CASTIGLION FIORENTINO – Si accende il confronto politico locale sul tema degli impianti fotovoltaici e, più in generale, sul ruolo dell’opposizione. A intervenire è Libera Castiglioni, che attacca con decisione quella che definisce una linea politica priva di contenuti e visione.
“L’eccitazione per il risultato referendario ha fatto credere ai partiti del cosiddetto ‘campo largo’ che, unendosi in un’ammucchiata onnicomprensiva, potrebbero vincere le prossime elezioni politiche. Per fare cosa non è dato saperlo, visto che tutto ciò che li accomuna si può ridurre a tre parole: populismo, falsità, immobilismo”.
Secondo Libera Castiglioni, anche a livello locale il clima non sarebbe diverso: “Anche a Castiglion Fiorentino questo pare il contenuto politico che costituisce la cifra dell’opposizione. Un florilegio di attacchi pretestuosi si ripetono incessanti, come un rumore di fondo, che non lascia altro che fastidio”.
Nel mirino, in particolare, le recenti prese di posizione sugli impianti fotovoltaici. “Brandi e la sua claque ultimamente sembrano particolarmente concentrati su questo tema, dando vita a una litania di disinformazione e demagogia che farebbe perdere la pazienza anche a Giobbe”.
Il movimento che sostiene Agnelli ribadisce quindi la posizione dell’amministrazione, sottolineando i limiti normativi e le tutele già esistenti: “È stato chiarito più volte, anche in Consiglio comunale, che esiste l’impossibilità di derogare a normative di livello regionale e nazionale. Sul territorio sono già attivi vincoli nelle aree di valore naturale, culturale e paesaggistico, oltre all’obbligo di compensazioni territoriali e a limiti di potenza che impediscono speculazioni”.
Da qui, la domanda politica: “In un momento come questo, che dimostra quanto la nostra economia sia fragile sul piano dell’approvvigionamento energetico, è davvero questa la battaglia da combattere?”.
Libera Castiglioni richiama poi il passato amministrativo, evidenziando una differenza di atteggiamento: “Quando Brandi era sindaco non si oppose all’autorizzazione di serre e strutture florovivaistiche, che hanno un evidente impatto visivo. E fece bene, perché oltre alla tutela del paesaggio esistono anche interessi economici e imprenditoriali da difendere”.
Infine, una riflessione più ampia sul livello del confronto politico: “C’erano tempi in cui la politica era una cosa seria, con etica e senso dello Stato condivisi. Oggi è tutto un urlare, accusare, offendere e speculare, senza costrutto né serietà, solo per apparire”.
E, stoccata finale: “Anche Castiglioni ha il suo grillino con l’ansia di apparire. Dopo i disastri amministrativi, ricorderemo Brandi anche per quelli comunicativi”.



















