelto poche parole ma molto dure per commentare le scelte del sindaco.
«Qual è il criterio? Dov’è il merito?», si chiede Romani. «Assessori nominati con poche decine di preferenze, con nessuna esperienza politica e amministrativa. E invece consiglieri ed ex assessori che hanno preso centinaia di preferenze e hanno ben fatto nella passata legislatura nemmeno considerati».
La conclusione è una bocciatura senza appello: «Sono sinceramente preoccupato per Arezzo. Parecchio».
Le prime reazioni mostrano quindi una maggioranza che, pur compatta nel sostegno al sindaco Comanducci, deve fare i conti con qualche malumore interno e con una discussione già aperta sul rapporto tra consenso elettorale, rappresentanza politica e composizione della nuova squadra di governo.



















