“Tutela dei giovani e dei residenti devono andare di pari passo”. È questa la posizione espressa da Michele Menchetti, consigliere comunale e candidato sindaco della Lista Indipendente per Arezzo, intervenuto con una nota sul tema della movida nel centro storico e sul dibattito relativo all’introduzione del turno notturno della Polizia Municipale.
“Quando si parla di movida ad Arezzo – afferma Menchetti – mi viene in mente il centro storico: piazza della Badia, piazza San Francesco, via Garibaldi, via Cavour, via Madonna del Prato, il centro pulsante frequentato in massima parte dai giovani aretini e costellato di molti locali aperti fino a tarda notte”.
Secondo il candidato sindaco, il tema deve essere affrontato tenendo insieme esigenze differenti: “Oltre ai giovani, ci sono tutti i residenti del centro storico con famiglie, anziani, single, disabili. Il nuovo sindaco ha il dovere di tutelare tutti: il diritto al riposo notturno, la possibilità di parcheggiare vicino casa, la necessità di garantire un centro storico pulito, decoroso e sicuro”.
Menchetti riconosce l’utilità delle proposte avanzate in campagna elettorale sul dialogo con i ragazzi e sugli accordi con i gestori dei locali, ma sottolinea come spesso venga trascurata la voce dei residenti. “Molto prima dell’inizio di questa campagna elettorale – spiega – ho avuto modo di confrontarmi più volte con chi vive nel centro storico. Ho portato le loro istanze in consiglio comunale, ma non sono state ascoltate dalla giunta Ghinelli”.
Nel mirino del consigliere finiscono soprattutto le condizioni in cui versa il centro storico dopo i fine settimana: “Dopo il weekend il centro è invaso da bicchieri di plastica e vetro, bottiglie, cartacce e residui della baldoria della sera prima. Per non parlare dei bisogni fisici espletati dai soliti incivili su vespasiani improvvisati. Tutto questo genera tensioni sociali che devono essere risolte velocemente”.
Ampio spazio nella nota è dedicato anche al ruolo della Polizia Municipale. “La Municipale fa quel che gli compete – osserva Menchetti – conosco molti vigili e non si sono mai tirati indietro. Ma sono pochi numericamente e non hanno la competenza nella conduzione diretta di situazioni ad alta criticità”.
Per il candidato sindaco, una pattuglia composta da due o tre agenti in contesti particolarmente affollati rischia di essere insufficiente: “Uno scenario come piazza della Badia, con mille persone presenti, può diventare pericoloso anche per l’incolumità degli stessi vigili”.
Menchetti critica inoltre la recente nomina del nuovo comandante della Municipale da parte dell’amministrazione comunale: “Con quel che costa questo nuovo dirigente comunale si sarebbero potuti assumere almeno altri quattro vigili, rafforzando concretamente l’organico”.
Da qui l’attacco alle proposte sul cosiddetto “quarto turno” notturno: “Chi parla di quarto turno della Polizia Municipale lo fa per mera propaganda. Non si può delegare ai vigili urbani l’ordine e la sicurezza pubblica senza adeguata formazione, strumenti di difesa, equipaggiamenti e mezzi adeguati”.
Il consigliere pone anche il tema delle tutele legali per gli agenti impegnati nei servizi notturni: “Non si può invocare il turno dall’una alle sette del mattino senza avere prima siglato accordi che garantiscano la difesa legale degli agenti in caso di aggressioni o procedimenti penali. Perché i vigili devono pagarsi di tasca loro l’avvocato?”.
Infine, Menchetti propone un maggiore coinvolgimento dei residenti nei tavoli istituzionali dedicati alla sicurezza urbana. “Per la tutela dei diritti dei residenti, dei giovani e dei gestori dei locali notturni esistono protocolli d’intesa da attuare al tavolo del comitato dell’ordine e della sicurezza pubblica – conclude – ma a quel tavolo devono sedere anche i rappresentanti del centro storico, perché ne va della qualità della loro vita”.



















