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venerdì | 13-02-2026

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Politica

Ghinelli conferma l’assessore Nisini: “Moral suasion sui parlamentari e a settembre un incontro per fare capire a Roma le nostre ragioni”

In conferenza stampa il Pd aveva chiesto ieri le dimissioni dell’Assessore Tiziana Nisini. La stessa, in consiglio comunale, aveva risposto per le rime, dettagliando le motivazioni del suo voto favorevole in Parlamento all’emendamento sul cosiddetto Milleproroghe.
Nel corso del consiglio comunale di ieri, sulla vicenda ha messo un punto il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli:

“Le azioni che mi vengono chieste – ha dichiarato Ghinelli in consiglio comunale – sono già in atto, salvo una. Innanzitutto un’azione di moral suasion sui parlamentari del territorio e a seguire ogni azione utile a recuperare le risorse. 
Non c’è dubbio che quando ho firmato la convenzione nello scorso anno con il Segretario generale alla Presidenza del Consiglio credevo di avere acquisito un diritto di spesa per quei 17 milioni di euro.

 Contando sull’ erogazione delle risorse, l’amministrazione ha subito cominciato a fare progetti, impegnare personale e anticipare fondi di bilancio per arrivare alle scadenze della convenzione preparati e in grado di ottemperare a ogni sua previsione. 
Dunque, come vicepresidente di Anci regionale, ho sottoscritto la petizione da rivolgere ai deputati perché in seconda lettura alla Camera possano essere cambiati i termini dell’emendamento approvato al Senato.
Ma ho fatto di più: ho cercato di capire se ci sono effetti civili derivanti dalla firma della convezione e quali atti conseguenziali sia possibile espletare, in sostanza come chiedere eventualmente al Segretario generale della Presidenza del Consiglio i 17 milioni di euro. Quel funzionario dello Stato dovrà rispondere civilmente del perché ha sottoscritto la convenzione
A queste risorse il Comune di Arezzo ha diritto.
Non ritirerò le deleghe all’assessore Nisini per due motivi: primo perché non ho motivo di lamentarmi del lavoro che svolge, poi il suo voto non è stato certamente decisivo per tale determinazione, visto che è stato adottato all’unanimità. 
Non credo si debba affrontare la questione con un ritiro di deleghe, anche perché il caso aretino è particolare: l’amministrazione ha infatti lavorato virtuosamente da subito, prima che i finanziamenti pervenissero, abbiamo preso sul serio le scadenze. 
E i primi di settembre abbiamo ottenuto un incontro per fare capire a Roma queste nostre ragioni”.